
E’ andata come era nelle previsioni l’incontro organizzato dal sen.Lomuti dei cinquestelle per la ripresa del confronto tra i partiti del centrosinistra sulla candidatura a Governatore della Basilicata. Il Pd ha detto la sola cosa che ci si potesse aspettare, data la situazione. Confermiamo il nostro sostegno a Chiroazzo, anche perché è una espressione di un civismo che finalmente si fa protagonista e del cui apporto dobbiamo essere fieri, ma se proprio la candidatura non raccoglie il consenso di tutti, d’accordo a fare le primarie, senza veti per nessuno. Una tesi che era già circolata nei giorni scorsi e che aveva l’imprimatur dello stesso Chiorazzo , con l’evidente inetnzione di smuovere le obiezioni di merito che erano state poste da alcuni partiti, segnatamente dal Psi di Valvano, per una autocandidatura che si era messa di traverso come un carro davanti ai buoi. La posizione del pd non è stata accolta come un passo avanti o un tentativo di sbrogliare la matassa e Pessolano di Azione ha dato voce a quanti ritengono che bisogna non contarsi su Chiorazzo ma provare a trovare un accordo su un nome condiviso da tutti . Cosa facile a dirsi, difficile a quanto pare a realizzarsi. E dunque si è rimasti con la solita apertura a rivedersi con il cervello più fresco e con qualcuno che cacci una idea per snodare questa difficoltosa matassa politica. Ci vorrebbe la bacchetta magica hanno detto all’uscita alcuni esponenti, ricordando che di Harry Potters in giro non se ne vedono a queste latitudini. Eppure è evidente che un centrosinistra che rinunci a battere la destra ,è un centrosinistra che, tutto insieme i singolarmente, va a farsi benedire per sempre, avendo dimostrato che le divisioni e le contrapposizioni sono ormai nel DNA di questa coalizione e che ci vorranno anni per risalire la china di una politica meno personalizzata e più ideale. Non si rischia di passare per Cassandra, dicendo che se passa questa occasione per provare a risalire la china, la discesa verso l’irrilevanza di uomini e di partiti saranno rapidissime come una discesa di un bob a 8. E’ evidente che senza un minimo segno di assunzione di responsabilità, non si va da nessuna parte e la nuova riunione sarà la fotografia di quella già svolta, Trovare un metodo si può e c’è chi studia la possibilità di togliere di mezzo l’unanimità ( che ora come ora è irraggiungibile) sul nome del candidato e di sostituirla con una maggioranza qualificata del 70/75 per cento calcolata in rapporto alla forza elettorale di ciascuno . Se nessuno supera quella soglia, si va alle primarie, senza se e senza ma, per un minimo rispetto della democrazia . Ci sono altri metodi: che li si metta sul tavolo. Altrimenti si risparmi all’elettorato arcideluso del centrosinistra una ulteriore, ignobile rappresentazione di impotenza. Rocco Rosa