ANTICHI MANIERI

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by GIAMPIERO D’ECCLESIIS

 

Ci passo ogni giorno davanti andando in ufficio, solitario, cupo di notte, malamente illuminato dalle luci gialle 1937047_10205844571809765_513109190569010473_ndella strada, il vecchio maniero è silenzioso per me che come altri della mia età ci sono passato dentro quando ancora era vivo e vitale rappresenta un monito di come le cose apparentemente più solide possono facilmente disfarsi sotto i nostri occhi.

Nelle ultime settimane è stato cinto di nastri arancioni e di scritte lavori in corso, è stata ripulita la fitta boscaglia di cespugli inselvatichiti che gli erano cresciuti tutto intorno e ora che è disadorno anche di quella boscaglia spontanea appare ancora più solitario e triste.

Il vecchio castello è morto, nella grande sala al centro del palazzo non risuonano voci, rumori, non passa più gente, qualcuno che è entrato dice che ci sono solo piccioni e polvere, della frenetica attività che lo riempiva non si sente più neanche l’eco.

Dalla porta dei vani sotterranei spira sempre una corrente gelida e umida che anche d’estate provoca brividi di freddo.

E’ il destino di tutti i manieri di questa Città, la Torre Guevara è da anni ostaggio di un cantiere e sepolta dietro la cortina di un brutto palazzo di edilizia scolastica, il nuovo maniero, dicono costruito ispirandosi al Castello di Lagopesole, è serrato.

Di che cosa parlo?

Se passate in via Nazario Sauro lo potrete vedere, magari tra qualche anno ce lo faranno anche visitare, parlo del palazzone che era sede della Banca Mediterranea, vuoto e abbandonato da anni che malinconicamente appassisce da decenni, simbolo solido della incapacità di difendere gli interessi della comunità lucana da parte di una classe politica incapace.

La prossima volta che sentirete glorificare i vanti delle vecchie classi dirigenti lucane, fatevi una passeggiata in via Nazario Sauro, magari provate a scendere fino all’ingresso del vano sotterraneo della vecchia banca, spira sempre una corrente fredda e umida, ha un odore inconfondibile, odora di morte e vigliaccheria, odora di segreti.

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Sull' Autore

Giampiero D'Ecclesiis (Miles Algo) è un geologo. Forse anche per questo riesce ad amare la profondità dei luoghi e della terra. Poeta e scrittore pubblica i suoi racconti e le sue poesie in anteprima sulla pagina Facebook e sul suo blog. Nel 2008 presenta un libro di sue poesie dal titolo “Fantasmi Riflessi” cui segue, nel 2009, il suo primo lavoro narrativo “Vota Antonio, Viaggio semiserio in una campagna elettorale del 2009” (Arduino Sacco Editore). Nel 2012 per la collana “Scritture in metamorfosi” curata dall’Associazione culturale LucaniArt, pubblica una silloge di poesie dal titolo “Graffi nell’anima”. Con il suo racconto “150° Unità d’Italia – 20 luglio 1915, Isonzo” vince il primo premio della sezione Narrativa adulti del 1° Concorso letterario Nazionale “Premio Carolina D'Araio” e, sempre nella stessa occasione, con la poesia “Salendo al paese” il terzo premio della sezione Poesia adulti. Pubblica “Due avventure di Giovacchino Zaccana viaggiatore” in una raccolta di racconti editi dalla casa editrice Pagine nella collana “Nuovi autori contemporanei”. Nel 2014 pubblica il libro “Ipnotiche oscillazioni ed altre storie” Edizioni Universosud cui segue, nel 2015 sempre con la Casa Editrice UniversoSud, il libro di racconti “Giovacchino Zaccana – Appunti disordinati di viaggio”. Collabora con giornali e con riviste on line pubblicando poesie, brevi racconti e riflessioni di natura sociale e culturale. Ha un rapporto critico con il mondo che lo circonda. E’ curioso, irriverente. Odia ed ama la politica. Preferisce quella di prossimità. E’ capace di animare eventi complessi quando la letteratura, la musica, il teatro e la poesia possono restituire una occasione anche ai luoghi che vive. Così ha fatto rendendosi ‘testimonial’ del bisogno di spazi verdi fruibili nella sua amata Potenza, di luoghi da sottrarre all’amianto, all’incuria e all’abbandono.

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