SULL’ACCOGLIENZA, LA REGIONE BASILICATA FA SCUOLA

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La Regione Basilicata ha scelto una politica dell’accoglienza che va oltre la sistemazione emergenziale e verso una integrazione stabile nei comuni.  E’ una visione lungimirante perché per un territorio che si va spopolando ci vogliono energie attive nuove ed una inversione della tendenza demografica verso il segno positivo. In questo disegno strategico, che ha destato l’interesse del Governo e delle altre regioni, c’è la partenza di un accordo tra Regione, prefetture , anci ed Upi in un protocollo applicativo che è specifico ed articolato. Si parte fissando il numero massimo di migranti da accogliere nei comuni e cioè venti posti nei Comuni fino a cinquemila abitanti,30 in quelli fino a quindicimila e 100 nei comuni oltre quindicimila. Se i Comuni si mettono insieme possono rapportare l’accoglienza alla somma delle loro rispettive popolazioni. Gli stessi comuni possono attivare cooperative di servizio che abbiano già avuto esperienza nel settore:possono recuperare edifici anche avvalendosi dei fondi europei. Individuate già alcune strutture operative tipo quelle della città della Pace a Scanzano e S.Arcangelo, la sede Caritas di palazzo San Gervasio. Da segnalare che in basilicata vengono già assistiti cento bambini arrivati soli. Il protocollo mira anche a smantellare gradualmente gi affidamenti dei servizi di accoglienza già in atto , a seguito dei bandi emanati dalle due Prefettura e assicura che alla loro scadenza naturale saranno sostituiti, questi affidamenti,con le modalità individuate nell’accordo, e cioè ripartiti tra i Comuni che entrano a far parte del sistema.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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