by ROCCO ROSA
Come la mezzanotte segna la fine del giorno e l’inizio di un nuovo giorno, possiamo dire che il terremoto giudiziario porta con sè, insieme all’amara constatazione di una prassi affaristica perpetrata da anni a favore di poche persone e a danni dell’intera collettività regionale, la speranza di nuovi comportamenti che dimostrino di come si sia capita la lezione e di come si intenda rimediare al malfatto. La vigilanza ambientale assume in questa prospettiva un rilievo grandissimo, perché è dirimente rispetto al falso dilemma tra non fare niente e invece fare quello che è necessario fare, nel rispetto sacrosanto del diritto alla salute, del diritto al benessere, del diritto al lavoro.
Si scopre oggi che la vigilanza è stata truccata, infiltrata, deviata, asservita a logiche affaristiche. Bene, si proceda pure ad individuare i colpevoli, ma facciamo in modo che da domani le cose non siano più le stesse. Punto 1) le centraline di controllo dell’aria, dei fumi dei cammini, degli inceneritori e via discorrendo. Qui non funziona il sistema di controllo dei dati, per il semplice fatto che la comunicazione degli stessi viene posta a carico delle ditte; le quali le mandano quando possono o quando vogliono. E che gli diamo adesso alla regione, si chiedono i dirigenti dell’Eni dopo l’ennesimo incidente ?. Se la Basilicata avesse adottato le prassi della regione Lombardia, questo non sarebbe successo, perché i dati arrivavano in tempo reale alla centrale di controllo, la validazione di questi dati avveniva entro un’ora al massimo dall’arrivo degli stessi e la pubblicazione sul sito dell’Arpa avveniva entro due ore. Per far la DGR 12834 del 2011 della regione Lombardia ha così organizzato il sistema:
- le aziende fanno un progetto preliminare di allacciamento delle loro centraline al sistema di vigilanza, accogliendo specifiche tecniche e suggerimenti operativi dell’Arpa
- a progetto approvato, le aziende realizzano l’allacciamento secondo le caratteristiche tecniche concordate, prevedendo il sistema di telecontrollo e di trasmissione in remoto dei dati
- l’Arpa effettua l’analisi in parallelo tra i dati del le centraline e il software di controllo, verificando gli scostamenti dei dati e l’eventuale risoluzione della criticità
Insomma qui la clessidra dei comportamenti è completamente rovesciata, nel senso che le aziende non possono toccare i dati, non possono toccare le centraline sigillate ed hanno l’obbligo di aggiornare l’hardware ed il software ogni qualvolta la Regione glie lo impone. Per contro la regione è obbligata a validare in giornata i dati che gli arrivano da tutte le centraline. Non può capitare insomma che una ditta scriva alla regione dicendo che due mesi prima si è verificato uno scostamento. Quando i cittadini ne hanno già subito le conseguenze, senza poter fare qualcosa per cautelarsi nei limiti del possibile.
