CICALA CREA UN PROBLEMA A BARDI

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Non è privo di argomentazioni l’attacco che il Consigliere regionale di forza Italia, Francesco Piro, ha fatto al presidente dell’Assemblea regionale Cicala sulla procedura utilizzata per la scelta del capo ufficio stampa. A parte la durezza dell’intervento, che non è solo dissenso sulla questione ma anche spia di una convivenza politica difficile, la scelta adottata al Consiglio sul modo di assumere il capoufficio stampa è una palese sconfessione dell’operato fatto dalla Giunta, col rischio che l’Esecutivo sia chiamato a renderne conto anche in sede di controllo contabile. E questo spiegherebbe la particolare acrimonia del consigliere lagonegrese di Forza Italia. Per i molti che ancora non hanno capito di cosa si stia parlando, riassumo brevemente i termini del caso : C’è una legge del 2001 che disciplina la comunicazione in  Regione, organizzando due uffici stampa di tipo professionale con giornalisti a contratto e con i due capi uffici stampa , uno per la Giunta e uno per il Consiglio , da assumere come dirigenti. Così si è andati avanti per 19 anni . Ora, da un anno a questa parte, è uscito un contratto per gli enti locali che prevede che il giornalista possa essere inquadrato come funzionario, categoria D, ma non è uscito ancora il contratto dei dirigenti nei quali, come per le funzioni dell’area di governo, viene prevista la figura del Dirigente dell’Ufficio Stampa. Per il Governo, si diceva, questa figura dirigenziale è gia’ stata prevista, non ancora per gli Enti locali, il cui contratto è in corso di discussione. Nella fretta di dimostrarsi più realista del re, il presidente Cicala, in mancanza del contratto per le figure dirigenziali, non ancora approvato, ha deciso motu proprio di dare il livello D3 al Capo ufficio stampa, cosa che non solo è arbitraria, ma che appunto rimette in discussione anche il contratto che la Giunta regionale ha fatto al giornalista Calenda, un professionista della Rai che certamente non verrebbe in Basilicata per guadagnare la metà del suo stipendio da professionista. Insomma, o indotto all’ errore da un ambiente burocratico che è in  perenne guerra interna, o perchè voleva raggiungere uno scopo preciso , il vertice dell’Assemblea si è andato a cacciare in un pasticcio grosso . Tra l’altro, detto tra noi, prevedere un pubblicista laureato alla guida di un ufficio stampa, è qualcosa che se è giustificato nei giornali ( dove, accanto al direttore responsabile, professionista, ci sono spesso direttori editoriali o politici) non è giustificato in un ufficio operativo, dove l’esame di stato da professionista è una condizione indispensabile per poter operare. Ed è il motivo per cui sui giornali locali è  esplosa la polemica da parte di giornalisti professionisti di una certa statura e professionalità che non hanno partecipato al concorso perchè la remunerazione non era conveniente. L’assurdo di tutta la faccenda è che se nel frattempo passa il contratto dei dirigenti degli enti locali bisognerà rifare comunque il tutto, perchè non si può assumere come D3 un capo Ufficio stampa e poi promuoverlo dirigente, alla luce del nuovo contratto. Se nel frattempo non si alza un funzionario per dire che ,volendo, si può fare tutto. Ma è  come dire “Va avanti tu che a me viene da ridere”. Roba da non credere.  Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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