Anche la comunicazione attende la svolta

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GIUSEPPE DIGILIO

Si sa che la comunicazione è lo strumento principale su cui si basa il successo di marca. Successo che, sommato a una serie di elementi intrinseci a un prodotto qualsiasi, si trasforma in valore per le aziende. Un concetto dil marketing che la politica ha saputo interpretare a proprio vantaggio, nella misura in cui, la comunicazione, da particolare si è trasformata in globale. Accessibile a tutti. Un processo relazionale, semplificato dall’avvento e dalla scoperta dei social attraverso cui soddisfare, in tempo reale e sistematico, l’esigenza di comunicare ad una moltitudine di persone. Un processo evolutivo, inaspettato, che asseconda la naturale propensione alla ricerca e alle relazioni tra uomini. Facebook, Twitter, Instagram, Telegram – tra i più utilizzati – sono tutti strumenti di comunicazione che la rete mette a disposizione gratuitamente e che chiunque può utilizzare rispettando le uniche regole di ingaggio che sono quelle dell’utilizzo consapevole. La differenza rispetto alla redempition – insight per i social – è la qualità e le performances di engagement che si sviluppano secondo il modo con cui si posta una notizia e da come questa si espande fino a raggiungere un numero importante di utenti a cui è affidato il compito passivo di condividere, commentare e riproporre. E’ in questa circostanza che entra in gioco il Social Media Manager. Figura professionale sconosciuta fino a dieci anni fa che, oggi, assume un ruolo di primo piano nelle definizioni dei processi strategici di marketing. Il social media manager è multidisciplinare ed è in grado di trasformare un discorso complesso, in pensiero di facile apprendimento. L’interfaccia tra gli spin doctor, consulenti in grado di trasformare un semplice eletto in un esponente politico di spicco e gli elettori a cui destinare i messaggi. Un’attività complessa, insomma, che non può più essere affidata a chiunque. Ma che non per questo deve sfuggire alle regole della competitività, giacchè, grazie a Dio, in regione  ci sono professionalità forti che aspettano da tempo, ed invano, di poter dimostrare il proprio valore. Invece un malinteso concetto fiduciario, ha finora portato in una sola direzione una parte consistente del social media planning regionale, così come evidenziato dall’ex consigliere regionale Gianni Rosa in una interrogazione alla giunta. Anche il neo Presidente Bardi dovrà scegliere i suoi più stretti collaboratori e il suo spin doctor tra le persone più vicine a lui. Persone della quali nutre assoluta fiducia e che riterrà più valide. Non c’è bando che tenga, in questo caso, perché il rapporto fiduciario non può essere frutto di una rispondenza a requisiti in cui manchi quello principale, la fiducia personale, appunto, che si presume acquisita nel tempo.

Per quel che riguarda le attività di comunicazione, divulgazione e gestione delle pagine istituzionali, invece, potrebbe e dovrebbe davvero dare dimostrazione di cambiamento, istituendo un albo delle agenzie e dei professionisti del settore cui affidare, con il principio della rotazione, gli incarichi di cui sopra, evitando di concentrare nelle mani di un solo soggetto le sorti e tutto il budget regionale sulla comunicazione. la stessa cosa debbono farlllla i Dipartimenti  evitando quella discrezionalità che ha portato solo a privilegiare alcune società, fatta salva qualche società fortunosamente sfuggita al controllo.

Considerando il momento di crisi economica che la Basilicata sta attraversando, con una evidente  scarsa presenza di aziende in grado di sostenere elevati costi per le attività di comunicazione, allargare il mercato attraverso gare regolari o attraverso lo scorrimento di un album attrezzato con regole precise, non solo darebbe darebbe ossigeno a tutti, ma costituirebbe un atto forte che va in direzione di una pari dignità tra gli operatori del settore. personali con assessori e politici, sarebbe un segnale di grande cambiamento rispetto al passato. E’ un atto non straordinario, ma che significherebbe un messaggio di fiducia verso molti giovani della basilicata.

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