CRONACA NERA SOPPRESSO IL CORPO NELLE FORESTE

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by Rocco Rosa e Antonio Morena (copertina di Antonio Morena)

Hanno cominciato con i vigili rurali, quelle che una volta si chiamavano le guardie campestri ed avevano come unico compito quello di controllare i boschi, le aree messe a dimora, l’abusivismo e l’utilizzazione impropria delle risorse pubbliche, ruscelli ecc. Fatto il corpo unico di Polizia municipale, queste figure specialistiche sono finiti o negli uffici, oppure davanti alle scuole. Poi è arrivata la volta dei vigili provinciali. Passate le competenze alle Regioni, la maggioranza si è imboscata negli uffici. Infine, in un crescendo iconoclasta contro l’ambiente, è arrivato lo smantellamento del Corpo forestale dello Stato. Le motivazioni sono sempre alte: razionalizzare, efficientare; la conclusione è sempre la stessa: smembrare, sciogliere, indebolire. Si, perché, il legislatore italiano è bravissimo nel disegnare delle leggi esemplari, dai valori alti, dalle prospettive concrete, salvo poi vanificare il tutto con un piccolo inciso, una virgoletta messa al posto giusto o una normetta transitoria, due righe in tutto che dicono il contrario di quello che l’intero testo aveva detto fino ad allora. Nel caso specifico, il Corpo forestale, 8500 addetti, dice la legge, transita nell’Arma dei Carabinieri. Bene, grandioso, significa che si farà finalmente un corpo militare a tutela dell’ambiente, tipo Noe ? Si potrebbe fare, ma si dà il caso che è stata la possibilità di scegliere, per gli addetti o gli agenti del CFS, altre amministrazioni, i parchi, oppure le Regioni. Anche questa una norma giusta, perché andare nei Carabinieri significa militarizzare il proprio lavoro, con tutto quello che ne consegue in termini operativi, di regole e di obblighi. E siccome molti, a cinquant’anni non se la sentono di servire militarmente lo Stato, ecco che un Corpo unito, valido nel suo lavoro, importante nella sua funzione di vigilanza dell’ambiente, finisce con l’essere smantellato. E che la cosa desta serie preoccupazioni non lo dice un fesso di giornalista, ma nientemeno che il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti,  il quale, prima della legge aveva così esternato “Siamo contrarissimi alla soppressione del Corpo forestale dello Stato, perché sarebbe come togliere all’autorità giudiziaria l’unico organismo investigativo in materia ambientale che dispone delle conoscenze, delle esperienze, del know-how e anche dei mezzi per poter smascherare i crimini ambientali”. Si vede come sono stati a sentirlo!

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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