Se non si rivedono i margini da lasciare al gestore della pompa , la Card carburanti non andrà avanti. E’ la clamorosa protesta che la FEGICA ( la federazione gestori carburanti) annuncia proprio nel momento in cui la Card è in corso di ricarica a seguito del raggiunto accordo a Roma. Gli utilizzatori della Card rischiano di vedersela respinta in molti distributori a causa della assoluta non convenienza di questi a sobbarcarsi questa forma di pagamento che praticamente non lascia niente all’impianto. Spiega la FEGICA che la card non produce aumento di erogazione rispetto ad oggi, ma solo cambiamen
to del mezzo di pagamento e sui 2, 3 centesimi a litro i vari costi connessi alla forma di transazione ( tenuta pos, commissioni bancarie, valuta di accreditamento, finiscono con il mangiarsi l’intero margine teoricamente lasciato in mano al gestore. Questo senza parlare di quando arriveranno i rimborsi, il che crea un ulteriore danno.Quindi perché caricarsi di simili adempimenti quando gli stessi distributori anziché guadagnarci rischiano di perderci?.Ragionamento ineccepibile, se non fosse che se ne parla ( almeno ufficialmente ) ora che la Card è stata finalmente riattivata. Non potevano pensarci prima? Non potevano dire ai partecipanti dell’accordo romano, al Mef, vedete che qui ci siamo pure noi?. Rimane il dubbio se i gestori possono rifiutarsi di accettare la carta ? E’ frutto di accordo tra privati? Oppure c’è un sostegno sotto forma di decreto ministeriale che lo consente? E’ evidente che è un atto di ribellione, giustificato si, ma poco comprensibile dai cittadini ai quali questa carta da anni non arriva alla pompa.
I DISTRIBUTORI NON VOGLIONO ACCETTARE LA CARD CARBURANTE
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