UNA “PROPOSTA POLITICA” SULL’ASSOCIAZIONISMO POTENTINO

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di ROCCO PESARINI

 

 

 

In un mio articolo dello scorso 16 novembre 2017, lanciavo l’idea – proposta al  Comune di Potenza di creare la “Casa delle Associazioni”, un luogo fisico dove organizzare eventi e manifestazioni, svolgere la propria attività associativa ed incontrare, in uno spirito di confronto, rete e condivisione, tutti gli altri “attori” della vivace scena potentina che tanto danno e tanto creano e producono nella nostra città.

L’idea era piaciuta all’allora assessore Donatella Cutro ed eravamo rimasti d’accordo che ne avremmo parlato.

Ieri Facebook ha ricordato e mi ha ricordato di un mio post del più ancora lontano 4 aprile 2017 nel quale lanciavo l’idea – proposta di adibire il palazzo di Largo D’Errico a “Open Space Associativo”; una proposta che, più o meno, ricalcava e ricalca quella della Casa delle Associazioni sopra citata.

Già 12 mesi fa il dibattito fu molto intenso e vibrante, con un confronto sulle varie posizioni in merito.

Ma anche ieri (stranezze dei social – network!),  esponenti della vita associativa e culturale della città hanno continuato a commentare la mia proposta salvo poi, con grande stupore, rendersi conto che in realtà si trattava di un post vecchio di 1 anno.

Nel frattempo Donatella Cutro ha rassegnato le proprie dimissioni da Assessore, il mio post ha compiuto il primo anno di vita e, in città, altre esperienze son nate (ed alcune anche terminate); penso a Potenza Rete che ho ideato ma che ultimamente ho accantonato; penso alla Fondazione per Potenza che sta muovendo i primi passi ; penso allo Spazio Anzacresa presso la Palestra Coni di Montereale per il quale i promotori stanno avendo anche grane penali dopo lo sgombero operato nei mesi scorsi.

Insomma la città continua ad essere vivace, attiva e reattiva sia in termini di proposte che di progetti realizzati anche in tema di rete e condivisione.

Eppure i problemi restano irrisolti, le possibili soluzioni più o meno definitive appaiono sempre una chimera anche laddove il dibattito continua comunque a destare attenzione ed interesse non solo tra gli addetti al settore.

Ma, accanto a questi problemi ed a queste richieste inevase, la politica langue.

Si sono succeduti assessori, consiglieri, dirigenti e chi più ne ha più ne metta.

Ci sono state elezioni, dimissioni, rimpasti di giunta, rese dei conti interne ai partiti o alle fazioni politiche.

Nulla. Tutto è rimasto immutato.

Io politico non sono. Noi politici non siamo. E pur capendo che la politica abbisogna dei suoi tempi, dei suoi equilibri, del rispetto delle sue dinamiche, continuiamo a chiedere (o almeno lo chiedo io) la risoluzione a tutta una serie di problematiche ancora presenti in questa città.

Le proposte sul tavolo ci sono, le idee sono tante ma l’episodio delle dimissioni della Cutro e della conseguente impossibilità di ragionare (ancora una volta) su quella Casa delle Associazioni sopra citata mi ha deluso e mi ha deluso non poco.

Potenza 2019 –  del quale ho già scritto un primo articolo –  è sempre più vicino.

Non so se questa Amministrazione arriverà alla conclusione naturale del mandato nel 2019, non so chi sarà il prossimo Sindaco o di che colore sarà la prossima giunta e chi saranno i prossimi consiglieri.

Ma forse è giunto il momento di una “proposta politica” per affrontare finalmente e risolvere definitivamente i problemi del mondo associativo in questa città.

Uso volutamente il virgolettato perché non voglio che l’espressione venga fraintesa; non voglio ingenerare  il sospetto o l’idea che la mia sia una “discesa in campo”.

Però mi sono definitivamente reso conto che urge lanciare una proposta che sia eminentemente politica, che si rivolga all’attuale Amministrazione o a tutti i partiti e alle fazioni politiche che intendono proporsi alla guida di questa città per affrontare i temi evidenziati.

Una proposta che possa esser discussa concretamente con tutti.

Il semplice dibattito interno al mondo associativo è sterile e, a parer mio, alla luce delle mie recenti esperienze, del tutto inutile se non finalizzato ad esser poi messo sul piatto in un confronto reale, vis a vis, con esponenti politici, candidati, amministratori, attuali o aspiranti.

Qualcuno lancerà il suggerimento allarmistico “Attenti a non farvi strumentalizzare” ma non siamo nati ieri e siamo abbastanza smaliziati per affrontare e governare il “pericolo”.

Occorre alzare l’asticella del dibattito e del confronto.

Altrimenti rimarremo sempre un manipolo di eroi che si danno da fare per la città in cui vivono e che tanto amano ma, ai quali, basta dare un mezzo contributo o garantire un appuntamento che mai ci sarà per tenerseli buoni buoni nell’angolo.

Resto a disposizione con chi ne vuol parlare.

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Rocco Pesarini

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