LA “GUERRA COMMERCIANTE” DI POTENZA

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di ROCCO PESARINI

 

 

 

Si sapeva che prima o poi sarebbe scoppiata.

Si sapeva che, a furia di contrapporre, di dividere, di anteporre interessi privati a interessi collettivi, si sarebbero prima create le fazioni e poi, di conseguenza,  scoppiata la “guerra”.

La storia umana è ricca di guerre commerciali, conflitti dettati da motivi commerciali ed economici.

Da oggi a Potenza – sicuramente ce ne saranno state e ce sono altre in altri parti d’Italia e del globo – scopriamo la “guerra commerciante”, la guerra cioè tra commercianti, tra chi ha fatto del commercio la propria ragione di vita e sussistenza (sopravvivenza per tanti, purtroppo, in questo lungo periodo di crisi).

Premetto subito che non capisco una mazza di commercio: non l’ho mai praticato né, quasi sicuramente, lo praticherò mai. Ho sempre avuto e sempre manterrò profonda stima per chi commercia, creando ricchezza e posti di lavoro.

Premetto in seconda battuta che non ho ricette miracolose (o quantomeno non le esporrò in questa sede) su come salvare il commercio del centro storico o consentire a quello delle zone periferiche di svilupparsi ulteriormente.

Ho le mie idee su come far rivivere e valorizzare il nostro centro storico che merita, come ogni centro storico che si rispetti, di essere il salotto “buono” della città. Un salotto che non sia però spocchioso, snob, presuntuoso e arrogante certo ma pur sempre il salotto di tutti noi potentini.

La guerra pare sia scoppiata dopo l’annuncio del sindaco De Luca  circa la defiscalizzazione della tassa sui rifiuti e sul suolo pubblico delle attività del centro storico, annuncio al quale è corrisposta la levata di scudi dei commercianti delle zone periferiche della città che si son sentiti discriminati dalla scelta.

Non prenderò volutamente le parti di nessuno perché in questi casi, prima di parlare ed esprimersi, occorre sentire tutte le ragioni prima di sputare sentenze da tuttologo da 4 soldi.

Dico solo che in questa città continua ad imperare il dividi et impera, il ragionare ed operare a compartimenti stagni. La politica continua a non programmare in una visione d’assieme, a tenere distinte le tematiche e le problematiche probabilmente per non affrontarle e risolverle una volta per tutte.

Perché? Semplice. Perché la gente la domini meglio quando la dividi, quando non le consenti di mettersi insieme ed affrontare in maniera organica le questioni cercando, e magari attuando, soluzioni che perseguano interessi collettivi e non di singoli privilegiati o “ammanigliati con Satana”.

Non do colpe a questa o quella amministrazione comunale.

So solo che il centro storico è ormai in coma, il Gallitello un parto tentacolare cresciuto senza alcun criterio architettonico o commerciale se non per consentire nuova cementificazione che, ormai sempre più desolatamente vuota, è piena di “VENDESI appartamenti, locali commerciali e per uffici” ed altre amenità del genere.

Allora dico solo ai commercianti potentini: UNITEVI E DATE BATTAGLIA!

Pretendete che si affronti il problema in maniera organica ed unica, senza distinguo, senza più o meno apparenti contrapposizioni, cercando di perseguire il BENE COMUNE di voi come commercianti e noi come clienti.

E SCACCIATE A CALCI NEL CULO, OGNI POLITICO, POLITICANTE O ASPIRANTE POLICANTE che cerchi di mettere il cappello su questa vostra iniziativa spontanea, partita dal basso, senza figli e figliastri, senza padroni e garzoni!

FATELO! Diversamente continuerete a scannarvi vicendevolmente e avranno vinto, ancora una volta, “loro”.

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Rocco Pesarini

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