CRONACHE DAL METAVERSO – ACCOMPAGNANDO GIUSEPPE GRANIERI NELL’ULTIMO SUO MONDO VIRTUALE

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CRONACHE DAL METAVERSO – ACCOMPAGNANDO GIUSEPPE GRANIERI NELL’ULTIMO SUO MONDO VIRTUALE

Lorenza Colicigno

Molti giornali di tiratura nazionale, i social, in primis, hanno annunciato la scomparsa di Giuseppe Granieri, guru del web e del virtuale, nato a Potenza nel 1968.

Ideatore e creatore nel 1996 di “bookcafe.net”, uno dei primi siti letterari italiani, dal 2000 in poi ha collaborato con Il Sole 24 Ore e La Stampa, L’Espresso, con periodici, tra cui Reset e la rivista de Il Mulino. E’ stato  professore a contratto presso l’Università di Urbino Carlo Bo. Ha lavorato in diversi settori connessi all’innovazione, dalla progettazione di musei a progetti gestiti dal Ministero dello Sviluppo o aziende come Gambero Rosso. Dal 2010 al 2013 ha diretto 40k, startup italiana per la pubblicazione di libri in digitale nel mercato italiano e internazionale.

 Giuseppe Granieri (foto di Alessio Jacona – commons.wikimedia.org)

Per chi lo ha avuto come “maestro” nei suoi laboratori all’Università di Urbino, così come per chi lo ha conosciuto nel vivo dell’esperienza di Post Utopia in Second Life, esperimento tecnologico e sociale da cui sarebbe scaturito il suo “Umanità accresciuta – Come la tecnologia ci sta cambiando”, edito da Laterza, è importante ricordarne la data di pubblicazione: 2009. Oggi il concetto implicito ed esplicito in questo titolo lo ritroviamo costantemente trattato dai tanti guru del digitale, che si sono moltiplicati nel tempo e che oggi affrontano lo stesso tema riferito all’IA. Era il 2009, dunque, l’anno di pubblicazione di “Umanità accresciuta” e traduceva le riflessioni di Granieri sull’esperienza degli anni precedenti in Second Life, realtà virtuale, tridimensionale interattiva, creata nel 2003 dalla società statunitense Linden Lab, che nel 2008 aveva raggiunto oltre dieci milioni di utenti, ridottisi nel tempo fino ai circa 600mila attuali (dato tratto da Osservatorio Metaverso). Già precedentemente, nel 2006, Granieri aveva pubblicato “La società digitale” e nel 2009 usciva anche “Blog Generation” sempre con Laterza. A sua cura lavori da cui emerge il suo amore per la scrittura narrativa e per il territorio: “Racconti rubati”, Literalia, 2001, “Linguaggi digitali per il turismo”, Apogeo-Feltrinelli, 2010, “Istruzioni per un racconto”, Literalia, 2000  Un’immaginazione la sua, in cui la visione del reale si arricchisce di utopie e di prospettive virtuali.

 

Le pubblicazioni cui Giuseppe Granieri ha affidato le sue competenze, i suoi interessi, la sua creatività

Nell’ebook “Ethobiome” Granieri, nella forma del romanzo di fantascienza, si pone l’interrogativo che muove la sua lettura problematica della tecnologia.”Ancora oggi non c’era una risposta a quella domanda: il sistema era indiscutibilmente il miglior veicolo per portare ordine e giustizia nel mondo, dato che decideva sempre per la soluzione con maggiori benefici per la collettività. D’altro canto era abbastanza evidente che la sua sopravvivenza non era più compatibile con nessuna forma di libero arbitrio. Era ancora vita umana quella di chi affidava la sua serenità alla tecnologia?”

L’ebook Ethobiome di Giuseppe Granieri

Post Utopia, la land di cui era owner con lo pseudonimo Junikiro Jun,  Giuseppe Granieri, ospitava un gruppo di giovani che oggi ritroviamo nel modo reale, alcuni radicati nel virtuale, studiosi ed esperti nel campo delle tecnologie della comunicazione e del 3D, docenti universitari, giornalisti, blogger, artisti, curatori di mostre e musei, allora ed ora giovani come lui del resto, sempre impegnati a sperimentare cosa volesse dire avere un avatar e vivere in un mondo digitale, dove tante comunità si incrociavano per discutere di temi relativi alla tecnologia, ma dove poi tutto diventava argomento per confrontarsi con se stessi, come persone e come avatar, per chiacchierare e ascoltare musica, indimenticabili le serate con Junikiro/G.G. nel ruolo di dj, le sue selezioni musicali sempre innovative e stilisticamente coerenti.

  Giuseppe Granieri alias Junikiro iun in Post Utopia

In Post Utopia si sono tenuti conferenze, laboratori di scrittura, sperimentazioni di luoghi inediti, come la Torre di Asian, mostre, come quella, storica, nella galleria The Greenfield Room, primo ambiente i cui si incrociavano le creatività di SL, site specific al centro della sim pensata e resa abitabile da Junikiro Jun/Giuseppe Granieri.

L’ambiete futuristico di Post Utopia

Junikiro Jun, owner di Post Utopia, tra indagine sociologica, creatività e innovazione (foto di Tonino Lane)

Giovani studiosi del web e del mondo 3d allora nascente formavano una delle prime comunità pensanti di Second Life, un’esperienza importante per tutti e per ciascuno, esperienza proseguita anche in Lucania Lab, Kublai, Vulcano.

La comunità riunita intorno a Giuseppe Granieri in Post Utopia (immagine del 2008 tratta da Luoghi Sensibili)

Tornato nel 2020 in una comunità virtuale, in Craft World, Giuseppe Granieri aveva ritrovato alcuni tra i suoi amici avatar di un tempo, nella sua nuova land unAcademy aveva ripreso il progetto attivo su Facebook, e non solo, di Unacademy Italia – Accademia non convenzionale della cultura digitale”. Se ne era successivamente allontanato, mantenendo comunque un dialogo con gli amici, avatar e personali, di sempre.

        Giuseppe Granieri e la comunità di unAcademy  in Craft World

Oggi nella land unAcademy in Craft World proseguono le attività nel nome di Giuseppe Granieri e vi sarà certamente conservato il ricordo da amici e amiche reali e/o avatar, che gli sono stati vicini/e, anche in modo virtuale, fino agli ultimi giorni della sua vita.

Giuseppe è stato d’ispirazione per molti, ma ciò non lo ha salvato dalla solitudine, dal senso dell’abbandono e della rinuncia, conseguenza della sua scelta di vivere a Pignola, un posto bellissimo, ma certo distante dai luoghi del cambiamento, della malattia  che  ha tormentato i suoi ultimi anni, della perdita dei genitori, circa un mese fa era scomparso suo padre, il suo sostegno, infine, del suo carattere deciso e anche tagliente, da un lato, ma dall’altro umanissimo, generosissimo.

L’addio a Giuseppe Granieri deve essere sobrio, come lui l’avrebbe voluto, l’addio a Giuseppe Granieri deve voler dire parlare di quanto egli ha dato, di quanto ha ispirato, potremmo fare i nomi di coloro che dei suoi insegnamenti hanno poi fatto una professione o se ne sono avvalsi per riuscire ad interpretare e spiegare sulle sue orme il significato dei cambiamenti epocali che stiamo vivendo. Oggi c’è solo un nome da ricordare: Giuseppe Granieri.

Ciò che rimarrà di lui, oltre alle sue  pubblicazioni cartacee e online, è legato a quanto della sua eredità culturale saprà riconoscere e divulgare chi da lui ha ricevuto tanto.

 

 

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Sull' Autore

Nata a Pesaro nel 1943, vive dal 1948 a Potenza. Già collaboratrice Rai e poi docente di Lettere, svolge dal 2000 attività di scrittrice e giornalista. Ha pubblicato quattro sillogi liriche: "Quaestio de Silentio" (Il Salice, Potenza 1992), "Canzone lunga e terribile" per Isabella Morra (Nemapress, Alghero 2004), “Matrie” (Aletti, Roma 2017), “Cotidie” (Manni editore, 2021). E' autrice di saggi letterari, tra cui "Pirandello tra fiction e realtà" (in AA.VV, Letture di finzioni, Il Salice, Potenza 1993), "Percorsi di poesia femminile in Basilicata" (in Poeti e scrittori lucani contemporanei, Humanitas, Potenza, 1995), “Il ruolo delle donne-intellettuali nelle società antiche” (in Leukanikà, XVI, 1-2, 2016). Appassionata dei dialetti e delle tradizioni lucane, è co-autrice dei testi "Non per nostalgia - Etnotesti e canti popolari di Picerno" (Ermes, Potenza 1997) e “Piatti Detti e Fatti della cucina lucana” (Grafiche Metelliane); per la Consigliera di Parità della Provincia di Potenza ha curato il testo “Quel che resta di ciò che è detto”, analisi della condizione della donna nella cultura contadina lucana. Sintesi delle sue lezioni come docente di scrittura creativa sono state pubblicate in volumi curati dalle Istituzioni culturali per le quali ha svolto quest'attività (Scuole, Biblioteche, Archivi di Stato). Con l’Associazione “ScriptavolanT” ha curato numerosi corsi di scrittura creativa, collaborando anche alla redazione del romanzo collettivo “La potenza di Eymerich”, a cura di Keizen. Sue poesie e racconti sono pubblicati in numerose opere collettive. Per Buongiorno Regione, rubrica del TGR Basilicata, ha curato interventi sulle tradizioni popolari lucane, sulla stampa lucana d’epoca e sulle scrittrici lucane. Per il sito www.enciclopediadelledonne.it ha pubblicato i profili di scrittrici lucane, come Laura Battista, Giuliana Brescia, Carolina Rispoli. Come wikipediana, è parte, in particolare, del progetto in progress “Profili di donne lucane”. In Second life ha curato la redazione del romanzo collettivo “La torre di Asian”. In Craft World e in Second life, come presso scuole e altre istituzioni, tiene corsi di scrittura letteraria. Il progetto-laboratorio “La Città delle Donne”, realizzato in Craft World, ospita i profili di 86 poete di tutti i tempi, tra cui alcune Lucane, ed è frequentato da scuole e cultori.

1 commento

  1. Segnalo che i racconti citati nell’articolo, così come il testo dedicato al calcio di cui è caricata l’immagine di copertina, sono opera di un omonimo.

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