BASTA CON GLI INCENERITORI!

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Dopo tanto parlare  e molte  risorse impegnate si è avviata la discussione sul piano regionale dei rifiuti. Siamo arrivati al dunque?   Pio Abiusi, presidente dell’Associazione Ambiente e Legalità dice che arriva tardi e che non tiene conto di una realtà che è mutata, questa volta in meglio. Si, perché sotto l’incalzare delle paventate sanzioni europee, molte Amministrazioni comunali si sono messe a rigare dritto e finalmente hanno dato vita alla raccolta differenziata dei rifiuti, al punto che c’è da chiedersi se c’è ancora tanto bisogno di impianti tradizionali, come qPio Abiusiuelli dell’incenerimento. Abiusi  porta l’esempio delle risultanze emerse nella riunione dell’Osservatorio regionale dei rifiuti , tenuta a settembre, nella quale è emerso che le discariche di Colobraro e  di Tricarico presentavano disponibilità residue di lavorazione pari a 20 tonn  la prima e 25 la seconda, e questo per il decremento di afflusso registrato a seguito del buon funzionamento della raccolta differenziata.. Tutto questo porta a prevedere come il tanto atteso piano regionale dei rifiuti deve rivedere in meglio la base statistica progettuale, nel senso che di alcuni inceneritori si potrò fare finalmente a meno.

Ora, pio Abiusi, per chi lo conosce bene non è l’ultimo arrivato in fatto di difesa dell’ambiebnte, ed è uno che quando parla, sentenzia, carte alla mano.Avrà fatto più accesso agli atti lui di tutti quantio gli altri messi inseieme ed il codice è il suo personale vocabolario, chie tiene sulla scrivania quando scrive a Enti, istituzioni e Magistratura.

Ora sta succedendo- segnala l’Associazione ambiente e legalità che, in quel di Barile, sotto sotto, aummma aumma, si sta realizzando un vero e proprio inceneritore alimentato in parte dal circuito dei rifiuti. La storia è lunga e ve la risparmiano per chi non è aduso a sigle come CDR, CSS ec ecc. La sostanza è che nella interpretazione un po’ stiracchiata della norma. Nel 2014, con Decreto Legislativo 46, scatta una norma  che introduce specifici valori alle emissioni per i forni di produzione del cemento che inceneriscono rifiuti e gli impianti esistenti debbono adeguarsi entro il 10-1-16. Vi è una contrazione nelle emissioni di alcuni parametri e per altri è prevista una deroga fino al momento in cui viene rilasciata la nuova A.I.A. Questo è il quadro normativo che va ad interessare il cementificio di Barile. Il comune di Matera nel corso della conferenza di servizio tenutasi per quello che riguarda il Cementificio di Italcementi ha chiesto  particolari prescrizioni come monitoraggio in continuo delle diossine e dei microinquinanti, un impianto di biomonitroraggio, istituzione della rete dei deposimetri nelle aree esterne all’impianto per la caratterizzazione del suolo e del sottosuolo, la riduzione del NOX – ossidi di azoto-da 500 a 300  mg/Nm3 oltre al monitoraggio dell’aria con centralina fissa posta all’esterno dell’impianto e dei parametri dell’acqua sotterranee e di superficie sulla base di quanto indicato da Arpab. Sono prescrizioni locali come già in altre zone d’Italia si fa.  Per Barile invece si discute su quello che è un falso problema, e cioè la fissazione di una percentuale di combustibile da rifiuti rispetto ai combustibili fossili / tipo pet-coke, mettendo da parte tutto il resto, che poi è la sostanza

E il tutto avviene- ironizza Abiusi- sotto gli occhi disattenti, dice, del rappresentante dei 5 stelle che su tutto riempie di interrogazioni il Parlamento europeo, salvo che sulle cose che avvengono sotto i suoi occhi ( infatti l’eurodeputato è della zona rionerese). C’è bisogno di fare maggiore chiarezza .

Si autorizzi l’uso solo del CSS-Combustibile  per tutto il processo di lavorazione in una quantità non superiore alle 30/35 mila t/a così come fece la Provincia di Matera per Italcementi  e la capacità di produzione di quell’impianto  maggiore di circa 1/3. Con 35 mila t/a si avrebbe una percentuale di utilizzo circa del 35% qualora l’impianto producesse a pieno regime ( ma teniamo conto che la produzione è passata  dal 2010 al 2015 da 34,4 milioni di tonn  a 20,8 si è ridotta di oltre 1/3). In sostanza andiamo sul sicuro e se poi i monitoraggi Arpab incominciano a funzionare sul serio, allora si potrà rivedere l’autorizzazione.

Sulla questione prende posizione il presidente del Consiglio regionale, Franco Mollica, con un comunicato che  esprime preoccupazione per quelle che , secondo notizie di stampa, i rischierebbe di diventare un inceneritore camuffato”. image_file_112942

Mollica ricorda “le particolari prescrizioni che recentemente il Comune di Matera ha chiesto per l’ampliamento di un impianto analogo, quello dell’Italcementi, situato in una zona di grandi emergenze ambientali”, ed aggiunge che a suo parere “lo stesso ragionamento andrebbe fatto per il cementificio di Barile, che insiste in territorio dove, solo per fare alcuni esempi, è presente un importante bacino idrominerario, molte aree agricole sono destinate alla produzione dell’Aglianico del Vulture e dove è in corso di attivazione il Parco naturale regionale del Vulture. Per non parlare della vicinanza con l’inceneritore Rendina ambiente di San Nicola di Melfi”.

Motivi che a parere di Mollica “dovrebbero spingere gli uffici competenti a valutare con la dovuta attenzione l’ipotesi paventata di smaltire nel cementificio di Barilecirca 50 mila tonnellate di cdr, soprattutto perché stiamo parlando di un territorio di altissima valenza ambientale e già gravato da attività impattanti. Un territorio che chiede di salvaguardare al meglio le proprie risorse naturali e di non comprometterle per il futuro”.

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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