Si può minimizzare quanto si vuole ma l’uscita di Antonello Molinari è una perdita secca per il partito democratico in Basilicata, vuoi per i consensi personali che il giovane segretario provinciale potentino ha portato in dote al partito, vuoi soprattutto per l’immagine di serietà e di onestà che il personaggio interpreta. Purtroppo siamo in una fase in cui il bene collettivo viene dopo i personalismi e qualcuno sta incominciando a darsi coraggio all’insegna del meno siamo, meglio stiamo. Comportamento che più sbagliato non può essere perché così facendo si rischia di rimanere soli e anzi si rischia di pagare per tutti, perché se il vento dovesse cambiare, finirebbero proprio loro con l’essere i più esposti . C’è un parallelismo intrigante tra la situazione nazionale e quella regionale dove Matteo Renzi e Marcello Pittella si trovano nella stessa posizione scomoda , autori entrambi di aver usato il machete a sinistra e di aver compensato la perdita con uno spostamento al centro. Non possono contare su un partito unito, perché quelli che sono usciti hanno un pensiero fisso: chiedere la testa di entrambi con qualsiasi mezzo, soprattutto con le primarie ; e perchè molti di quelli che sono rimasti sono pronti a smarcarsi alla prima occasione propizia, avendolo già fatto altre volte e anche con una certa spregiudicatezza. Più passa il tempo e più incomincia a frullarmi l’idea che Congresso e primarie saranno un altro referendum pro o contro Renzi a Roma ( e pro o contro Pittella in Basilicata) e che molti di quelli che, per necessità di fisiologia politica, si acquattano senza esporsi , saranno i primi a tradire nell’urna. Come si fa a fermare questa deriva, è cosa di non facile comprensione. E’ certo che il solo contarsi è la cosa peggiore che si possa fare, perché la gente di uno spettacolo da palazzo dei Borgia non s’ha cosa farsene e, il Palazzo, se solo potesse,vorrebbe bruciarlo tutto.. Fermiamo le macchine , ragioniamo e pensiamo anche al dopo, con l’intelligenza di quelli che mettono in conto anche di poter perdere e non con la sicumera di chi pensa di aver il vento in poppa solo perchè una schiera di adulatori gli continua a soffiare dietro per dargli l’illusione che la barca continua ad andare. No che non va . Si sta preparando una stagione in cui si dà la caccia ai presunti “cattivi”, in un clima da resa dei conti, nel quale, come si sa, vince chi meglio riesce a tramare. E , guarda caso, questi presunti cattivi, come Renzi e Pittella, hanno governato bene nei loro rispettivi ambiti, il primo togliendo l’Italia dalle secche di un persistente segno negativo e soprattutto introducendo leggi importanti sul piano dei diritti civili ( dalle unioni di fatto al dopo di noi) il secondo interrompendo quello stupro di una regione che altri hanno permesso e riprendendo il filo di uno sviluppo green. Oggi nella confusione ( prodotta da chi non conosce la politica come capacità di relazioni, come capacità di gestire il collettivo, come abilità nel fare sintesi) si sono cambiati i ruoli e mentre c’è chi si è rifatto interamente una verginità, senza bisogno di andare a confessarsi, c’è anche chi sta passando, inconsapevolmente, dalla parte di quel sistema vecchio da abbattere, un epilogo in parte ingiusto in parte causato da una strategia di rinnovamento declamata con forza e realizzata con timidezza. Rocco Rosa
BASILICATA, MOLINARI LASCIA IL PD
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