LA REGIONE BASILICATA NON CONOSCE I CONCORSI

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La tattica è collaudata. Si fa uno strappo, si aspettano due o tre giorni per far consumare le lamentele e le proteste e si va avanti, confidando nel fatto che i presunti cani da guardia, dopo aver abbaiato ritualmente, si ritirino a cuccia e ritorni il silenzio .E così sta avvenendo: qualche protesta sindacale, giusto per far certificare l’esistenza in vita di organizzazioni che ormai vivono nelle nuvole, una presa di distanza felpata di qualcuno e la botola si chiude nella convenienza generale a perseverare in metodi collaudati. La storia della proroga quinquennale al personale assunto per esigenze straordinarie e, con essi, al personale di alcuni gruppi, è una macroscopica illegalità cui invano, e in maniera indecente, dirigenti della Regione hanno messo un nastrino giuridico per far apparire la cosa meno brutta, dimenticando che un programma triennale non può consentire una opzione quinquennale di una vodce di spesa.  Illegalità perchè non solo disegna una strada verso la stabilizzazione di persone appena entrate dalla finestra della Regione dopo aver cacciato dal portone quelli che ci stavano da dieci anni ed oltre, con gli stessi titoli e con maggiore professionalità dei neo assunti, ma perchè parlare di esigenze straordinarie che debbono durare cinque anni significa mettere sotto i piedi lo stesso principio dell’ingresso per concorso nella pubblica amministrazione. Di questo passo si possono fare contratti a tempo determinato per dieci anni ed oltre. Se il principio dell’esigenza straordinaria è quella di coprire nascoste esigenze ordinarie allora che male c’è a fare un contratto decennale? E dire che è  una trovata di oggi sarebbe uina macroscopica bugia. E’ dai tempi di Michetti ( 1985/1990) che non si fa un concorso generale alla Regione : avvisi pubblici, bandi per coperture provvisorie, selezioni del Ripam, e chiamate dirette. Così per la doppia gestione De Filippo, così per quella Pittella.  Vigente il primo , si è dato vita ad una prova concorsuale generale, si sono fatte le prime prove di selezione e poi si è messo il tutto a dormire. Forse i risultati non erano soddisfacenti per la politica, meglio procedere al solito modo. Se i fondi europei sono la scusa per assumere in maniera irrituale,  un settennato finIsce e un altro ne inizia, come succede dal 2000 ad oggi: avanti dunque con la precarietà! . Salvo che, e qui la cosa si fa molto seria, nel frattempo è  intervenuta la legge Madia che aveva obbligato le Amministrazioni statali e regionali a censire il personale occorrente e a bandire subito i concorsi. Tempo per censire le esigenze: tre mesi. Ed è passato un anno, segno evidente che i concorsi proprio non piacciono ai politici dic asa nostra. Un’autentica illegittimità realizzata con lo scopo perverso di calpestare i diritti già acquisiti. Avendo avuto il provvedimento il voto di una maggioranza, c’è da ricavarne il giudizio che su certe cose è un intero sistema a funzionare in questa maniera anomala e non una singola persona, sulla quale appare fin troppo facile oggi scaricare tutte le respon sabilità.  Si  recuperi un pò di serietà, si voti in Conmsiglio una risoluzione nella quale si obblighi l’esecutivo a fare i concorsi entro sei mersi oppure la Giunta mandi avanti il concorso a suo tempo bandito, meglio ancora se lo si allarga alle esigenze di tutti gli enti subregionali che, secondo una legge, debbono seguire comunque le regole delle amministrazione pubblica. Ogni perdita di tempo in questa direzione equivale a calpestare i diritti derivanti da una legge che andava applicata nei tre anni. Ed uno è già passato. Questa dimenticanza, sopratutto se è voluta, è un vero e proprio aggiramento furbesco della legge, in nome di quelle acquisizione di consenso che paga cash ma che alla lunga si rivela come un cattivo affare. La si smetta di trovare sempre scuse per alimentare percorsi perversi  che fanno bene a pochi e ammazzano le energie migliori di questa società lucana. Ed il fatto più clamoroso di tutta la questione è che se tutti stanno zitti, anche quelli che generalmente non si fanno passare una mosca sul naso,  un motivo ci deve essere e si chiama consociativismo. r.r.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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