CIAO FRANCESCA, SEI STATA PASSIONE E CORAGGIO

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“Avrei voluto continuare a scrivere del “Querceto” come ho fatto in questi anni. Dell’ospitalità, dell’innovazione, del forte e singolare  senso di appartenenza al territorio, della storia, della ricerca di una delle aziende agricole e agrituristiche lucane che ha meritato, tra i tanti riconoscimenti,  quello di “Eccellenza Rurale” del nostro Paese. Avrei voluto continuare a scrivere di passioni, di coraggio e determinazione, di sfide e partecipazione. Avrei così continuato a scrivere di Francesca.

FRANCESCA LEGGERI IN UNA RECENTE FOTO

Dei suoi sogni, del suo metodo di vita e del fare, dei progetti immaginati e realizzati. Francesca Leggeri non era solo la terza generazione di donne custodi di un patrimonio agricolo ed ambientale tra i più pregiati della nostra regione, non era solo una imprenditrice, non era solo una “bandiera” della martoriata Val d’Agri. Francesca era tutto ciò che un territorio non dovrebbe mai perdere per permettersi di andare avanti. E invece l’abbiamo persa da poco, pochissimo e già sembra enorme il tempo che ci distacca da quel fare e da quel pensare. E’ vero che è così profonda e concreta la testimonianza diffusa in tutti questi anni, anche oltre i confini regionali, che sarà difficile perderne le tracce. Ma già ci manca e per non smarrire il percorso tracciato bisogna seguirle quelle tracce. Le tracce. Come quelle che ritrovava sui sentieri lasciate dai viaggiatori in cerca di una sosta; quelle dei migratori di passaggio ad ogni stagione; quelle dei distruttori che offendevano prati, boschi e acque; quelle lasciate nelle stanze, in cucina, nei solchi dei campi, nelle salite ripide, nella neve. In quelle tracce ci sono i suoi racconti e lei sapeva raccontare. Storie fatte di parole e di azioni, di odori e sapori, di sudore e difficoltà, di bocconi amari e di nuove varietà. Il racconto di Francesca era rappresentato da forme, colori, sfumature, roba che potevi toccare e non solo immaginare od osservare. E quando si riesce a raccontare partecipando chi ascolta è perché si è abili oppure autori di quelle storie. Francesca era entrambe le cose. Un’abile conservatrice dei valori che gli erano stati tramandati da sua nonna e da sua madre, una ostinata difenditrice di quella ruralità messa a dura prova dai nuovi conquistatori della Val d’Agri che lei non mai temuto. Una forte operatrice di cura, accoglienza, dedizione verso la tutela e la protezione del capitale naturale. Nonostante le preoccupazioni per le sorti di quel patrimonio e pur adottando tutte le azioni possibili per impedire che i suoi grani, i suoi fagioli, i suoi frutti , il suo sapere, rappresentativo di tutti gli operatori  della valle venissero sostituiti dallo sfruttamento industriale con il trascorrere del tempo, ha continuato a progettare una “politica” sana delle risorse che custodiva. Esponeva le sue varietà di fagioli selezionati, attraverso un attento e meticoloso lavoro portato avanti con il suo amato Tazio, come gioielli e te ne profilava colore e sapore di ognuno. Ti conduceva  al biolago in costruzione per mostrarti dove avrebbero albergato gli uccelli di passaggio  per qualche mese. Ti impiattava la torta ai frutti appena sfornata e il tea aromatizzato alle spezie. E poi i pani che Tazio impastava, i grani che selezionavano insieme all’Università e gli amici del Cilento, la farina  e i biscotti, i rifugi per i pipistrelli e i pantani invernali per le salamandre. Con l’immancabile sciarpa per ogni stagione intorno al collo, i capelli biondi raccolti morbidamente, gli orecchini antichi immancabilmente presenti, le rughe scavate da quel sole che in Basilicata spunta sempre e nonostante tutto. Non sarà come prima senza Francesca. Mancherà una delle anime più vere e più ostinate di questa terra amara e generosa che ha cercato di proteggere fino alla fine. Tornerò al Querceto ma da ora in poi il tintinnìo delle campanelle indiane sulla porta non ti faranno uscire dalla cucina per raccontarmi di te. Ti troverò tra i ricordi, come quelli  sparsi sul camino, tra gli incensi e i setacci della farina. Perché tu continui ad appartenere a loro. E a quella Valle che dalla finestra guardavamo insieme parlando di cosa avremmo ancora fatto insieme”.  TERESA LETTIERI

PS: a Tazio, l’amato compagno e a Dafne sua figlia adorata ed erede di questa straordinaria testimonianza, la speranza che, come è accaduto per Maria, Nancy e Francesca, il sogno del Querceto non smetta di  esistere

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

1 commento

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    Non conoscevo personalmente Francesca, trovandomi a vivere sfortunatamente la stessa realtà, leggendo questo articolo sono riuscito ad immaginarla benissimo…
    Bella stesura…

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