La cedolare secca per locali commerciali e capannoni è un provvedimento che oggettivamente va incontro al commercio in generale ma che non opera specificamente per i centri storici, dove più alti sono gli affitti dei locali. Tra l’altro il provvedimento legislativo in itinere opera solo per i nuovi affitti e non per quelli esistenti, con il rischio che i commercianti delle zone oggi meno economicamente vantaggiose( vedi via Pretoria) chiudano l’attività per andare a riprenderla in nuovi locali, nuove zone, e sotto nuovi contratti che consentono, grazie alle agevolazioni, di abbassare i canoni di locazione. Per i centri storici , la norma vale per i negozi liberi da affittare ma non è certamente sufficiente a coprire il gap che il commercio registra in quella zona a confronto con le periferie più organizzate. Insomma nel gioco tra chi può arrivare a via Pretoria e chi può decidere di andarsene, purtroppo non sembrano i primi a prevalere ,ma i secondi. Quando il Sindaco di Potenza ha fatto cenno ad una minore imposizione fiscale , ha visto il bicchiere mezzo pieno per la situazione specifica del centro storico di Potenza, oppure come penso si è riferito ad altre cose che l’Amministrazione di Potenza ha in mente di fare : un minore costo della Tasi e della Tarsu, sopratutto quest’ultima, nell’ambito di una rimodulazione delle tariffe. Più in generale il ragionamento che bisogna fare per affrontare in maniera organica la rivitalizzazione dei Centri storici , compreso quello nostro che è in crisi profonda, è che tra Governo, Regione e Comuni è di porre mano ad una legislazione speciale che metta insieme una pluralità di interventi capaci di dare una scossa al sistema: una concertazione di azioni simultanee che vanno dalla minore fiscalità, al minor costo dei servizi, alla incentivazioni regionale dei commercianti che decidono di farvi ritorno grazie a nuove convenienze imprenditoriali. Questo insieme a tutti i problemi già parzialmente esaminati di deroghe specifiche ai regolamenti urbanistici e d’igiene per sostenere le iniziative imprenditoriali atte a creare attività di vario genere, quelle culturali associative, quelle di somministrazione, quelle di ristorazione e di b&b. Il fatto che se ne stia parlando in maniera un più organica ricorrente e più organica, è una buona premessa. Senza una legge particolare per le città turistiche e per i capoluoghi , il dilagare in periferia dei centri commerciali, degli alberghi e delle attività di ristorazione non può essere contenuto, per una ragione semplice di convenienza economica che passa anche sopra all’amore per il centro cittadino. Rocco Rosa