BASILICATA POSSIBILE, L’ORA DI UNA GENERAZIONE LASCIATA FUORI DA TUTTO

0

Come e perché nasce la lista Basilicata Possibile, che il 26 maggio correrá per eleggere il sindaco della cittá di Potenza, dopo aver partecipato anche alla competizione per eleggere il Governatore e la Giunta regionale di Basilicata? Chi siamo, cosa rappresentiamo, quali sono i nostri obiettivi?

Non sono sicura di saper rispondere per tutti. Il mio percorso nasce a Matera, cittá nella quale lavoro e vivo gran parte della settimana. Lì mi sono avvicinata a Diem25, il movimento europeista ispirato a Varoufakis, e quando all’approssimarsi della scadenza delle regionali abbiamo deciso di appoggiare il movimento di Valerio Tramutoli mi sono trovata “travasata” in un gruppo di persone che conosco bene, e di cui apprezzo portata e valori. Per la tornata comunale però é scattato qualcosa in più. Mi sono sentita più coinvolta, in un movimento che non poneva alcuna barriera all’entrata. Ho sentito che dovevo restituire alla mia cittá un po’ della forza che ho ricevuto, provare ad avviare da dentro percorsi e visioni che coltivo da tempo, insieme ad altri. E infatti quasi all’improvviso mi sono trovata circondata da molti amici, persone con cui ho condiviso lunghi percorsi associativi intensi, persone che stimo e di cui apprezzo il valore e l’intelligenza. Come se tuttI insieme avessimo sentito la stessa campana.

E chi siamo noi? Siamo quelli rimasti fuori da tutto. Una generazione passata per gli ultimi bagliori del boom economico, troppo giovani per il ’68 e per le battaglie e la conquiste conseguenti, vessati prima dai banali anni ’80 e poi dalla crisi economica. Noi quasi tutti senza un lavoro stabile, e però le cose che facciamo sono di livello alto, perché non ci siamo mai adagiati sulle nostre tristezze. Noi rassegnati a non essere mai interpellati, e però pieni di idee,di visioni, di voglia di dare qualcosa a Potenza come vorremmo che fosse. Noi tutti con lo stesso sogno nel cassetto, con la stessa idea di apertura, rispetto per gli esseri umani meno fortunati, tutti, ciascuno a modo suo, creativi e pieni di idee. Noi sistematicamente ignorati dalla politica “grande”, quella dei partiti storici e strutturati, piena di politici di professione quali noi non siamo mai stati.

Cosa vogliamo fare adesso? La storia del movimento é talmente breve che non ho una risposta certa. Solo di una cosa siamo tutti certi: siamo fieramente antifascisti, e anche se con noi ci sono pezzi di Verdi e di Sinistra Italiana non possiamo dirci tutti comunisti. Con la nostra inesperienza, i nostri limiti e le nostre idee personali, fatte di verde pubblico, modernitá, trasparenza e diritti civili, non intendiamo abbandonare senza lottare la cittá alle destre sovraniste mattonare e razziste.

Forse non ci riusciremo ma, come sempre, vale la pena provarci.

 

 

Condividi

Sull' Autore

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

Lascia un Commento