CONTAGIO E CARO PREZZI, E’ FEBBRE ALTA

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ANNA MARIA SCARNATO

Contagio e aumento dei prezzi  sono diventati , per una serie di circostanze,  due nemici che congiurano insieme contro l’auspicato ritorno alla normalità del nostro Paese. Il primo che muta, si trasforma , cresce e rischia di trasformarsi in un fatto endemico, il secondo che , a causa e con la scusa del caro bollette, si sta espandendo in tutti i settori, anche quelli che con l’energia non c’entrano affatto. E anche questo rischia di diventare endemico, perchè non si è mai visto in Italia che i prezzi quando salgono per un qualsiasi accidente poi tornano a ridiscendere quando quel fattore straordinario e contingente  viene meno. La storia della benzina che ancora sconta le addizionali di terremoti di mezzo secolo fa ,ne fa fede . Non c’è giorno ormai che i canali televisivi non facciano seguire le notizie riguardanti il contagio e la conta delle vaccinazioni da quelle di una crisi nei settori dei trasporti, del turismo, del commercio, con un numero sempre più alto di negozi  sull’orlo  di una chiusura, di richieste di sostegno di esercenti, imprese  agricole,  di fronte ad un conseguente e spesso ingiustificato  aumento di prezzi. E sembra difficile sciogliere i nodi che rallentano la crescita economica del nostro Paese nonostante il governo abbia allentato le misure restrittive adottate precedentemente.E se dinamiche positive sono state gli investimenti per le costruzioni grazie al contributo del 110  sulle ristutturazioni e gli investimenti pubblici, è vero anche che tale traino ha subito un freno dall’aumento dei prezzi delle materie prime e l’attesa ripresa della produzione industriale.Contagio in salita ed economia frenata.  Le bollette più care per gas ed energia elettrica,l’aumento del petrolio, della benzina , anche in Basilicata prima  fornitrice attraverso i suoi pozzi estrattivi, riducono la capacità di spesa dei cittadini sempre più confusi come  il  fiabesco “mulo tra i due suoni” . E quello che il progresso ci aveva fatto credere con l’avvento di una  tecnologia  che ha convinto sulla bontà di un cambiamento di abitudini del passato a vantaggio del bilancio familiare e della salute del pianeta (con l’adozione di elettrodomestici di classe A +++, e più ce ne sono e meglio è, per il minor consumo energetico, di caldaie a gas per riscaldamento domestico più economiche della legna da ardere al camino o delle stufe a gasolio, asciugatrici per chi ha poco tempo per stendere il bucato ai raggi del gratuito sole, di autovetture a benzina al posto del diesel più impattante per l’ambiente), ora, che il prezzo di gas, benzina, elettricità è lievitato tanto,ci si chiede cosa resta da fare  al consumatore  di fronte ad una situazione che nessuno frena come niente sembra frenare la corsa del virus tra gli uomini ? Pandemia e ripresa lenta , vanno insieme. Per l’una e l’altra si invoca un pronto  soccorso. Tornadi veri e propri che scompigliano l’ordine naturale, l’animo umano che è sempre più confuso. In testa battono parole come vaccinazione, richiami, buster, piattaforma, positività, negatività come le pile- e +, speed, tampone, tracciamento, quarantena fiduciaria…….green-pass, aumento del contagio, dei prezzi, del pane, della frutta…. Virus e crisi economica insieme camminano  lasciando sulla strada, il primo, morti,patologie invalidanti , problemi psicologici e, per fortuna, anche guariti,….. e disoccupazione e aumento di prezzi l’altra. Due i rimedi a soccorso e a prevenzione di eventi ancora più drammatici. Correrenella vaccinazione e adottare misure restrittive di contenimento del contagio, prevedendo per alcune regioni più a rischio il cambio di colore. Per l’economia che va un po’ giù e un po’ su ,tamponare con contributi  possibili grazie al PRNN.  Ormai  è assodato che i decisori politici deliberino più ristori per le aziende energivore , per le imprese in difficoltà di fronte all’aumento delle materie prime ad evitare dislocamenti di attività all’estero e licenziamenti,  per le famiglie meno agiate per le quali già  predisposti e corrisposti altri aiuti ,  bonus  figli,  fittocasa, assegno di disoccupazione , reddito di cittadinanza, di emergenza, sostegno minimo o come altro li si voglia chiamare.I cittadini di una fascia sociale media, lavoratori o pensionati che siano, sono quelli a cui è chiesto di non scoraggiarsi di fronte al carovita, di essere resilienti, di credere nei sogni, di lottare per realizzarli.  Occorre riflettere come attuale torna il passato torna in soccorso al moderno presente nelle parole di un detto:”Chiù scur d’a menzanott non potess”( Vedere più nero del buio di mezzanotte non si deve). Essi, i consumatori della classe media, non hanno “prefiche”sindacali o politiche che a Roma piangano per loro una ridotta capacità di spesa , che “minacciano”, come si suol fare per altre categorie, uno sciopero e un blocco delle attività. Quale, poi?Né si pensa, oggi, di fronte ad un aumento del prezzo del pane, di organizzarsi e manifestare sotto i municipi come per i tempi passati quando il costo maggiorato di 5 lire faceva muovere le piazze. E i prezzi, soprattutto in questa situazione di emergenza, sono aumentati già prima che si parlasse di questo . Nei supermercati, dai fruttivendoli, gli indicatori del costo di un prodotto sono sempre pronti alla variabilità in rialzo. I cosiddetti sconti riguardano spesso ciò che non costituisce una necessità per il consumatore o con scadenza prossima. Eh già, è il libero mercato che libera il laccio dei prezzi!  E’ così che i ricchi divengono più ricchi e i poveri più poveri. Ci si dovrebbe consolare forse con le iniziative benefiche che tanto pubblicizzano ”i potenti”commercianti a Natale concedendo contributi per illuminare le città a festa e farci distrarre con il naso all’insù dai colori , abbagli luminosi e musiche di buonismo occasionale, mentre già preparano per il dopo festa un programma di recupero. Sotto le luci, abbassando lo sguardo solo  spiccioli di consolazione, c’è la miseria, lo stento, la consapevolezza che tutto ha uno scopo . L’immagine e il maggior profitto. “ Nessun commerciante si metterebbe a lavorare se non sperasse di trarre profitto dalla sua attività”(Martin Lutero) . Per loro l’aumento dei prezzi è ammortizzato dalla necessità del consumatore . Chi paga l’aumento è sempre il consumatore, è lui che mantiene vivo il mercato. Per lui  una sola arma a disposizione. Il risparmio, la rinuncia ad abitudini alimentari non necessarie.E’ questa la vera resilienza ed è nel cambiamento, nel sapersi comportare nelle situazioni difficili ricorrendo alle migliori soluzioni per non farci rubare l’unica speranza che ci resta , il sogno di una vita che non è manovrata e condizionata dall’economia e dai falsi messaggi.  Essa risiede nel combattere i nostri vizi, correggere le comode abitudini, eliminare lo sperpero.  Ricordare che le nonne  al fuoco della legna che ardeva nel camino cuocevano i ceci nella” pignata”, usavano consumare il pane raffermo per una saporita “cialledda”,portavano a tavola i legumi e non il Sushi, mangiavano i prodotti di stagione e non i mango e gli avocado . Usavano  l’acqua piovana per il bucato a mano con il mastello di legno e l’acqua “di sole”, ad indicare la fonte di calore che la rendeva tiepida, per un bagno nella tinozza. Il sapone fatto con l’olio che nelle case non mancava. La carne prevalentemente di pollo o tacchino cresciuto nel proprio”iaddnar”(pollaio). E sono vissuti nei sacrifici, in un’unica stanza o due , illuminate da un solo lampadario o lampadina che si accendeva solo con il buio.  E allora incominciamo a fare tesoro del passato e diamo un taglio ai consumi. Usiamo al minimo la luce artificiale,usiamo  l’auto il meno possibile per la salute del corpo e della tasca e se si abita in un paese ed anche le cicoriette selvatiche che al Sud si servono con le fave” bianche”( sgusciate) ,  “erbe spontanee” che agli angoli delle case basse il contadino vende , sono oggi più care , basta allontanarsi nei dintorni dell’abitato per zapparle senza fatica dalla terra che le dona senza un prezzo . E’ difficile tornare indietro ma  provare le buone pratiche del passatoo solo pensarci ci potrà liberare dall’eccessivo consumismo e dallo spreco, oltre che dal ricatto continuo che è uno svuota-tasche. E ciò che forse sopra illustrato può essere provocatorio,  ogni giorno che passa personalmente devo riconoscere che un’insegnante che lavorava nella mia stessa Scuola, più anziana di tutte le colleghe, non sbagliava totalmente quando faceva raccogliere un pezzo di pane che dalle mani del  bambino volontariamente o accidentalmente era caduto per terra. Gli chiedeva fermamente di soffiare sopra e di mangiarlo perchè non andasse sprecato. E di fronte al nostro disappunto oltre alla riluttanza del bambino per  quella pratica educativa sì ma poco igienica , rispondeva dicendo che si tornerà al passato, che  quel presente  sprecone di cibi  non ne conosce la fatica, che il bambino si immunizzava  dai germi presenti nell’ambiente con i quali doveva convivere. Ma il Covid ancora era lontano…… .

 

 

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