CONSULTAZIONI, L’ABILE REGIA DI SERGIO MATTARELLA

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Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

Con queste consultazioni Mattarella dimostra di saper fare il suo mestiere. (Incidentalmente ciò significa che quando non lo fa è perché non vuole farlo… ma questo è un altro discorso). Il Presidente della Repubblica merita un Oscar alla regia per come sta orchestrando questo inizio di legislatura, e saprà giocarsi bene le sue carte.

Professore di Diritto costituzionale ed ex giudice alla Consulta, Mattarella sa bene qual è il suo ruolo nei prossimi giorni. Ovvero: lubrificare il quadro politico perché produca quei tre o quattro scossoni che servono a sbloccarlo. Infatti il Colle è conscio che il vero problema emerso dopo il 4 marzo non è la frammentarietà del Parlamento, ma la sua instabilità.

I vincitori sanno che, ritornando al voto, aumenterebbero il bottino, ma non sanno come tornarci. I perdenti sanno che, ritornando al voto, perderebbero ancora di più, ma non sanno come evitarlo. Ciascuno rema verso i propri interessi, la barca gira in tondo su sé stessa, ed è ormai un mese che non si è giunti ad alcuna conclusione.

Consapevole che il coraggio della disperazione potrebbe portare alcuni a far comparire dal nulla maggioranze e appoggi esterni per scongiurare lo scioglimento anticipato (Termometro Politico ipotizza un soccorso renziano al centrodestra), Mattarella frena. In queste settimane i partiti politici hanno provato a delineare un’intesa, ma è stato impossibile perfezionarla. Alcuni di loro si impuntano su strategie suicide: il Quirinale non le avvallerà (si farebbe troppo coinvolgere). Cosa farà? Si limiterà a sfruttare le prassi e le tradizioni per costringere i partiti a fare politica.

Detta in soldoni, o esce una chiara convergenza politica su una soluzione, o nel Conclave entreranno molti Papi e usciranno solo cardinali. Un punto è chiarissimo: il mandato pieno rimane nel congelatore, finché non c’è un’intesa alla luce del Sole. Nessun incaricato andrà allo sbaraglio.

Il Colle punta su una strategia attendista e preferisce dare le carte. Con Gentiloni in stand-by a Palazzo Chigi e la finestra elettorale di giugno che si chiude, non c’è fretta. Il primo giro di consultazioni è flash (ha preferito sentire il Misto per intero, e non le singole componenti) e viene usato per palesare mal di pancia. In primis, è stato respinto al mittente il tentativo di catapultare Tajani nella delegazione di Forza Italia, impedendo a Berlusconi di confondere le acque.

Mattarella non ha intenzione di bruciare candidati, o almeno così si dice. Pare che siano esclusi anche mandati esplorativi ai Presidenti delle Camere – al momento ancora troppo schierati – e difficilmente i candidati premier accetteranno una carta tanto debole. Trasformarsi in esploratori include il rischio di morire nella giungla.

Napolitano s’era inventato il cosiddetto pre-incarico, una mossa furba per costringere il candidato a ripresentarsi al Colle con un accordo solido. Difficile che Mattarella possa avallare un precedente così rozzo della storia costituzionale, che d’altronde si trasformerebbe in un’arma di bruciatura di massa per i candidati al momento in gioco.

Costringere i partiti a trovare una formula di governo per uscire dall’impasse (una qualunque, foss’anche un Governo della non-sfiducia) è l’obiettivo primario del Presidente. Che quindi non esiterà a moltiplicare i giri di consultazioni. Anche perché (con il PD sul punto di esplodere) non è il caso di fare manovre brusche. Se sarà necessario arrostire qualcuno sulla griglia, dal secondo o terzo giro qualche esploratore potrebbe anche nominarlo…

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Sull' Autore

Marco Di Geronimo

Classe 1997, appassionato di motori fin da bambino. Ho frequentato le scuole a Potenza e adesso studio Giurisprudenza all'Università degli Studi di Pisa. Ho militato nella sinistra radicale, e sono tesserato all'Associazione "I Pettirossi". Mi occupo di politica (e saltuariamente di Formula 1) per Talenti Lucani. Scrivo anche per Fuori Traiettoria (www.fuoritraiettoria.com), sito web di cui curo le rubriche sulla IndyCar e sulla Formula E. In passato ho scritto anche per ItalianWheels, per Onda Lucana e per Leukòs.

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