Il Presidente della Regione Basilicata si e’ affrettato ad esprimere apprezzamento per il disegno di legge sull’autonomia differenziata, sostenendo che è un passo avanti e che c’è comunque bisogno di definire i LEP, i livelli essenziali di prestazioni. Una dichiarazione di stampo preelettorale che è in linea con la pressione fatta dalla Lega di presentarsi alle elezioni regionali in Lombardia, sventolando un risultato politico sollecitato da tempo. Ma , a giudizio di molti italiani, non solo meridionali, e di ogni colore politico, questa anticipazione della legge non è un passo avanti ma un vistoso passo indietro. Perché tutte le Regioni meridionali si erano trovate d’accordo nel sostenere che prima di varare la riforma bisognava mettere a punto la strategia di equiparazione del livello dei servizi. Che non è poca cosa visto che tutto l’ambaradan quota 80 miliardi di spese ogni anno. Il che significa che, passando questa legge, le cose si svolgeranno così: Si parte con “chi ha avuto ha avuto” e ogni anno si fa un piccolo passo per far capire che il Governo pensa anche al Sud: . Solo che mentre le regioni meridionali aspettano che arrivi il panierino, le regioni del Nord prenderanno il volo, sorretti da una fiscalità che deriva loro da una economia sviluppata anche con i soldi storicamente sottratti al Sud e con le energie fisiche e mentali dei meridionali. Un percorso di questo genere porta inevitabilmente a spaccare l’Italia, e meraviglia che un capo del Governo che ha fatto dell’Unità nazionale la propria bandiera oggi si lasci irretire dal disegno cinico di mettere le mani avanti al primo appuntamento elettorale. Il che, unito al fatto che il Parlamento verrà interpellato a cose fatte su una questione che investe il futuro del Paese, dà la dimensione di come si stia correndo a realizzare l’Italia a due velocità. E dunque la richiesta di alcuni consiglieri regionali, Pittella, Perrino, Leggieri, di portare subito in discussione la questione in Consiglio regionale, significa che Bardi non può parlare a titolo personale ma ha l’obbligo di portare il pensiero dei lucani. E cioè sentendo prima di tutti i rappresentanti del popolo che sono i venti consiglieri regionali eletti. Ma evidentemente non basta per sventare il disegno della destra di staccare il Sud dalla locomotiva del Nord. Occorre che l’intero Meridione si mobiliti insieme e con determinazione, evitando distinguo,e atteggiamenti fatalistici che hanno sempre dato la vittoria agli arroganti e ai saccheggiatori di ogni specie. Qui, su questa partita si gioca, caro Presidente, il valore di una persona che è stata chiamata dal popolo a guidare la Basilicata e il consenso di una maggioranza , cui sono state perdonate tanti errori iniziali. Non c’è gas che tenga. Non c’è bonus che conti. Non acquisto di crediti fiscali che valga. Se passa questa legge Killer, senza che la Basilicata abbia fatto sentire con forza il proprio no,la sorte della nostra comunità è segnata. Che poi muoia pure il Centrodestra cui non sarà perdonato una resa alle pretese del Nord, è cosa secondaria.. E dunque ci si ricordi , almeno questa volta,che prima dell’appartenenza politica viene l’appartenenza ad una comunità. Rocco Rosa
AUTONOMIA DIFFERENZIATA. UN “NI” DI BARDI IN UN CORO DI NO
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