BARDI, COSI’ NON VA

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Passata la paura che Matera potesse diventare la terza roccaforte della destra, l’opposizione cerca di darsi una mossa e di  sfruttare la insoddisfazione che serpeggia in Basilicata per una politica che appare debole e lenta nelle risposte. Non siamo certo al “si stava meglio quando si stava peggio”, perchè certe ferite sono lente a rimarginarsi e quando si cambia pagina difficilmente si torna alla rilettura di quelle precedenti, ma l’entusiasmo per i nuovi si è raffreddato anche in quei settori che avevano lavorato per il cambiamento  e c’è chi incomincia a preoccuparsi per il treno del rilancio che sta passando e che rischia di non prendere a bordo le speranze dei lucani.  I ritardi su cose essenziali sono tanti e sono troppi, a cominciare dalla mancanza di un piano regionale di sviluppo che non è stato preparato da una discussione preliminare ,né da un coinvolgimento della società organizzata  e che rischia di arrivare giusto in tempo per essere impacchettato e spedito , dopo la consueta conta di maggioranza al Consiglio regionale e il sigillo monocratico del Governatore.  Ora , per chi fa politica dall’opposizione, questa situazione offre inedite prospettive di lavoro, nel senso che tre anni di opposizione dura, batti oggi e batti domani, possono produrre dei frutti nuovi , anche in quei tronchi bruciati dalla xilella elettorale, ma per la popolazione si apre una prospettiva lunga e sconfortante, lungo la quale rischiano di spegnersi i sogni di quanti aspettavano un miglioramento del servizio politico come capacità di guardare lontano, di fare gli interessi generali e di rimettere questa regione in una normalità che sinora non ha trovato. E dunque, che Bardi lo abbia voluto o no, questo primo step di attività è francamente deludente, sia sul piano del rinnovamento morale che su quello della strategia di sviluppo. Dal punto di vista dei comportamenti, c’è poco o niente rispetto al dejà vu: quello che si imputava agli altri oggi diventa imputazione a carico di chi governa, la stessa opacità, gli stessi atteggiamenti, la stessa logica di scelta delle persone  , la stessa indulgenza verso le logiche partitiche. Cambiano gli orchestrali, ma si suona sugli stessi spartiti.  E così l’angoscia cresce nella popolazione che non riconosce validità ai comportamenti passati e ritiene altrettanto insufficienti e negativi i comportamenti attuali. Matera ha proposto una terza via, ma anche questa rischia di portare ad un vicolo cieco quando impatta con le esigenze nazionali di un partito o di un movimento. Ci sono regioni che nella logica complessiva contano poco o niente e che spesso vengono sacrificate ad interessi più generali, approfittando del fatto che sono piccole e sono deboli. Il solo modo per cambiare le cose è prendere un’altra prospettiva: quella di ridare il potere decisionale ai territori, con partiti che rispettano l’autonomia regionale e non considerano i territori come feudi da dare in amministrazione fiduciaria. Forse il proporzionale con le preferenze può  scardinare questo modo di pensare, ma c’è da scommettere che quelli che parlano di ritorno alla volontà dell’elettore, saranno i primi ad impedire che quella volontà venga esercitata. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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