COMUNITA’ ENERGETICHE RINNOVABILI, A LAURIA EUROPA VERDE BASILICATA PER PROTEGGERE L’ECONOMIA E SALVARE L’AMBIENTE

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Lidia Lavecchia

Si è tenuta sabato 2 aprile 2022 alle ore 18, presso la Sala Consiliare del Comune di Lauria, in provincia di Potenza, un incontro pubblico sulle Comunità Energetiche Rinnovabili organizzato da Europa Verde Lauria.

All’iniziativa, coordinata dal portavoce di EV Lauria Giuseppe Petrocelli, hanno partecipato: il sindaco di Lauria, il senatore Gianni Pittella, l’ingegnere Egidio Labanca, manager nel campo dell’ambiente e dell’energia, l’ingegnere Enrico Di Giorgio, presidente di Legambiente Lauria, Manuel Chiappetta e Cristina Florenzano dell’Esecutivo Europa Verde Basilicata, Fabio Laurino, consigliere Provinciale di Potenza delegato all’Ambiente, Giuseppe Digilio, coordinatore di EV Basilicata.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono delle associazioni di imprese o di cittadini che si organizzano per produrre e condividere energia rinnovabile, tramite un impianto comune. Questo innovativo strumento di gestione per il territorio offre numerosi vantaggi. E’ infatti un modello capace di fronteggiare il caro-bollette ormai insostenibile e di attenuare gli effetti negativi del cambiamento climatico. Ma anche uno strumento che ci può aiutare ad emanciparci dalle fonti fossili, il cui controllo è tra i maggiori responsabili (è storia di questi giorni) di ingiustizie economiche e guerre.

Una comunità energetica è una associazione di utenti che condividono tutta l’energia da loro prodotta, da fonte rinnovabile, al fine di coprire il loro fabbisogno energetico simultaneo indipendentemente dalla connessione fisica agli impianti di produzione. Ad oggi le Energy Community in Italia sono dodici, sono presenti principalmente in Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Lombardia. Il nostro Paese conta più di 3.500 Comuni che fanno solo uso di energia rinnovabile e che quindi la produzione elettrica da rinnovabili supera i fabbisogni delle famiglie residenti.

Ma perché investire sulle Comunità Energetiche Rinnovabili?

Le comunità energetiche garantiscono al Paese maggiore autosufficienza energetica. Il risparmio in bolletta è garantito: grazie all’autoproduzione e condivisione interna di energia i membri della comunità possono godere di notevoli vantaggi in termini di abbattimento dei costi in bolletta. Circa 2,2 miliardi di euro di fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza sono destinati a promuoverne lo sviluppo nei Comuni sotto i cinque mila abitanti attraverso finanziamenti specifici. Ipotizzando una produzione annua da fotovoltaico di 1.250 kWh per ogni kW, si produrrebbero così circa 2.500 GWh annui, in grado di evitare l’emissione di 1,5 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Tra leggi regionali e progetti in cantiere, le Regioni iniziano a parlare sempre più spesso di comunità energetiche rinnovabili e autoconsumo. L’attenzione è rivolta soprattutto ai fondi PNRR, che sosterranno sperimentazioni dell’auto-produzione di energia nei Comuni con meno di 5.000 abitanti. In base a quanto anticipato in una nota del Ministero della Transizione ecologica entro luglio sarà pubblicato il bando per le comunità energetiche.

Il cronoprogramma del PNRR fissa invece al 31 dicembre 2025 il termine per la stipula dei contratti per realizzare gli interventi, che dovranno essere ultimati entro metà del 2026.

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“Un’occasione importante quella di oggi” afferma il Coordinatore regionale Giuseppe Digilio, “per parlare dei nostri programmi e per manifestare la maturità di una classe dirigente che si candida a rappresentare il cambiamento con la forza delle proprie idee. Abbiamo ribadito come le comunità energetiche possono trasformare idealmente una società di singoli in una community globale. Una condizione che viene meno lì dove la supremazia dell’io prevale sulla ricerca del ‘noi’. Un’esperienze di partecipazione dal basso, orizzontale, che guarda al futuro con gli occhi dei propri figli, immaginando il presente come l’investimento più importante per loro. Una transizione energetica, culturale e generazionale, che non può essere fermata da logiche di conservazione, di piccole rendite di potere, di singole persone. Il cambiamento è in atto e non rinunceremo a difenderlo; quello che è stato non potrà più essere.”

“Possiamo continuare a parlare di sviluppo sostenibile” continua Digilio, “ma se all’interno di una amministrazione non vi è nessuno che porta questo tema all’attenzione della giunta Regionale piuttosto che a quella del consiglio comunale, rimane tutto fine è a sé stesso. Condividere i temi ambientali non può essere più un fatto strumentale legato alla semplice iscrizione un partito o in occasione delle elezioni, parlare di temi ambientali significa sviluppare intorno a quei temi delle progettualità.”

“In queste comunità” conclude Digilio “c’è la voglia di resistere alle negatività che arrivano dalla politica, con la voglia di essere protagonisti, ed è proprio per questo che noi stiamo chiedendo oggi con questa nostra presentazione del simbolo di Europa Verde di riappropriarci del potere decisionale rispetto a queste tematiche fondamentali per il futuro del nostro territorio”.

E’ stata l’occasione per un confronto sui nuovi modelli partecipativi di governo del territorio, dove noi cittadini non siamo più solo consumatori passivi ma diventiamo promotori del vero cambiamento. Dobbiamo agire oggi per dare una risposta al cambiamento climatico che mette in discussione il futuro del pianeta e quindi dobbiamo in vestire nelle rinnovabili, nelle comunità energetiche, in risparmio ed efficienza energetica per uscire dalla dipendenza dalle fonti fossili.

 

Lidia Lavecchia

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