AMORE E POESIA NEL VECCHIO LUCANO.

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DOMENICO FRIOLO

TERRA EMARGINATA

Ed eccolo,
ricorrere l’alba del suo tramonto.
Con suoi acciacchi,
A cui non vuol dar parvenza.
È il vecchio lucano.
Il suo sguardo scivola
sui rilievi degli orizzonti,
seguendo luna e stelle.
Ne ha imparato i percorsi,
i nomi, le credenze.
Della sua Lucania,
ha bevuto le acque delle sorgenti,
ne ha infranto le zolle,
col docile bue podolico,
a tirare l’aratro, ne ha tracciato solchi,
vi ha interrato il seme,
ha gioito del germoglio,
se n’è preso cura,
ne ha mangiato il frutto,
ringraziando Dio.
Umile, saggio, vecchio lucano,
pronto a battagliare per la verità,
ad inchinarsi alla bandiera.
Grandi esempi,
vengono, portati, come sempre…
Egli è pronto ancora a porgere un aiuto
con la sua mano ormai tremante.
Ha amato ed ama
anche una pagliuzza mossa
da un alito di vento,
perché sa cosa significa
una scossa tellurica,
dove a mani nude,
raccolse l’ultimo respiro di chi,
tra le macerie,
si dipartiva dal mondo.
Nei suoi pensieri,
egli, ha posto i suoi anni
come panni al sole ad esternare,
nella sua anima,
dolcezze e sofferenze,
ma soprattutto consigli
per i suoi cari giovani.
Ma a momenti si apparta,
rimane silenzioso,
ferito nel costato, da una trivella.
Il vecchio lucano,
carica sulle sue spalle
il sacco dei ricordi, si riavvia,
ma la ferita sul costato, duole…
Ed ecco, nel suo cammino,
nascere un’altra poesia,
riferimento ultimo della vita:
l’amore sovrano per la sua terra.

By Domenico Friolo.

DIPINTO DI G.BELCUORE

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