Era una visita elettorale e si è mantenuto rigidamente sul copione preparato. Fatto di slide, di numeri e di battute ironiche in quantità industriale. Il fatto di avere i tre quarti del ceto politico contro gli si sta tramutando in vantaggio, perché quando sfotte D’Alema o De Mita, insieme a Salvini e Grillo riesce a far salire il consenso a decibel importanti. Salvini che è sempre contro l’Europa salvo il 27 quando va a prendere lo stipendio è una battuta di non poco conto, come quella di D’Alema che a casa di Berlusconi si è mangiato la crostata con tutto il patto, oppure Grillo che vorrebbe far pagare l’imu ai musei del Vaticano, dimenticando che si trovano in uno Stato straniero. Ironico, sferzante, ha portato i suoi 40 minuti sul filo di un ragionamento tutto conosciuto, ma che con i suoi toni, le sue pause riesce sempre a rendere godibile sul piano oratorio. Non si è parlato di Basilicata, se non per accennare a Matera ed alla fiat di Melfi che esporta in tutto il mondo e se non per dire che con il commercio estero che è aumentato del 17 per cento, c’è spazio per i prodotti tipici della Basilicata. Sul petrolio ha dovuto rispondere fuori contesto all’intervista di Edmondo Soave e lì ha brillantemente driblato il tema, dicendo che già la Costituzione prevede l’interesse preminente dello Stato rispetto alle risorse. Per un territorio che si interroga su come il centralismo dello Stato può far male al suo ambiente ed ai suoi processi di sviluppo, poteva essere più esaustivo e dire che la tutela non è un diritto della regione ma un dovere dello Stato. Non l’ha fatto , per cui da adesso in poi sarà un dovere della Regione ricordarglielo. Si ,perché sul fatto che lo Stato si è di fatto già riappropriato di alcune competenze, questa è una pura constatazione, come dimostra la farsa di ricorsi al Tar, il quale puntualmente dà ragione alle compagnie petrolifere o a quelli del ciclo del rifiuti, in nome di un superiore interesse del Paese. Che vinca o che perda il Si, c’è da ridiscutere su come far valere le nostre ragioni. E non possiamo neanche dire che noi abbiamo fatto meglio sinora! Sul piano dei rapporti all’interno del Pd, essendo in casa dell’ex capogruppo alla Camera, non ha fatto ricorso alle sue battute fulminanti limitandosi a dire che ha cambiato casacca. Una osservazione poco puntuale perché poteva parlare di idee , semmai. Oppure è un lapsus di tipo effe.
BASILICATA: TOCCATA E FUGA DI RENZI
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