CANDIDATURA UNESCO PER IL PONTE MUSMECI, ORA C’É IL COMITATO

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Non é stato facile mettere insieme le diverse anime che occorrevano per mettere in piedi un Comitato promotore per la candidatura del ponte Musmeci di Potenza a Patrimonio mondiale dell’Umanitá UNESCO. Il Comune di Potenza, la Soprintendenza ai beni architettonici della Basilicata, il Consorzio industriale: ciascuno, per deliberare l’adesione al Comtato, ha affrontato trappole amministrative e difficoltá tecniche da superare.

Provabilmente il punto di forza é stata l’iniziativa “popolare”, una iniziativa di cittadini nata da interlocuzioni continue e proficue con il Comitato Unesco Giovani, dalla voglia di cambiare l’immagine della cittá, e che ha raccolto l’ereditá di quanti giá negli anni scorsi hanno provato ad attirare attenzione e consapevolezza sul ponte Musmeci e sull’intrinseco bisogno di valorizzazione (e manutenzione) del monumento e di tutta l’area circostante: l’Associazione Basilicata 1799, il gruppo di cittadini che hanno provato a ridisegnare la sistemazione a verde del “sottoponte”, il Comitato che sta provando con ogni mezzo ad ottenere che venga realizzato il Parco della Cittá nell’area ex Cip-Zoo, l’Unibas, l’Ordine degli Ingegneri e la effenove srsl, che ha realizzato il magnifico documentario sul genio di Sergio Musmeci e la sua ricerca ossessiva della forma perfetta.

Ora comincia la parte difficile. Il Comitato, costituito il 30 novembre con un atto formale, deve avviare l’iter tecnico di candidatura, che prevede una interlocuzione continua e sostanzale con il MiBACT, per costruire un dossier che possa essere inserito con una qualche possibilitá di successo nella cd. “tentative list”. Un dossier non solo tecnico: fondamentale sará il coinvolgimento della cittá e dei cittadini di Potenza. Fondamentale sará il fatto che ne venga fuori un racconto non solo di un monumento, pur di notevole interesse artistico ed ingegneriatico, ma degli uomini che ci sono e ci sono stati, dietro alla costruzione del ponte: Sergio Musmeci e la sua famiglia, ovviamente, ma anche l’ing. Viggiani, Presidente dell’ASI a fine anni ’60, che volle fortemente il concorso di progettazione di un viadotto sul Basento,  e poi anche la sua realizzazione, nonostante i costi alti e molte opinioni contrarie; i Sindaci e i professionisti, e le magnifiche maestranze chiamate a realizzare i gusci in legno, le casseforme e i fasciami com quele forme cosí ardite, nei quali il cemento é stato colato.

Un lungo viaggio, del quale non si conosce l’esito. Ma anche questo primo passo non sembrava fattibile, solo un anno fa. E quando tutto sará finito, se non altro, i potentini avranno imparato che c’é sempre spazio per un progetto, per un sogno. Per una strada aldilá del ponte.

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Sull' Autore

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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