L'”ingrediente” mancante in cucina….

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di ROCCO PESARINI

In un recente articolo avevo chiesto (e continuo a pretendere) che la si smetta con le prese per i fondelli, tipo dichiarare chiusure e zone rosse senza poi controllare praticamente nulla, rendendo così vane, sterili ed irritanti le misure adottate e continuando a chiedere sacrifici cui non sembrano corrispondere poi sostanziali benefici (in termini di contenimento del virus e di ritorno ad una parvenza di normalità).

Nel frattempo i giorni passano, vengono decise nuove misure, si inizia a “programmare” l’imminente estate e, nonostante io ci provi, più ci ragiono sopra e più ormai non trovo alcuna motivazione logica, scientifica e sanitaria in determinate “misure” o linee – guida stabilite o anche solo paventate per affrontare questa pandemia: su tutti la certezza del “coprifuoco” fino alle 22.00 (fino al 1° giugno) ed il rischio che lo stesso possa esser mantenuto almeno fino al 31 luglio.

Ora, potete tacciarmi di non essere un medico, un virologo, un biologo, potete tacciarmi di essere l’ultimo degli ignoranti o degli stolti, ma davvero trovatemi voi una motivazione valida (una!) per non spostare almeno di un’ora il predetto coprifuoco.

Misura che consentirebbe, ad esempio, a ristoratori e pizzaioli di poter lavorare anche di sera (perché capite bene che se alle 22 devi essere a casa, significa che il conto devi chiederlo al massimo per le 21.30… praticamente devi sederti per le 19.30!) ovviamente nel rigoroso rispetto di tutte le prescrizioni previste in materia.

Ripetiamolo per l’ennesima volta: nessuno ovviamente chiede o spera o si augura il “libera tutti” con assembramenti e tutto ciò che ne consegue. La pandemia c’è e i morti purtroppo sono all’ordine del giorno.

Ma come più volte ripetuto, è giunto il momento di un cambio di rotta nel gestire una situazione che, spiaccia o no, non può e non deve essere governata e amministrata solo da un punto di vista sanitario. Questo approccio poteva andare bene nel lockdown “vero” di marzo e aprile dell’anno scorso; poteva andare in parte bene durante la seconda ondata iniziata nello scorso autunno.

Non va più bene oggi, anche e soprattutto alla luce del piano vaccinale che sta andando avanti e, ne son convinto, accelererà.

Non va più bene oggi, anche e soprattutto alla luce dell’imminente Recovery Fund che rischia di esser programmato e pianificato su un cumulo preoccupante di macerie economiche e sociali.

Non va più bene oggi, anche e soprattutto alla luce di uno scoramento, scoraggiamento e perdita di fiducia di una fetta sempre più grande della popolazione.

Sempre più gente, credetemi, fa fatica a credere ancora nella bontà di misure che sembrano onestamente davvero prive non solo di qualsiasi motivazione o argomentazione scientifica e sanitaria, ma totalmente carenti di un ingrediente necessario a governare qualsiasi fenomeno umano: il BUON SENSO.

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Rocco Pesarini

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