BERLUSCONI, BATTUTA DI CACCIA IN BASILICATA

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 Berlusconi non ama che ci sia un partito di mezzo tra lui e Renzi, nel senso che lui si considera il centro e Renzi il centrino, da associare nelle sue evoluzioni future, con l’obiettivo di distruggere definitivamente Salvini. Ragion per cui si è buttato a capofitto a vanificare il tentativo di Alfano di tenere la barra a dritta, prima riempendo di dubbi il coordinatore Lupi, poi soffiandogli alcuni consiglieri regionali, infine mandando avanti quella ingloriosa bandiera che risponde al nome di Formigoni. Alfano prende tempo e rimanda la riunione della Direzione nazionale di Alternativa Popolare, nella speranza di convincere ad andare da soli. Ma la sirena di Arcore si è messa a suonare e molta gente sta correndo a mettersi in salvo, con la consapevolezza che chi prima arriva un salvagente lo trova. Così’, piano piano sta venendo meno anche l’altra gamba di Renzi, quella che, secondo la sua strategia doveva cercare di mantenere in piedi una coalizione. Resta Casini, ma l’esperienza dice che non è mai riuscito ad andare al di là di una mera testimonianza e neanche stavolta riuscirà a dar vita ad un centro in grado di svolgere un ruolo significativo. Anche in Basilicata  quei gruppetti che finora si erano discostati dal centro destra, avviando una interlocuzione autonoma con Pittella, dalle primarie in poi, sono palesemente in difficoltà e mentre Aurelio Pace e Franco Mollica guardano ancora con favore ad una collaborazione con il Pd, che finora ha saputo non mortificarli, i Viceconti ed i Taddei già lavorano per la madre patria berlusconiana, contenti di poter portare qualcosa in dono. Che poi è un qualcosa da prendere in prestito, perchè loro i voti non li hanno e sperano in un certo Assessore Benedetto che i voti sa sempre come prenderli, a prescindere dalla casacca che gli fanno indossare. L’ambizioNE del signore di Bernalda è arrivare in Parlamento e per questo sarebbe capace di svenarsi. Il gatto e la volpe  lo corteggiano perché con lui farebbero comunque una buona figura, e poi ad Arcore sono di casa. Insomma siamo alla Caporetto pure dal lato del centro e se non si riesce subito a dare una forma, una immagine, una consistenza, una unità  al partito di Renzi, andrà in onda il remake del film “l’ingloriosa fine della prima repubblica”. Ormai è rimasto solo, il Pd, ma abbia  il coraggio di  difendere il suo campo , il suo gioco, i suoi tifosi , gli estimatori di una politica che ha portato la barca del Paese, affossata da berlusconi, a tenersi in piedi. Paradossale che l’autore del naufragio anzichè essere processato venga invitato dal popolo italiano a salire a bordo.  E questo grazie ad una faida interna che è andata in onda per tre anni in casa Pd. Complimenti ragazzi!! ROCCO ROSA

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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