Anche per il centrosinistra lucano i possibili accordi tra Pd e Cinquestelle in Sardegna potrebbero aveere riflessi determinanti per le prossime regionali. Se, come sembra, si sta profilando un accordo per portare a Governatore dell’isola Alessandra Todde, deputata e vicepresidente del M5S, in Basilicata i cinquestelle seguirebbero le scelte del Pd che , come si sa, va in direzione di Angelo Chiorazzo , dopo che la maggioranza del partito lucano si è espresso a suo favore. Si tratterà, in Sardegna come in Basilicata, di gestire le rimostranze di qualche esponente di primo piano, Soru per l’isola e Margiotta per la Basilicata, ma pesa, nella eventuale decisione. il fatto di metetre finalmente insieme i due partiti alle regionali, primo passo di un’alleanza che è destinata a guardare lontano. Evidentemente, in Basilicata, i due partiti da soli non bastano per vincere, ma ,insieme, rappresentano la base per un allargamento delle alleanze alle altre forze, con la prospettiva di poter essere veramente competitivi rispetto al centrodestra.. Sicuramente si potranmno aggiungere verdi , socialisti e sinistra , oltre la lista dei laici cattolici che già si è pronunciata a favore dell’imprenditore senisese. Già con questa formazione l’esito delle competizioni sarebbe tutt’altro che scontato, ma appare evidente che i partiti centristi di Pittella e di Polese giocano per essere arbitri del risultato. Si muoveranno per far vincere il centrodestra?. Possibile per Italia Viva, sia pure passando per una scomposizione interna. Molto difficile per Marcello Pittella , che non andrebbe mai con Bardi e che avrebbe problemi anche a seguire il candidato della Lega Pepe, nel senso che una sua conversione verso le componenti di destra che sinora hanno governato la regione sarebbe percepita dai suoi elettori come una incoerenza colossale. Meno problemi avrebbe se il candidato fosse uno dell’area del lagonegrese, tipo Viceconte o Cupparo, prevalendo in quel caso ( o facendo intravedere ) l’interesse complessivo del territorio a tornare nelle stanze decisionali di viale Verrastro. Nessun problema se poi il candidato fosse Francesco Somma, verso cui Fratelli d’Italia sta facendo pressioni, e il cui profilo è così alto da giustificare non una svotla a destra ma una svolta per la Basilicata, essendo un personaggio che è chiaramente la di sopra dei partiti ed è chiaramente percepito come un candidato governartore in grado di difedere la Basilicata nello scenario nazionale, vedi i giudizi positivi che persino la Cgil di Angelo Summa gli ha espresso in molte occasioni. Se questo ragionamento ha un fondo di verità, allora non si capisce perché i maggiorenti del centrosinistra non mettano subito le carte sul tavolo cercando un accordo con i due partiti centristi e segnatamente, per la differenza di peso specifico, con Azione, anche sulla base di un certo avvicinamento che Calenda, a differenza di Renzi, sta operando in direzione dell’alternativa al governo di centrodestra. Evidentemente pesano in questa inazione i soliti, angusti e vetusti giochetti nel Pd ,all’interno del quale sono in molti a giocarsi l’ultima mano di una partita per la sopravvivenza, si chiamino elezioni Europee o Sindaco di Potenza o Presidente delle due rinnovate Province. Ed è evidente che ad oggi nel Pd non c’è nessuno che voglia o possa dare le carte a nome di tutti. Un vuoto di potere e una mancanza di iniziativa così evidenti da far pensare anche ad una scelta cinica di chi punta a far saltare il tavolo per aprire, dopo la sconfitta, una nuova stagione della sinistra con facce tutte nuove ne segno di un cambio generazionale. Ragion per cui, a noi osservatori, non resta che capire chi si muove per “suicidare” il centrosinistra. rocco rosa
CHI VUOLE “SUICIDARE” IL CENTROSINISTRA?
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