dove fra sorbi e stelle alpine volano farfalle e poiane
Il “Gigante Buono” è anche un vero scrigno di rarità biologiche. Grazie alle caratteristiche litologiche ed alla idrogeologia del rilievo lucano, che nel punto più alto raggiunge i 1512 metri di quota, si sono “ambientate”, adeguandosi alle caratteristiche superficiali, alcuni animali ed alcune piante che non troviamo in altri luoghi della Basilicata o dell’intero Sud Italia. La scarsità di acqua superficiale sulla quasi totalità dell’area sommitale e di media altitudine (ovvero fino a 700 metri di quota) non permette la crescita di boschi ad alto fusto in cima al monte se non piccoli boschetti all’interno di alcune doline, luoghi dove, per
l’accumulo di terra rossa (tipica delle zone carsiche, frutto del degrado chimico delle rocce carbonatiche) si formano dei piccoli laghetti con acqua dalla fine dell’inverno alla primavera inoltrata, acqua che funge da riserva sia per gli arbusti che sono cresciuti in queste depressioni che per i piccoli animali che vivono sulle pendici del Monte.
La vegetazione presenta una caratteristica che forse potrebbe essere unica nel sud Italia: a quella tipica della macchia mediterranea si affiancano esemplari di piante che nulla hanno a che vedere con tale ambiente botanico: le stelle alpine. Una pianta, questa, che ha dovuto adattarsi ad un clima non ad essa abituale. Il suo naturale areale va dall’arco alpino fino all’Appennino Ligure, con la presenza sul Gran Sasso e sui Monti Sibillini. Sul Coccovello si tratterebbe di una varietà a fo
glie più grandi e carnose, probabile relitto di epoche più fredde del periodo attuale e sopravvissuta grazie al particolare microclima presente solo in alcune doline. Purtroppo le stelle alpine, che fioriscono in particolari periodi dell’anno, stanno notevolmente diminuendo, probabilmente per i cambiamenti climatici in corso. Ogni anno sono sempre meno l giorni di innevamento del Monte Coccovello e forse questo potrebbe influenzarne negativamente la diffusione. Altra presenza vegetale di particolare interesse è quella del Sorbo Farinaccio, rinvenuto sempre nella zona sommitale del Monte Coccovello. Non mancano Castagni, Querce e Faggi. Man mano che si scende verso valle, ma solo sul versante Nord i boschi sono sempre più fitti. Passiamo alla zoologia. Numerose le farfalle censite: la cavolaria, la Lycaena Phlaeas, la Vanessa Cardui, e solo sulla cima del Monte Coccovello la Parasemia Plantiginis. Da qualche anno é stata segnalata la presenza di alcuni Lupi.
Alle pendici del Coccovello, a Nord, sono state segnalati alcuni esemplari di Lontra sia nelle z
one più selvagge del corso del fiume Noce, che nei pressi del lago artificiale del Rotale di Rivello, e di alcuni esemplari di Istrici. Molto nutrita é la presenza di Lepri e di Cinghiali. Fra gli uccelli avvistati Poiana, Falco Pellegrino, Nibbio, Picchio Nero e Corvo Imperiale. In alcuni casolari abbandonati, alle falde del Coccovello, ed in alcune grotte (Grotta da Rocca de Liece) vivono varie specie di chirotteri, alcune delle quali assai poco diffuse: Ferro di Cavallo Maggiore e Ferro di Cavallo Minore, Miniottero, Vespertilio Maggiore, Pipistrello Nano, Pipistrello di Savi, Serotino Comune, Nottol
a. Anche questo è il Coccovello … oltre le doline e le grotte.
LE FOTO:
1 E 2 ROCCE ED ARBUSTI
3 DOLINA CON ALBERI
4 E 5 PIPISTRELLI

