BIBLIOTECA POTENTINA 17: COME ERAVAMO – POTENZA 1857/1950

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di ROCCO PESARINI

 

 

“C’erano una volta, e ci sono ancora – nei cassetti, negli archivi, alle pareti, negli album di famiglia, sgualcite, impolverate, incorniciate, in bianco e nero – le fotografie della città di Potenza. Sono loro la trama e l’ordito di queste pagine. “Come eravamo. Potenza 1857-1950” è un racconto per immagini lungo novant’anni di storia. Una raccolta di istantanee di chi, questa terra, dal 1857 al 1950, l’ha vissuta, amata, nutrita, occupata, rivendicata, abbandonata, liberata. Dare forma al volume, per la curatrice Antonietta Mente, è stato come rimettere insieme i pezzi disseminati – alcuni dimenticati in soffitta, altri custoditi in piena vista – di un vecchio puzzle rovinato dal tempo e orfano di qualche tassello. Mettere il naso nelle realtà e nelle verità altrui, in quei ricordi che testimoniano un’identità comune, una memoria collettiva”.

 

COME ERAVAMO POTENZA 1857/1950 

Casa Editrice Typimedia Editore

Curatrice: Antonietta Mente

Prezzo: 14,90 euro

 

 

 

Quasi un secolo di storia potentina attraverso immagini e foto d’epoca, citazioni, richiami e rimandi alla cultura, ai costumi, alle tradizioni, alle attività, al lavoro, alla fede, alla devozione di coloro che, tra povertà, arretratezza, sconvolgimenti politici (dall’Unità d’Italia al ventennio fascista fino agli anni immediatamente successivi al terrificante secondo conflitto mondiale).

Idealmente (e concretamente) il “racconto di immagini” parte dal devastante terremoto del 1857 per accompagnarci, come detto, all’alba degli anni Cinquanta e del prossimo boom economico italiano.

Attraverso i decenni raccontati dalle testimonianze di studiosi attuali, da piccoli aneddoti e da splendide immagini ingiallite – cimeli preziosi scovati spesso in repertori privati – viene in risalto un contrasto quasi stridente tra la voglia di modernità e benessere (la prima ferrovia, il Teatro Stabile, le innovazioni e i miglioramenti urbanistici) ed una innata propensione al sacrificio e ad una povertà forse ineluttabile di un “popolo popolano” che, seppur quasi recluso negli angusti sottani (stanze senza finestre e senza alcun confort, spesso condiviso con gli animali domestici), è sempre riuscito a barcamenarsi.

E se si vuol iniziare a capire realmente i punti di forza o di debolezza della Potenza di oggi per cercare di andare verso quel “ruolo” e quella “visione” che le si vuole o le si vorrebbe assegnare, una sfogliata a questo libro dovreste darlo. Consiglio come sempre spassionato.

 

 

 

 

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Rocco Pesarini

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