“L’ipotesi di autonomia proposta è inaccettabile, è una proposta propagandistica che spacca l’Italia”, afferma il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, in merito al provvedimento portato all’esame del Consiglio dei ministri. Mentre Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna, ritiene che “un conto è un’autonomia differenziata che non sposti risorse e che non tocchi materie divisive. Abbiamo chiesto una legge quadro da approvare prima e che vengano individuati i Lep. La bozza Calderoli a noi non va assolutamente bene, è irricevibile e va messa in un cassetto per non dire cestinata”.
“Ci indigna profondamente questa cosa”, sottolinea il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, di voler accelerare su “l’autonomia differenziata”.
“Possiamo accettare” – rileva Emiliano – un progetto di autonomia differenziata “se le Regioni sono messe tutte più o meno sullo stesso livello di partenza, se facciamo un lavoro preliminare di riequilibrio. Se il governo dice che per questo riequilibrio, che costa almeno 50-60 miliardi, non c’è una lira di questa questione dell’autonomia differenziata non se ne può nemmeno parlare”.
“Su cosa noi potremmo essere d’accordo? Sul fatto che lo Stato fa un progetto decennale di riequilibrio tra nord e sud basato su diritti uguali per tutti, che si stabilisce che da una certa data, non immediata, le Regioni una volta equiparate possono chiedere materie supplementari. Nulla, a quel punto, vieta di dare più poteri alle Regioni”.
“Ci indigna profondamente questa cosa”, sottolinea il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, di voler accelerare su “l’autonomia differenziata”.
“Possiamo accettare” – rileva Emiliano – un progetto di autonomia differenziata “se le Regioni sono messe tutte più o meno sullo stesso livello di partenza, se facciamo un lavoro preliminare di riequilibrio. Se il governo dice che per questo riequilibrio, che costa almeno 50-60 miliardi, non c’è una lira di questa questione dell’autonomia differenziata non se ne può nemmeno parlare”.
“Su cosa noi potremmo essere d’accordo? Sul fatto che lo Stato fa un progetto decennale di riequilibrio tra nord e sud basato su diritti uguali per tutti, che si stabilisce che da una certa data, non immediata, le Regioni una volta equiparate possono chiedere materie supplementari. Nulla, a quel punto, vieta di dare più poteri alle Regioni”.