Che fortuna la musica! Il nuovo disco di Raffaele Tedesco

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di ROCCO PESARINI

Che fortuna la musica! (prodotto da Ara music) – disponibile solo su supporto cd in edizione limitata ed acquistabile sul sito dell’artista www.raffaeletedesco.it – è il nuovo album del musicista e cantautore Raffaele Tedesco, il quinto della sua ventennale carriera. Il disco in uscita il 26 aprile, contiene 7 canzoni inedite (di Basilicata terra di luce e Nell’alba che verrà Ustica, quest’ultima con un nuovo arrangiamento, erano stati pubblicati solo i video) e 5 canzoni edite, le più significative della sua produzione, completamente riarrangiate in una nuova versione acustica, con diverse sfumature jazz. Un lavoro elegante, di gran classe dal suono rigorosamente acustico registrato in gran parte in diretta, che mette in evidenza il raggiungimento della maturità artistica di Raffaele.

Nelle canzoni del nuovo disco, composte con la collaborazione del poeta e scrittore Angelo Parisi, Raffaele affronta tematiche come la solitudine e la pace che favoriscono un dialogo interiore  (Invento un silenzio, Il dono, Piuma, La scelta), la gioia di vivere (E ritrovo la vita) l’amore per la compagna (Cosa non darei) per i figli (Ninna nanna per Vanni, Piccola creatura) per la nostra terra (Basilicata terra di luce) ma anche di temi scomodi come la strage di Ustica (Nell’alba che verrà-Ustica) che ha segnato una delle pagine più buie del nostro Paese. Ad affiancare Tedesco, voce e chitarra acustica, un quartetto formato da apprezzati ed esperti musicisti: Giovanni Scasciamacchia batteria, Antonello Mango contrabbasso, Bruno Salicone pianoforte, Sergio Leopardi sassofoni e su un brano un ospite d’eccezione, Jerry Popolo al sax tenore.

Raffaele come descriveresti il tuo nuovo progetto artistico?

Un musicista è sempre alla ricerca di un sound che possa rappresentare la propria musica, questa è la prerogativa che mi sono posto: trovare il mio sound nel 2021. Ho cercato di avvicinarmi il più possibile alle mie canzoni, nel modo in cui le ho composte. Determinante il contributo dei magnifici musicisti che mi hanno accompagnato in questa nuova avventura  Ho scelto questo titolo perché la musica mi ha fatto affrontare e mi fa affrontare la vita con entusiasmo e positività, anche nei momenti difficili, come quelli che stiamo vivendo. Mi auguro quanto prima che la musica dal vivo, purtroppo ferma da diversi mesi, possa ripartire e poter suonare in concerto il mio nuovo album.

Gran bel gesto di coraggio cercare e trovare la “tua” musica in un momento, il 2021, segnato dalla pandemia e comunque da generi musicali forse distanti anni luce dal tuo cantautorato di qualità. Come ha fatto, riuscendoci, a trovarla e suonarla?

Ho iniziato a lavorare a questo progetto 5 anni fa. L’ho fatto avvicinandomi il più possibile alle mie canzoni, nel modo in cui le ho composte, ovvero voce e chitarra.  I magnifici musicisti che mi hanno accompagnato, hanno fatto il resto. Uscire in questo momento senza poter organizzare un tour di presentazione dell’album, e con un’altra estate difficile per il mondo dello spettacolo, non è proprio il massimo. Per fortuna il mio pubblico, che mi segue da sempre, in poche ore dall’uscita del disco ha risposto molto bene, sostenendo concretamente, ancora una volta, il mio lavoro. Sincermente non ho pensato ai diversi generi che oggi vanno di moda. Credo che un artista debba seguire la propria musica, senza condizionamenti.

 

Il cantautorato di oggi può, secondo te, ritrovarsi e identificarsi nella Trap così amata dai giovani, soprattutto per i testi e i temi trattati?

La musica italiana è famosa nel mondo per la melodia, basti pensare alla canzone napoletana. La trap non fa parte della nostra cultura musicale, di conseguenza non trovo alcun punto di incontro tra la musica d’autore e la trap. Per quanto riguarda i testi, in alcuni casi ci sono delle idee interessanti laddove denunciano problematiche sociali.

La scena musicale lucana è ricca ed eterogenea eppure sembra sempre mancarle quel colpo di reni che le consenta di spiccare il volo ed esser riconosciuta a livello nazionale. Come te lo spieghi?

Essere riconosciuti oggi a livello nazionale è complicato, in qualsiasi regione si viva. Il talento era un elemento determinante per riconoscere un artista; oggi, ahinoi, è solo show business. C’è da dire che la musica, e la cultura in generale, nella nostra regione sono poco considerate, soprattutto dalle istituzioni, di conseguenza le possibilità di promuoverle fuori sono molto scarse.

Pensi di riscontrare il giusto merito e riconoscimento nella tua terra?

Vale come sopra. Musicalmente parlando, sono un lucano anomalo ma attaccatissimo alla mia terra. “Basilicata terra di luce”, che è inclusa  nel nuovo album, ne è la prova.

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Rocco Pesarini

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