Il post pubblicato qualche giorno fa ha provocato un dibattito interessante sui social network. Devo qui raccontare che la fonte della mia proposta era uno scambio di mail che ho avuto sul tema con il mio amico Alberto Cottica: una proposta di scrittura di un programma wiki, partecipato, aperto a chiunque, non necessariamente vendibile (tanto, non lo vota nessuno) con “una netiquette di ghisa”, per usare le sue parole. Una proposta che mi entusiasma, per questo l’avevo citata.
Sui social network, si sono sviluppate due correnti di dibattito. La prima, quella che cerca di salvare il salvabile del PD da parte di persone ragionevoli ed irriducibili – che pure nel tempo non hanno risparmiato critiche al partito – come Giuseppe Farina:
Io continuo a credere che il PD sia ancora uno dei luoghi privilegiati per fare uno sforzo come quello che tu vuoi fare. Lo vedremo presto a congresso. Allo stesso tempo credo che non sia l’unico luogo possibile. […] tu stessa […] riconosci nel PD l’unico argine possibile a quanto sta sotto i nostri occhi accadendo.
Certo tutto rimanda a cosa sono e a come si organizzano nel tempo che viviamo un Partito di Sinistra o Riformista o come lo si voglia chiamare. Non vi è dubbio che prevedano però una forte leadership e questo oggi per diversi motivi non è assicurata a livello nazionale. […] Le persone di buona volontà che come te non mancano fuori dal PD facciano dunque quel che tu chiami a raccolta a fare. Le tantissime che ci sono e lo sai nel PD faranno altrettanto.
La corrente irriducibile si porta dietro quella sognatrice, come Lucia Serino:
Bello Ida. Dovremmo scegliere anche un luogo dove scrivere una bozza. Tipo manifesto di Ventotene
La seconda corrente di dibattito trae le mosse dal fatto che il percorso da me descritto e da Alberto ideato sembra avere molte somiglianze con il percorso (già in atto da un po’) di DiEM25, un altro movimento “nativo europeo” di ispirazione Varoufakis-siana. Alle iniziali critiche di scarsa completezza, ad esempio di Piersoft
(i 4 pilastri) che a me personalmente stanno stretti e mi sanno di veterocomunismo. Le intenzioni sono ottime ma poi la visione è molto parziale per le sfide del terzo millennio. Mancano centinaia di cose. dal digitale all’industria 4.0, dalla cultura all’intelligenza artificiale, dalla Scuola alla povertà educativa
risponde uno dei coordinatori regionali, Giovanni Calia:
Non si tratta di una rivisitazione di Tsipras, anzi, il contrario: Varoufakis si dimise proprio perchè non fu possibile applicare quello che Tsipras fu chiamato a fare e poi non fece. Se leggessi il programma vedresti che i temi che citi ci sono eccome … oltre ad una serie di cose di cui non si parla più che meritano altrettanta attenzione […] siamo in una fase in cui il programma è aperto alla collaborazione degli iscritti in tutta europa. La chiamiamo fase beta. E’ in sostanza un rafforzamento delle linee guide generali dal basso e con il contributo di tutti. In autunno verrà chiuso e verrà presentato ufficialmente.
Questo, in conclusione, vuol dire che di spazi aperti per trovare risposte, per trovare una strada di casa, ce n’è più d’uno. Del resto, come ammette Marco Damilano in un suo post di oggi su L’Espresso, “Questo governo lascia praterie immense per l’opposizione. Se solo ce ne fosse una”, conclude amaramente. Il dibattito (e la ricerca di una forza che prima o poi possa diventare di opposizione) sono aperti.
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