CRONACHE DI CARTA- VIAGGIO NELL’UNIVERSO DELLA SCRITTURA – INSEGUENDO PROFILI DI DONNE NELLE PAROLE DI ROSSELLA AMOROSI E NELLE PENELLATE DI ALBERTO BARRA

Lorenza Colicigno
Presentata recentemente nel Polo Bibliotecario a Potenza la silloge Sospesi nel tempo di Rossella Amorosi, edito nel 2023 da CSDSD, Centro di Studi diretto da Nicola Montesano, introduzione di Maria Delorenzo, presentazione accompagnata dall’esposizione di lavori del pittore e poeta Alberto Barra.

La locandina dell’evento di presentazione di Sospesi nel tempo, opera prima di Rossella Amorosi
L’esposizione delle opere di Barra culmina nella simbolica donna sulla croce, vittima di violenze perpetrate su di lei da sempre nelle forme più diverse, fino al femminicidio, violenze di cui forse neppure oggi si valuta correttamente da parte di tutti e tutte la portata culturale e sociale. Il primitivismo colto di Barra accentua il protagonismo della donna con pennellate decise ed essenziali che penetrano nell’intimo delle protagoniste, ora madri immerse in un’atmosfera di pietà verso il figlio, ora amiche, ora amanti, sempre accompagnate da elementi naturalistici con riferimento simbolico alla terra madre. Un viaggio pittorico, quello di Barra, nel corpo e nei sentimenti delle donne, un omaggio al loro punto di vista sul mondo.


Alcune delle opere di Alberto Barra in esposizione nel Polo Bibliotecario di Potenza
Rossella Amorosi ci porta per mano in un suo viaggio ai confini della poesia, nel territorio della riflessione sul proprio destino e su quello di tutte le donne.

Relatori e relatrici intervenuti alla presentazione di Sospesi nel tempo, opera prima di Rossella Amorosi

Un momento dell’evento con Cinzia D’Agostino, Yvette Marchand e Rossella Amorosi

Il pubblico presente all’evento
Come in ogni viaggio le partenze e gli abbandoni, i ritorni, le pause nei luoghi propri, dove ci sono le radici, le ripartenze per territori sconosciuti, dove forse abita ancora la speranza, le carrellate di immagini attraverso i finestrini della memoria tra un passato e un presente dolorosi e assorbiti dal silenzio e dalla solitudine, tra eventi personali e incursioni nei destini di tutte le donne, sentite come figlie, madri, amiche, sempre come sorelle legate da un destino comune. Questo destino ha due volti opposti, quello dell’amore, dove trova spazio la fisicità di gesti complici di passione e di desiderio, conservati come in una teca preziosa:
C’era un tempo dove tutto era fuoco,
fiamma viva che bruciava dentro,
il tempo delle mani sul tuo corpo e delle schiene inarcate.
C’era il tempo del respiro affannoso
e delle notti dalle bianche lenzuola.
C’era il tempo di sguardi voraci e di bocche unite.
C’era il tempo di parole vicine e di corpi abbracciati
che si risvegliano all’alba
per tornare a congiungere le mani.
A questo destino di piacere e di condivisione, si oppone quello della violenza, dov’è inutile cercare l’amore, al cui posto domina il possesso e il disprezzo. Da questa violenza si crea un labirinto di solitudine, in cui, tuttavia, si intravede una luce di speranza..
La mano che colpisce ancora una volta la guancia mi fa meno male
del rumore dei suoi passi che avanzano minacciosi verso di me
e mi stupisco ancora una volta di come quel rumore
può diventare silenzio.
Mi raggomitolo nella voragine dell’oblio
per non ricordare le tante volte che l’ho ascoltato.
Ancora una volta la sua voce berciante
arriva a me come un dardo che mi trafigge l’anima.
Oggi come ieri, domani come oggi,
ancora una volta col capo poggiato nel labirinto della mia solitudine
folate dense di nebbia mi velano gli occhi
e ancora una volta, rivoli trasparenti scendono velocemente e
ancora una volta, l’ultima, in quel silenzio all’improvviso la mia
anima ferita e buia viene illuminata da una fioca luce
e cerco, ancora una volta, il sole
alzo il capo e rinasco come un girasole
e le mie lacrime diventano semi caduti a germogliare
nel grembo materno della terra.
Un’altra serie di immagini speculari occupa lo sguardo di Amorosi ed è quella che ha come protagoniste le sue radici lucane. La terra delle origini, infatti, è osservata e descritta da due punti di vista diversi. Il punto di vista descrittivo, tipico di certa poesia meridionale, come in Lucania
Questi tetti asimmetrici
su paesi arroccati costruiti sul nulla
tra malinconia e fierezza,
queste pietre vissute in solitudine
in cima a pascoli e a secche fiumare,
queste mura vecchie di storia
che riecheggia ancora tra castelli e cortili,
questi bianchi calanchi che sussurrano nomi,
queste vie strette
dove ancora si ode vociare di donne e profumi di mosti,
quest’ombra di pini loricati che raccontano echi di donne e uomini
che con fatica hanno vissuto nella caparbietà e nella laboriosità,
questi boschi che nascondono leggende di santi e briganti
e la brezza marina che nasconde nel sale secoli di millenaria
sapienza e pazienza.
Il punto di vista interiore ci regala una prospettiva intima e sofferta, da cui emergono, non a caso, non tanto immagini quanto voci dialoganti un tempo, mute ora. Certo è che è nell’oblio e nel silenzio che matura la riflessione poetica di Rossella Amorosi ed è lì che matura un senso di rinascita .
Come vorrei riascoltare le voci
che appartengono ormai solo al silenzio.
Voci delle mie radici e di quelle del tempo.
Voci uniche e piene d’ amore.
Voci che sono rimaste nel cuore e nella testa
e che riecheggiano forte soprattutto nei giorni più tristi.
Voci acute e forti
che mi aiutano a salire le scale tortuose della vita.
Voci che nessuno e nulla potrà mai cancellare dalla mia memoria.
Vorrei riascoltarle per un attimo
per avere la forza e la speranza per continuare a vivere.
Mi illudo che possano riecheggiare ancora
mentre la vita scorre veloce
come granelli di sabbia tra le mani.
Immaginiamo Rossella Amorosi percorrere gli impervi sentieri della sua terra, intenta con non molte speranze a risvegliarne la vitalità perduta. vitalità di cui pur la memoria tenacemente resta testimone, ma l’immaginiamo anche avventurarsi sui percorsi senza confini della terra madre con la sua naturale vitalità sempre rinascente.
Nasciamo “viaggiando”
e in un tortuoso cammino proseguiamo il nostro peregrinare.
Continuiamo il nostro viaggio in un viatico immaginario,
ma che cos’è un viaggio
se non involarsi per imbattersi nell’infinita certezza della libertà.
La vita stessa è il viaggio e passo dopo passo assapori le soste,
la tregua e la ripartenza attraversando strade fatte di sogni
e di aurora per proseguire verso mete senza fine.
E proprio con questa identità di viaggiatrice che l’autrice si congeda dai suoi lettori e dalle sue lettrici, rafforzando così la propria identità di esploratrice di ricordi e di parole che possano evocare altre memorie e altre riflessioni sul destino di ogni donna, dell’umanità, della natura stessa, identità che si può ipotizzare la condurrà verso altre imprese poetiche.
Sono fatta di lunghi viaggi e di mete lontane.

Rossella Amorosi
Rossella Amorosi è docente di danza e coreografa dal 1997. Ha svolto ricerche e studi sulle danze tipiche dei paesi Arbëreshë, dell’area del Pollino Lucano e della Val D’Agri, sulla tradizione campana delle tammuriate e su tradizione e riti del tarantismo con partecipazione a convegni e seminari di studio con associazioni di riferimento quali l’AIRDAnza e l’Accademia Nazionale di danza di Roma, nonché Stages di approfondimento. Si è esibita con i maggiori esponenti della tradizione popolare campana: Fausta Vetere e Riccardo Sfogli. Per l’associazione L’Altrosuono di Potenza, con cui collabora attivamente, ha tenuto corsi di danza gratuiti rivolti a persone con difficoltà o disagio socio-culturale. Rossella Amorosi ha prestato la propria consulenza come coreografa, consulente storica e organizzatrice di parate storiche tra le quali quelle svolte a Muro Lucano, di cortei storici presso il castello di Brienza dove si è esibita con gruppo di danze storiche. Con “Sospesi nel tempo” è alla sua prima pubblicazione.

Alberto Barra
Alberto Barra, laureatosi all’Università Statale di Milano con una tesi in Filosofia del Diritto, diventato avvocato, svolge per alcuni anni la professione a Milano, dove si dedica anche alla pittura, riscontrando l’interesse degli ambienti di Brera. Ritornato nella sua Lucania, amici e intellettuali lo invitano a non abbandonare la scrittura e la pittura. Espone i suoi quadri a Contursi Terme nel Castello della Principessa Pepe e in una collettiva a Tolve. Nel 2018, realizza una mostra personale al Teatro F. Stabile di Potenza. Nel 2020, partecipa ad una collettiva nella Cappella dei Celestini. Nel 2021 realizza una cartolina ed un timbro di annullo “danteschi” per Poste Italiane, cartolina diventata attualmente il cartello di benvenuto a Sasso di Castalda e recentemente approdata in Cina dove è stato regalata al Console italiano di Canton. Ha partecipato a mostre personali e collettive in molti paesi della Basilicata e nel capoluogo, Potenza, e ha illustrato un libro di racconti creativi su Dante e, nel 2022, con 23 tavole, un altro su Pasolini, nella duplice veste di pittore e anche scrittore. Inoltre, è stato presentato a Potenza e a Brienza, una sua silloge di poesie dal titolo: “Io, ingordo amante, sulle rive del Melandro”, la cui copertina è un dipinto dello stesso artista.