BARDI VUOLE RIFARE LA REGIONE PARTENDO DAL TETTO

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Con tutto il rispetto per lo staff del Governatore Bardi, ho l’impressione che il decreto  sulla organizzazione dell’Ufficio di Gabinetto della Presidenza sia stato vergato da mani inesperte di legislazione regionale e tutto improntato alla prassi di costituzione del gabinetto di un Ministro.  SI ignora ad esempio che già un provvedimento del genere non può prescindere da un atto di ricognizione del fabbisogno e da un atto di giunta che quel fabbisogno recepisca. Il decreto di per sè ha natura provvedimentale mentre la materia ha evidente natura regolamentare ( art. 55 e 56 dello Statuto). Atto che perciò deve passare al vaglio del Consiglio regionale che sulla questione del personale e dell’organizzazione degli uffici ha precise competenze in merito. Al di là dell’enfasi che parte della stampa ha dato al numero delle persone che in quella struttura necessita, il tema in discussione è un altro, e riguarda a) il rilievo della corte dei Conti sull’eccessivo numero di dirigenti presi dall’esterno ( che per legge non possono superare il dieci per cento dell’organico dirigenziale)  e b) la modalità di reclutamento del personale a contratto, che è altresì sottoposto ad una normativa particolare che esclude ad esempio l’attivazione di ulteriori cococo o collaborazioni a progetto. L’estensore  di quel decreto poi ignora del tutto la situazione esistente, che pure è stata oggetto di determinazioni del Consiglio regionale riguardo alla determinazione della nuova pianta organica , alla comunicazione dei fabbisogni al Ministero della Pa ( che pure dovrebbe essere stata fatta), e ad  piano di assunzioni ( che pure dovrebbe essere stato fatto) contenente le priorità e le professionalità necessarie, sopratutto nel settore dirigenziale che oggi presenta vuoti enormi ,  in una regione dove non si fa un concorso da venti anni, mentre da venti anni si è continuato a gonfiare il precariato, assunto in tutte le forme e per le esigenze più diverse. Qualsiasi atto di organizzazione dunque, anche quello che riguarda uffici di vertice, deve venire a valle di una proposta generale di riorganizzazione della macchina amministrativa, con il conseguente varo dei concorsi che è  l’accesso principale da cui si entra in regione. Continuare ad andare per deroghe e ad assumere altro personale dall’esterno non solo si calpestano diritti, ma si rischia di rendere la situazione insostenibile dal punto di vista finanziario e da quello regolamentare.  Quanto ai dirigenti esterni, essendo nella quota massima del 10 per cento rispetto alla dirigenza totale, e contando che quelli provenienti dalle Comunità montane non possono essere licenziati, un Gabinetto così immaginato, tra Portavoce, capo di Gabinetto, Ufficio legislativo della Presidenza , un capo della Diplomazia, e consiglieri vari con la qualifica dirigenziale nei settori la cui competenza il presidente si è riservato, priverebbe tutti, molti o alcuni degli assessori della possibilità di rivolgersi all’esterno per la scelta di  figure apicali. E basta dare un’occhiata all’organico dei Dipartimenti per capire quanti posti vacanti ci sono nel comparto dirigenziale.   Qui non si vuole contestare la scelta dell’organizzazione che il presidente Bardi ha in mente. Lui immagina, e in questo il decreto è esplicito, una Presidenza che ha l’ultima parola sugli atti, facendone un controllo di merito e uno legislativo. Cioè quello che fino ad oggi è il Dipartimento della presidenza, dovrebbe lasciare il posto ad un Gabinetto della presidenza con il sistema dei controlli  incorporati. Se così non fosse ci sarebbe una sorta di filtro sul filtro,  un doppione da bicameralismo, con le pratiche che fanno avanti ed indietro. Il che contraddice la divisione di poteri tra quelli propri dei politici ( indirizzo) e quelli della gestione, in capo ai dirigenti.  Che poi  certi uffici non abbiano funzionato ed abbiano esposto i politici a brutte figure sul terreno legislativo e sui rapporti con i Ministeri, da questo punto di vista Bardi fa bene a cautelarsi con persone di spessore. Ma tenendo conto delle figure veramente essenziali e dei limiti entro i quali operare. E’ una barca che va aggiustata dalle fondamenta e non sarebbe una buona partenza quella di cominciare dal tetto.  Nè tantomeno da un decreto che pretendendo di far cessare di efficacia ogni altra disposizione, sovverte la gerarchia delle fonti, pretendendo che quell’atto possa far venire meno disposizioni statutarie , legislative e regolamentari . Noi vogliamo che Bardi possa governare bene. Per questo non si faccia prendere dalla fretta. Rocco Rosa

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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