A CHE PUNTO E’ LA GUERRA DEL GENERALE BARDI?

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A mano a mano che passano i giorni si fa più comprensibile il disegno organizzativo che il generale Bardi ha pensato per la Regione Basilicata: un comando unico e una regia unica, strettamente dipendente dal vertice Istituzionale e perfettamente in grado di rispondere agli input che arrivano dall’alto. Poco spazio agli assessori che sono solo collaboratori del presidente , responsabili dei Dipartimenti più di nome che di fatto, perchè gli uffici chiave e le direzioni di settore risultano accentrati al vertice e alle dirette dipendenze dello stesso Presidente. Onestamente non pensavano che un disegno così radicale , che se non va contro legge la interpreta in modo sufficientemente originale, potesse andare in porto, ma la sua approvazione va ad onore di chi lo ha pensato, se non altro perchè i fatti finora gli danno ragione e nessuno da dentro o da fuori si è azzardato neanche ad alzare il dito.  Tra le cose che peraltro il Governatore Bardi può vantare è che il suo modello verticistico vanta una emulazione autorevolissima, giacchè lo stesso Draghi si è mosso lungo la linea di scardinare l’esistente e di portare alle dirette dipendenze della presidenza del Consiglio il controllo intersettoriale delle operazioni che riguardano la spesa di ben 200 miliari e passa. Adesso i comunicatori regionali hanno un argomento in più per parlare di modello Basilicata, sostituendo la bandiera poco significativa delle vaccinazioni, lette e raccontate solo nei numeri e non già nei disagi e nelle polemiche che dietro quei numeri si sono avuti, con quella di una riforma della burocrazia direttamente orientata alle strategie di vertice. Il parallelismo tra la riforma dell’amministrazione regionale e le modifiche apportate da Draghi alla “governance” nazionale regge sopratutto se si guarda all’atteggiamento dei partiti che stanno al governo, a Potenza come a Roma. E cioè non gradiscono le medicine pensate per la stagione ma sono costrette a berle in silenzio, magari mugugnando in privato e cercando di inventarsi un qualche modo per invertire la tendenza all’emarginazione cui sembrano essere state assegnati. La stessa cosa, qui in Basilicata,  in ambito sociale, dove le categorie produttive , un po’ meno timorose dei partiti, hanno cominciato a chiedere al generale che guerra sta facendo e se non è il caso di svelare le strategie e gli obiettivi. Come dire che dopo aver, sopratutto gli imprenditori, invocato ad alta voce e determinato con il loro appoggio un cambio di scenario, oggi si trovano a chiedersi se stanno vincendo o se invece la guerra la stanno perdendo. Già, perchè il problema è che le grandi partite, da quella del petrolio a quella della industrializzazione, i vertici istituzionali regionali se le giocano in silenzio, magari anche portandoli con discrezione all’attenzione dei decisori nazionali cui è dato di conoscere processi e scenari che qui conoscono in pochissimi.  Ora, all’opinione pubblica più attenta alle sorti della comunità e affatto interessata alle sorti dei partiti, quello che conta è il ritorno che da questa strategia ci si attende per la Basilicata: se è la conquista di nuovi traguardi di sviluppo e di crescita o se invece siamo ad una nuova edizione di offerta sacrificale di un territorio e di sottomissione  a importanti disegni strategici regionali. Non è un caso che si ricomincia a parlare di deposito unico dello scorie nucleare e di nuovo patto energetico. Il problema serio è che il clima di acquiescenza, di conformismo e di subordinazione che qui si respira è tale che non autorizza a sperare in una reazione contro una eventuale deriva , laddove malauguratamente dovesse esserci. Il fatalismo è tornato ad albergare in Basilicata , fiaccato da delusioni, false promesse e patrioti di cartone. Sarà un Generale venuto da fuori a salvare questa regione? Sarebbe una svolta nella Storia d’Italia: Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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