Per le elezioni amministrative nei comuni superiori a 15.000 abitanti la legge elettorale segue il sistema maggioritario per l’elezione del sindaco, mentre per la ripartizione dei seggi in consiglio comunale si osserva il metodo proporzionale.
Per garantire una maggioranza robusta e una governabilità si attribuisce una sorta di premio di maggioranza, il 60% dei seggi alla coalizione che ha riportato la maggioranza assoluta al primo turno, mentre per eleggere il sindaco necessita più del 50% dei voti alla prima votazione, se non raggiunge la maggioranza assoluta, la settimana successiva va al ballottaggio col candidato sindaco arrivato secondo.
Alla ripartizione dei 32 seggi spettanti al consiglio comunale di Potenza partecipano tutte le liste o gruppi di liste che avranno superato la quota del 3% dei voti validi.
Mancano poco meno di 32 ore per il deposito delle liste elettorali presso gli uffici comunali e ancora c’è da sciogliere il nodo della presentazione della lista pentastellata in attesa del via libera da Roma mentre ha scelto di non candidarsi già da alcuni giorni fa il Sindaco De Luca.
Il sindaco uscente aveva raccolto intorno a sé un consenso sufficiente per giocarsi le carte per tornare ad occupare la poltrona di piazza Matteotti, alla fine Roberto Speranza, per opportunità politiche più che elettorali ha preferito correre con una sua lista autonoma, articolo uno, incollando i cocci del centrosinistra formato dal partito democratico, + Europa, Centro democratico, Area popolare e Psi, per dargli visibilità e svuotando in parte la stessa lista di De Luca di candidati che inizialmente gli avevano promesso sostegno.
Con le dimissioni del sindaco, é rimasto col cerino in mano Caiata, che aveva già collegato la sua lista al nome di De Luca; in pochi attimi, il patron del Potenza, ha “sciolto la sua lista” in quella di Fratelli d’Italia, cosi pure alcuni candidati della lista De Luca, ed ex consiglieri comunali, che in barba alla coerenza politica, hanno trovato sistemazione in altre liste.
Non correrà più solo, come invece ha fatto nelle regionali, il candidato a sindaco Valerio Tramutoli che ha accorpato anche una lista civica composta da cittadini di varie estrazioni ma senza alcuna esperienza politica.
Lo scopo del professore é di offrire le sue proposte politiche all’elettorato che non si riconosce né nel centrodestra e né nel ridimensionato centrosinistra.
