Associazionismo e Politica

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di ROCCO PESARINI

 

 

“Un tema che sempre più spesso mi frulla in testa è che il vero associazionismo dovrebbe essere rigorosamente separato da ogni ambizione ed aspirazione politica.
Il tutto essenzialmente per evitare di screditare il lavoro di tutti coloro che fanno associazionismo puro senza vederlo come trampolino di lancio o prova generale per una futura carriera politica.”

Questo il mio post pubblicato sul gruppo facebook Cittadinanza Potentina in cui riaffermo un mio pensiero (attuale ma che magari il tempo mi farà cambiare) sul rapporto tra mondo associazionistico e politica. Anche in questo caso ho inteso aspettare la fine della campagna elettorale al Comune di Potenza per evitare polemiche e strumentalizzazioni, in un verso o in un altro.

Premesso che è, come già detto, la mia attuale opinione e rivendico il diritto da qui a “tot  tempo” di cambiarla, aggiunto che è altrettanto legittima e rispettabile ogni opinione ad essa contraria o difforme, alcuni punti però mi sento di riaffermarli.

E voglio riaffermarli perché amo sia il mondo associazionistico che la vera, grande Politica, quella con la P maiuscola, fatta certo nei partiti e nei movimenti politici, ma fatta avendo comune unico obiettivo il Bene Comune.

I punti… eccoli:

  1. La responsabilità numero 1 è da ascrivere alla politica, alle classi politiche dominanti che, sempre più incapaci di “allevare” politici e statisti di razza, si affidano, soprattutto a livello locale, a persone e realtà che riescono a creare ed attirare consenso, a realizzare e a mettersi in mostra agli occhi dell’opinione pubblica. Consenso e prestigio che quella stessa politica cerca poi di spendere in campagna elettorale senza scrupolo alcuno
  2. Non sta scritto da nessuna parte che sono capace di organizzare al Sagra dello Strascinato, il concerto della cover band dei Rolling Stones o la rassegna teatrale dei burattini e delle marionette, io possa essere, automaticamente, quasi per magia, un valente e capace amministratore pubblico. Perché? Perché per governare e fare politica ci vuole conoscenza, studio e gavetta, tanta, tanta gavetta!
  3. Netta è poi l’impressione che, purtroppo sempre più spesso, nascano o si sviluppino associazioni solo perché volute, studiate e create come nuovi “strumenti di propaganda politica”. Il perché e il per come, è da ricercare in quanto detto al punto 1
  4. Non mi piace, infine, che si sfrutti o si possa sfruttare quel consenso creato e nato proprio come conseguenza di eventi, manifestazioni, iniziative realizzate per fini politici ed elettorali. Non mi piace, tutto qui (e riaffermo la possibilità di cambiare idea in merito). E anche qui, risalgo alle responsablità di cui al punto 1.

Questo il quadro per punti della mia opinione circa il rapporto tra associazionismo e politica.

Volete fare politica? Legittimo, ma facciate politica! Nelle sedi opportuni: partiti o movimenti politici.

Lasciatele stare le associazioni e magari in parte dell’opinione pubblica, quella che magari esprime giudizi sommari senza conoscere a fondo le tematiche che va a sindacare, cesserà quella convinzione che ormai le associazioni sono “organi politici o di propaganda politica” cui non riconoscere alcun credito o valenza.

Non è e non sarà mai cosi! Esistono tante valenti associazioni che fanno quello che fanno per amore di ciò che fanno, per amore per la propria città e la propria comunità, senza alcun “tornaconto elettorale”.

Sempre (in)distintamente vostro.

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Rocco Pesarini

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