Non so come sia uscito il nome del dr. Vergari ad amministratore dell’Apibas, ma due cose vanno dette per amore della verità. Che enucleare questa nomina dal contesto delle trattative che concerneva e concerne l’intero pacchetto degli enti, è stato un atto di grande responsabilità, la cui utilità probabilmente si vedrà chiaramente nei prossimi mesi. Che scegliere un professionista di grande valore e lucano in tutte le sue cellule è stato una decisione opportuna per fermare la polemica incipiente sulla tendenza a portare in Basilicata i vertici apicali dall’esterno. E a queste due cose va aggiunto il particolare non da poco , su cui lo stesso Bardi ha insistito, che questa nomina conferma la volontà del presidente di portare comunque alla guida degli enti persone scelte prima per merito e poi, spazio permettendo, per appartenenza. Questo terzo fatto , se confermato anche nei prossimi appuntamenti, dimostra che sta prevalendo l’idea del Governatore di non esautorare la politica ma di incanalarla verso regole che mettano insieme il merito, le capacità e la rappresentanza partitica. Per il direttore generale di Acquedotto Lucano si è dato incarico ad una società specializzata nella selezione del personale, di predisporre la migliore rosa dei curricula che si candidano, e anche questo secondo tempo di acquedotto lucano si profila uguale al primo , quando sono entrati in lizza due profili di grande spessore , uno proposto dalla maggioranza ed uno dalla minoranza. Stavolta la minoranza non può proporre alcunchè, ma la competizione tra profili rimane e non credo sarà ridotta a burla. Una competizione virtuosa di cui non si aveva contezza dalla notte dei tempi, a dimostrazione che, almeno su questo punto, non si può recriminare il passato o quanto meno non si può dire che si faceva meglio prima. Insomma, almeno su questo punto, il presidente Bardi ha imboccato una strada più convincente rispetto al passato, mettendo la professionalità come condizione per la stessa proposta di candidatura da parte dei partiti. Ecco perchè non dovrebbe smentirsi quando si accanisce contro le professionalità forti che gli sono arrivate dal passato. Se non si fanno regole nuove che obbligano tutti i vertici a rassegnare le dimissioni alla fine della legislatura, salvo portare il mandato fino al ricambio, vale il principio che non bisogna mettere strumentalmente il bastone tra le ruote di chi, pur proveniente da un incarico precedentemente dato, lavora con capacità in base ad un contratto che ha una durata stabilita. E invece abbiamo visto in questi mesi usare mezzucci come il mancato finanziamento degli enti, la mancata approvazione dei bilanci, oppure gli attacchi immotivati da parte di consiglieri che in realtà nascondevano solo lo scopo recondito di un invito a sloggiare un pò prima del tempo. Anche questo rispetto delle professionalità esistenti sarebbe un comportamento apprezzabile. Rocco Rosa
APIBAS, BARDI ANTICIPA TUTTI CON UN NOME LONTANO DAI PARTITI
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