CRONACHE DAL METAVERSO – INTERVISTA A ROSANNA GALVANI – ARTE TRA ARCHELOGIA DIGITALE E CONTEMPORANEITÀ (Prima parte)

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Lorenza Colicigno

CRONACHE DAL METAVERSO – INTERVISTA A ROSANNA GALVANI – ARTE TRA ARCHELOGIA DIGITALE E CONTEMPORANEITÀ (Prima parte)

Rosanna Galvani   

 


                                                                                    Roxelo Babenco

Rosanna Galvani alias Roxelo Babenco è da tempo un’istituzione nei mondi virtuali. Come gallerista in Second Life e in Opensim Craft World e come animatrice culturale è impegnata ad affiancare alle periodiche esposizioni nel suo Museo del Metaverso,  dove ospita artisti che operano nel digitali e nel mondo reale, un costante percorso di recupero, rilettura e conservazione di quanto è stato realizzato e di quanto è in continua evoluzione nei mondi virtuali, nel Metaverso, termine con il quale oggi prevalentemente definiamo l’insieme di tali mondi in modo sintetico, o nel Multiverso, come Galvani preferisce. Le abbiamo chiesto di parlarci un po’ di sé come persona e come avatar.

Intanto la ringrazio per questa opportunità, che non vorrei riservare solo a me stessa, ma vorrei dedicare agli artiste e alle artiste che si sono succedute nel mio Museo.

Pienamente d’accordo. Potremo, dunque, dividere in due parti questa intervista, in modo da dare il giusto spazio sia a lei come gallerista sia agli artisti suoi ospiti.

Grazie, in fondo sono loro i protagonisti di questa mia lunga esperienza di gallerista digitale.  Ho una formazione umanistica avendo compiuto studi classici. Ho lavorato nella Pubblica Amministrazione  fino alla data di pensionamento, svolgendo l’incarico di funzionaria del servizio cultura nel Comune dove risiedo, occupandomi di tutto quanto attiene alla gestione dei servizi culturali per i cittadini. Ho sempre coltivato, tra i miei interessi, l’arte contemporanea, con esperienze progettuali e organizzative nei mondi virtuali e nei luoghi fisici. Oggi sono una pensionata felice e mi dedico a tempo pieno al mio progetto , il Museo del Metaverso, MdM, in collaborazione con C.A.R.P. (Cybernetic Art  Research Project) di Laszlo Ordogh alias Velazquez Bonetto.

Quali le esperienze artistiche più significative vissute come gallerista, come artista e come fruitore?


Corriere della Sera, ottobre 2008 – Roxelo Babenco

Molte sono state le esperienze artistiche significative degli anni passati, ad iniziare dalla Mostra Rinascimento Virtuale, curata da Mario Gerosa a Firenze nel Museo di Storia Naturale, nel mese di Ottobre 2008, alla quale partecipai  con la grande Mostra Arena Call for Artists (https://www.flickr.com/groups/870017@N20/pool/page1), organizzata in collaborazione con Paolo Valente alias arco Rosca. In quell’anno 2008, io e Paolo Valente  fondammo uqbar.mediaartculture, un sodalizio artistico-culturale che ci portò con il Museo del Metaverso a varcare la soglia di Second Life per approdare nel mondo fisico in molteplici occasioni, dandoci l’opportunità di  vivere altre esperienze memorabili, quale la partecipazione  a FUTUROMA – La notte futurista a Roma (21 FEBBRAIO 2009) e a INNOVATION FESTIVAL a Milano (9 Ottobre 2010).  Non meno importanti sono stati i miei diversi interventi all’Accademia di Belle Arti di Macerata, su invito del Prof. Mario Savini, ad illustrare il progetto Museo del Metaverso agli allievi dell’Accademia.


FUTUROMA – La notte futurista a Roma

L’ultima rassegna d’arte e poesia realizzata in Second Life nel 2011 fu Art&Poetry, durata sei mesi. Il progetto che si prefiggeva l’intento di fare dialogare due generi nati dal basso, come la new media art (dei mondi virtuali) e la poesia in lingua napoletana, vide coinvolti 132 artisti/opere, 22 località virtuali e relativi proprietari, nonché l’autrice contemporanea di poesie in lingua napoletana Carmen Auletta. (https://artforpoetry.wordpress.com/)

Nella Primavera Estate del 2020 ho voluto riproporre il progetto Arena call for artists 2020, da Giugno a Settembre, una mostra collettiva di  otto artisti,  della durata di tre settimane per ogni artista, presso l’Arena


ChrisTower Dae – Installazione per Arena 2020

Art Gallery nella regione Ebla – The Cubes a Craft World. Ogni mese, da Giugno a Settembre, otto creativi  hanno esposto i loro lavori. L’ultima mostra di Settembre è ancora allestita, mentre le altre sono documentate nel sito web del Museo del Metaverso. (www.museodelmetaverso.org)

In occasione della mostra Arena 2020, ho avuto l’opportunità di conoscere la fotografa romana Adriana Miani che partecipò ad Arena con la sua mostra fotografica “Ebano”, dedicata alle donne etiopi. Nacque così una collaborazione artistica fra me e Miani che, in uno dei suoi viaggi, aveva realizzato un reportage sulla Basilicata. Con l’intervento degli artisti del Museo del Metaverso realizzammo un progetto entusiasmante , dal titolo “Lucania Terra Piena”,  una regione interamente dedicata alla Terra di Lucania, dove si mettevano in risalto tutte le peculiarità di questa regione italiana , con la sua storia raccontata attraverso pannelli esplicativi , ma anche con le realistiche foto di Adriana Miani e con le opere realizzate dagli artisti del Museo.

E’ un interessantissimo progetto, bello artisticamente e molto suggestivo ed evocativo delle atmosfere lucane. Chi volesse visitare la sim “Lucania Terra Piena”, deve effettuare una registrazione in Craft World (https://www.craft-world.org/page/en/register-an-avatar.php), scaricare il client/viewer Firestorm per Opensim per accedere nel mondo virtuale (https://www.firestormviewer.org/os-operating-system/) e cercare la regione sulla mappa, oppure contattarmi per un aiuto.

Molto importante per me è stata la partecipazione al MEET Digital Culture Center a Milano, avvenuta quest’anno, il 26 Maggio 2022, durante la quale ho avuto modo di presentare alcuni artisti del Museo e di raccontare la mia storia.

Ho dedicato una delle Cronache dal Metaverso a Lucania Terra Piena, e i miei lettori hanno potuto apprezzare l’impegno degli artisti a collaborare per rendere sempre più ricco l’orizzonte virtuale, non solo a esporre le proprie opere in mostre dedicate. Nel visitare le esposizioni Voxel 1 e Voxel 2 in Craft World e in attesa di visitare il prossimo Voxel 3, ho confermato la mia idea che sia importante lo scavo e il recupero di opere digitali, essenziali per ricostruire la storia di questi anni in cui i mondi virtuali sono rimasti una realtà di nicchia, ma comunque hanno segnato tante vite reali di artisti e di fruitori. Le rivolgo la stessa domanda che ho rivolto al mio precedente ospite, Laslo Ordogh alias Velazquez Bonetto, si riconosce nella definizione di archeologa digitale?

         Voxel , retrospettiva sull’arte di Second Life dal 2006 al 2012

Credo che le opere esposte in Voxel 1 e Voxel  2 facciano sicuramente parte di un’”archeologia dei mondi virtuali”, pur tuttavia riconoscendo ad esse la loro totale attualità, per  la proposizione di quei concetti a me e a Velazquez Bonetto  da sempre tanto cari, quali l’interattività, l’immersività e il pensiero generativo di un’opera che si può tradurre anche nella capacità dell’opera stessa di raccontare una storia; e queste opere di storie ne hanno da raccontare, storie che si identificano con i primi anni di successo del mondo virtuale Second Life e dei nostri progetti. Voxel 1 e Voxel 2 si riferiscono esclusivamente all’arte nata e concepita in Second Life, mentre Voxel 3  inizierà a mettere in mostra anche un’altra archelogia virtuale  che sarà quella di Craft World in Opensim, mondo dove il Museo del Metaverso è migrato già nel 2010, pur avendo lì un avamposto dal 2008 e dove risiede tuttora. Abbiamo potuto realizzare queste due retrospettive per il cospicuo materiale d’archivio rinvenuto nei nostri dispositivi di archiviazione, sia miei che di Laszlo Ordogh alias Velazquez Bonetto e anche grazie agli ebook realizzati nel corso degli anni dallo stesso Laszlo.

Vuole sottolineare alcuni frammenti di storie che Voxel 1 e Voxel 2 hanno riportato alla luce e alla memoria?

Gazira Babeli – Ursonate, installato a Voxel, Uqbar region

Per iniziare, la storia più significativa è quella di Gazira Babeli, la prima  artista italiana che realizzò mostre in una galleria fisica con opere create in Second Life (http://gazirababeli.com/). Artista e performer, personaggio misterioso già dalle sembianze, nonché per le scarse notizie che si avevano sul suo personaggio reale. Questa era la sua forza, la netta separazione fra la persona fisica e il personaggio virtuale. Gazira, Gaz per gli amici, aveva una sim archivio delle sue opere, Locusolus, già il nome mi ispirava molto e Locusolus diventò il mio rifugio, il mio pensatoio; quando volevo riflettere o quando avevo bisogno di stare bene, mi recavo a Locusolus e iniziavo a giocare con i tanti marchingegni che lei aveva sparso in giro per la regione. Ricordo che il più spassoso era una sedia che, appena ti ci sedevi, ti scomponeva l’avatar e allora la testa finiva al posto del piede o il seno al posto del sedere, era divertentissimo, bastava sloggare e l’avatar tornava a posto. Gaz era una scripter straordinaria e pertanto tutte le opere di Locusolus erano interattive, quindi il visitatore poteva passarci ore a giocare e a scovare l’angolo più fantasioso e divertente.Le correnti artistiche da lei predilette erano il surrealismo da Magritte a Duchamp e la Pop Art, perché lei sosteneva che queste opere trovavano in Second Life un ambiente idoneo dove essere rappresentate, mediante la citazione che ne veniva fatta. Gazira girò il primo film italiano di successo, realizzato in Second Life: “Gaz of the desert”, che si ispirava a “Simon of the desert “di Luis Bunuel. Nel 2007 si unisce a Second Front e insieme danno vita alla performance “The last supper” ( L’ultima cena). Chi fosse interessato a scoprire il mondo di Gazira Babeli, può visitare il suo sito www.gazirababeli.com dove si possono ammirare tutte le sue opere e video.

La Città Blog di Sarima Giha – Arena 2008

La seconda storia è quella della Città Blog di Maria Luisa Grimani alias Sarima Giha, un’opera complessa che trae ispirazione dal blog “Il fogliomondo di Sarima” , allestita per Arena 2008, a questo link  il testo dell’intervista che io feci a Sarima nel 2008. (https://mlgrimani.wordpress.com/2009/01/26/la-citta-blog-di-sarima/). Maria Luisa Grimani è un’artista milanese,  attiva anche nel mondo fisico.

 

La terza è quella di Second Front, il gruppo di performer più importante di Second Life, ma potrei andare avanti con molte altre storie significative, come quella di Patrick Moya, artista che opera ancora oggi più che mai in Second Life  e nel mondo fisico o come quella dell’Avatar Orchestra Metaverse, un gruppo di musicisti che faceva e fa ancora musica elettronica, i cui membri per suonare si collegano da diverse parti del mondo. Penso a Frieda Korda, di cui scovai le opere in una piccola galleria di campagna in Second Life , nel lontano 2007. In quell’anno girai Second Life in lungo e in largo per trovare artisti di talento e, in uno di questi viaggi, incontrai Frieda.

Patrick Moya – Installazione a Voxel, regione Uqbar

Fra gli artisti che hanno esposto ed espongono tuttora le loro opere al museo, si possono annoverare:

Dancoyote Antonelli,  Selavy Oh che non ha mai fatto mancare al Museo del Metaverso le sue straordinarie opere interattive e immersive,  Shellina Winkler, Solkide Auer, Luce Laval, Merlino Mayo, Fiona Saiman, Cherry Manga,  CapCat Ragu, Meilo Minotaur,  Wizardoz Chrome, Tosha Tyran,  Cherry Manga, Mistero Hifeng, Kikas Babenco e Marmaduke Aarado, Maya Paris, Betty Tureaud, Duna Gant , Cuirec D’Erc e tanti altri i creativi che hanno accompagnato l’esperienza di MdM, ma sarebbe troppo lungo menzionarli tutti.

Dovrei citare molti altri incontri e molte persone che nel 2007 mi incoraggiarono a perseguire l’obiettivo di attuare un progetto artistico-culturale in Second Life.

Penso a Zer Sewell , Sebei Sumaki, a Lucian Iwish , a Nicolas Sacks poi Nicola Reinerman, a Milla Milla Noel, a Reedmond Litton, compagni di viagio della prima ora , con cui ho condiviso idee, entusiasmi e soddisfazioni.

Come funziona secondo lei la relazione tra mondo reale e Metaverso, esiste un ponte ideale che li collega e che favorisce il passaggio degli artisti dall’uno all’altro?

Alcuni artisti che sono stati e sono in residenza al Museo del Metaverso hanno  proposto la loro creatività anche nel mondo fisico, vorrei citare Helissa Halasy, Daco Monday, Bryn Oh, Marco Manray,  Albertini&Moioli,  CapCat Ragu, William Nessuno, Cristian Ribichini, Raffaele Ciccaleni e molti altri.  Credo che il digitale favorisca l’espressione della creatività, e quindi è quasi naturale che si cerchino occasioni sia nell’uno sia nell’altro mondo, essi si integrano e si accrescono reciprocamente.

Come funziona l’economia di Opensim e in particolare del MdM?

Opensim è una piattaforma opensource che non significa  gratuita e nonostante le grid di Opensim siano proprietarie,  i costi per gli utenti sono molto ridotti rispetto  ai costi di Second Life, anche se gli owner delle grid  sostengono  spese di gestione di server affidabili e potenti.
(Tutte le offerte di Craft  si possono consultare al seguente link :
https://www.craft-world.org/page/en/home.php – Build your dreams: rent a region in Craft-World) In quanto all’economia del Museo del Metaverso, posso dire che esso non è un progetto che si sostiene economicamente, pertanto i costi relativi all’affitto delle sim, al sito e al dominio sono sostenuti da me. L’unico importante sponsor del Museo è Craft World ovvero Raffaele Macis. Ricevo inoltre piccole donazioni che sono importantissime, per sostenere l’attività del Museo e consentirci di investire, ad esempio, sui relatori da invitare ad una conferenza  per la quale necessita un esperto. O anche investire in pubblicità sul web, cosa molto importante poiché offre la possibilità di raggiungere nuovi utenti.  Nel sito del Museo si possono fare delle donazioni mediante il modulo PayPal.

In quali altri angoli di Metaverso ha avuto sede o ha sede il MdM?

Il Museo del Metaverso ha la sua sede principale in Craft World sulla piattaforma Opensim, con ben sei regioni attive: MdM, Ebla, Teti, Uqbar, Uqbar2, Alanna, quest’ultima è una regione 5×5 con mare navigabile, situata in un arcipelago di isole che forma una comunità di persone e progetti affini. Si ha a disposizione anche uno spazio in Second Life, nella regione Solaris, dove realizzare mostre e conferenze.
Il Museo del Metaverso ha aperto una sua posizione anche su Mozilla Hubs.

Ritiene di orientarsi verso gli NFT come gallerista digitale?

Ho pensato di entrare nel mondo misterioso degli NFT e stavo per farlo avvalendomi della consulenza di un esperto, quando mi sono resa conto che ne sapevo troppo poco e che ancora non ero pronta a buttarmi in una situazione che non avrei saputo controllare io stessa, pertanto ho fatto un passo indietro.
Sinceramente credo che non sia un mercato  redditizio per artisti sconosciuti, credo che artisti già famosi possano trovarvi il loro tornaconto , ma non gli artisti emergenti. Qualcuno afferma che si tratta di una bolla speculativa e che quindi rappresenta un alto rischio. Per il momento soprassiedo, ma quando la situazione apparirà più trasparente, potrei ripensarci. Per concludere mi preme dire che se è vero che con Voxel 1 e 2  io e Laszlo siamo diventati in qualche modo davvero, come lei diceva, “archeologi virtuali”, affinché le esperienze di cui ho parlato non cadessero nel dimenticatoio, come se non avessero mai avuto luogo, tuttavia siamo impegnati ancora oggi fortemente nei mondi virtuali, in Craft World Opensim in primo luogo , dove le collaborazioni con altre realtà presenti nella grid sono consolidate , penso a NoiLab e Noilab 2 di Tonino Lane, a Riprendiamoci di Sergej Zarf alias Mario Fontanella, Edu3D che fa riferimento ad un gruppo collaborativo in materia di educazione e formazione. Non disdegnamo peraltro incursioni in altri mondi, a partire da Second Life dove, ultimamente , abbiamo realizzato la mostra Emerald in Water, con relativa conferenza su Jack La Bolina di cui è stato prodotto un interessante podcast,  in collaborazione con Stefano Lazzari alias Stex Auer  e con il Summer Sailstice 2022.(https://anchor.fm/in-a-bottlefbclid=IwAR3PrTZ9lo5cyb3Du7ludQl74ckf7xtS7hCH6wBM6DaLy2XMAb34fZhbMxI).

La ringrazio e l’aspetto per la seconda parte di questa Cronaca dal Metaverso dedicata all’ “Arte tra archeologia digitale e contemporaneità”,  insieme ad alcuni degli artisti che hanno esposto e continuano ad esporre nel suo MdM e nel mondo reale.

 

 

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Sull' Autore

Nata a Pesaro nel 1943, vive dal 1948 a Potenza. Già collaboratrice Rai e poi docente di Lettere, svolge dal 2000 attività di scrittrice e giornalista. Ha pubblicato quattro sillogi liriche: "Quaestio de Silentio" (Il Salice, Potenza 1992), "Canzone lunga e terribile" per Isabella Morra (Nemapress, Alghero 2004), “Matrie” (Aletti, Roma 2017), “Cotidie” (Manni editore, 2021). E' autrice di saggi letterari, tra cui "Pirandello tra fiction e realtà" (in AA.VV, Letture di finzioni, Il Salice, Potenza 1993), "Percorsi di poesia femminile in Basilicata" (in Poeti e scrittori lucani contemporanei, Humanitas, Potenza, 1995), “Il ruolo delle donne-intellettuali nelle società antiche” (in Leukanikà, XVI, 1-2, 2016). Appassionata dei dialetti e delle tradizioni lucane, è co-autrice dei testi "Non per nostalgia - Etnotesti e canti popolari di Picerno" (Ermes, Potenza 1997) e “Piatti Detti e Fatti della cucina lucana” (Grafiche Metelliane); per la Consigliera di Parità della Provincia di Potenza ha curato il testo “Quel che resta di ciò che è detto”, analisi della condizione della donna nella cultura contadina lucana. Sintesi delle sue lezioni come docente di scrittura creativa sono state pubblicate in volumi curati dalle Istituzioni culturali per le quali ha svolto quest'attività (Scuole, Biblioteche, Archivi di Stato). Con l’Associazione “ScriptavolanT” ha curato numerosi corsi di scrittura creativa, collaborando anche alla redazione del romanzo collettivo “La potenza di Eymerich”, a cura di Keizen. Sue poesie e racconti sono pubblicati in numerose opere collettive. Per Buongiorno Regione, rubrica del TGR Basilicata, ha curato interventi sulle tradizioni popolari lucane, sulla stampa lucana d’epoca e sulle scrittrici lucane. Per il sito www.enciclopediadelledonne.it ha pubblicato i profili di scrittrici lucane, come Laura Battista, Giuliana Brescia, Carolina Rispoli. Come wikipediana, è parte, in particolare, del progetto in progress “Profili di donne lucane”. In Second life ha curato la redazione del romanzo collettivo “La torre di Asian”. In Craft World e in Second life, come presso scuole e altre istituzioni, tiene corsi di scrittura letteraria. Il progetto-laboratorio “La Città delle Donne”, realizzato in Craft World, ospita i profili di 86 poete di tutti i tempi, tra cui alcune Lucane, ed è frequentato da scuole e cultori.

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