DA AMAZON A VALICENTI E UN PIZZICO DI CRISI REGIONALE

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

Caro Onorevole Blasi, riprendiamo i nostri dialoghi che, dopo la pausa estiva, avranno una cadenza più o meno mensile. So che lei ha comunque molto lavorato. L’ho vista impegnato in diversi cartelloni culturali, ma alla fine di questa chiacchierata ne parliamo, naturalmente. Intanto, partiamo come sempre dal dibattito nazionale:  il Green Pass diverrà obbligatorio per tutti i dipendenti statali e privati e persino la Lega alla fine ha accettato questa soluzione. Anzi, diciamo l’ha voluta la Lega delle Istituzioni ….

E meno male. Intanto la saluto, dott. Pisani. Certo parleremo anche di cultura, che, per certi versi, è pure meglio, vista l’aria che tira in altri settori. Il dibattito sul Green pass è appesantito dalle posizioni strumentali e di propaganda di alcuni partiti. Soprattutto quello della Giorgia Meloni. Io sono per rendere più stringenti le regole sulle vaccinazioni e sono favorevole ad un uso ampio  e condiviso del Green Pass. Che grande lavoro ha fatto l’ex allievo salesiano dell’Oratorio di Potenza, per noi era Ciccio, ora è il mitico generale Figliuolo.  Non vedo, all’orizzonte, alternative agli strumenti che si stanno adottando. Non capisco la posizione ideologica, così radicale e violenta nel linguaggio e non solo dei No Vax.  Mi sembrano una minoranza arrogante ed ignorante, al limite di ogni ragionamento razionale. Sulla Lega ha detto bene Lei. Anzi, credo che nei prossimi mesi il dibattito interno fra governisti e movimentisti si farà più acceso. Ma, almeno la Lega, ed aggiungo il Pd, danno  l’idea di essere ancora  due partiti che  dibattono, con organismi interni e diversificazione territoriale.  Per il resto vedo gente pavida, leadership cariche di retorica o debolissime. Un mercato della politica assai improbabile, molto mediocre.  L’offerta è ai minimi termini, è tale da far prevedere un forte astensionismo, una disaffezione da parte dell’elettorato. I sondaggi ci dicono che il partito più grande è quello degli indecisi, quello di chi non ha scelto e non sa scegliere. Guardi al popolo dei Referendum. Milioni di persone, più di due,  che hanno firmato diversi Referendum, da quelli sulla giustizia, al fine vita, alla liberalizzazione delle droghe leggere.  Un Parlamento arreso a quattro presunti leader politici, incapace di fare il  proprio lavoro, arenato su un dibattito inutile come quello del Gren pass, mentre la gente firma e partecipa ai dibattiti veri, che riguardano la vita di milioni di cittadini, ma lo fa, purtroppo fuori dalla rappresentanza democratica.

Lei è un noto liberal, aperto sulla società dei diritti e sensibile ai temi propri delle libertà personali e della democrazia. Che ne pensa della posizione di Cacciari su questi temi?

Massimo Cacciari, su posizioni progressiste e Nicola Porro, su posizioni liberali portano avanti una comune battaglia contro i governi dell’emergenza, a favore di una democrazia meno decisionista e più plurale. Contro i governi tecnici. Sono entrambi, a partire dalla persona, per il primato della politica. Ed io, con loro. Ma stia sicuro, sia Cacciari che Porro sono vaccinati, hanno il Green pass ed ogni volta che entrano in una televisione fanno il tampone. La pandemia mette in gioco le nostre vite e va combattuta con gli strumenti della scienza e con una legislazione responsabile. Io condivido ogni scelta del presidente Draghi. Altra cosa è il tema dell’emergenza democratica, dei poteri tecnocratici, della crisi della democrazia rappresentativa e del ruolo dei parlamenti. L’Europa sembra iniziare a capirlo. Sa, mi viene in mente il Principio di Sussidiarietà. Più poteri e risorse agli enti vicini alla persona, al territorio, alle famiglie e alle imprese. I Comuni in Italia non sono sostenuti come si dovrebbe. Le Regioni andrebbero ripensate. Troveremo il modo di parlarne nei prossimi mesi.

Tra pochi mesi avremo l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Qualcuno tifa per un nuovo mandato a Sergio Mattarella. È fantapolitica?

Dott. Pisani, questa cosa l’ho già affermata nei nostri dialoghi. E’ un principio improprio ma assoluto: In politica, mai dire mai. E’ possibile che Mattarella faccia il bis. Lui, però, non vorrebbe e, soprattutto, non vuole un mandato a termine, che per altro in Costituzione non esiste. Ricordiamo ai nostri lettori che l’attuale Capo dello Stato è stato un giudice costituzionale. Dopodiché assisteremo ad un balletto di posizioni, a cerini che bruceranno dita, ed anche a qualche lacerazione all’interno delle così dette coalizioni. Che per me, visto il sistema elettorale fortemente proporzionale, finiranno per sfasciarsi del tutto. Le faccio, comunque, due nomi, oggi molto accreditati. Siamo entrambi giornalisti e sappiamo che alcuni commenti, meritano un contorno ghiotto per attrarre il lettore. Ecco i nomi: Mario Draghi e Marta Cartabia. Prevedo anche un’intesa fra Matteo Renzi e Matteo Salvini. La variabile impazzita è Giorgia Meloni. Che, però, in parlamento ha pochi voti, non certo quelli che le vengono attribuiti dai sondaggi.

Andremo probabilmente a elezioni a scadenza naturale. Ho avuto l’impressione che il centrodestra granitico ora non lo sia più… Che ne pensa?

Se Draghi diventa Presidente della Repubblica certamente sì. Andremo dopo pochi mesi al voto. Se il Presidente, invece, sarà un’altra personalità staremo a vedere. La legge elettorale, come le dicevo, è per il 75 per cento  proporzionale ci offrirà alleanze tecniche, ma non politiche. Le coalizioni, come quelle della così detta seconda repubblica, non esistono più. I governi si faranno in parlamento come avvenuto in questa legislatura. Ogni partito tirerà l’acqua al proprio mulino, stop. Ed, aggiungerei, purtroppo.

Il Ministro del Lavoro Orlando incontra i vertici Amazon e la multinazionale a sorpresa o quasi, sembrerebbe aver annunciato che ha scelto la Basilicata per il suo centro di smistamento per il Mezzogiorno. Personalmente la vedrei come un’opportunità di sviluppo per il debole tessuto economico lucano…

La Basilicata, ha già una presenza industriale significativa. Questo pesa nell’eventuale scelta. Leggo commenti di opinionisti e di qualche politico sprovveduto che parlano di “deserto”, di “assenza di attività produttive”. In Basilicata investono, producono e danno molto lavoro Eni e Total. Lo fanno al massimo livello. C’è Stellantis a Melfi (ex Fiat) con il suo indotto. La Ferrero di Balvano, la Barilla e le grandi industrie di trasformazione del grano. Ci sono diverse aree industriali ben  infrastrutturate. Non siamo all’anno zero. Manca una visione progettuale. Anche un ragionamento strategico attorno alle risorse aggiuntive.  Ma non siamo messi malissimo. Amazon, quindi la logistica e la nuova grande distribuzione di beni e merci, sarebbe perfetta.  Una manna la sua presenza nel potentino. Nascerebbe un hub strategico formidabile. Manca, però, un aeroporto. Non dimentichiamolo.  Provo a spiegare bene e in poche parole cosa potrebbe accadere. La possibile piattaforma logistica di Amazon creerebbe un’area di movimentazione e stoccaggio delle merci, collocata a monte dei terminal portuali di Gioia Tauro, Salerno e Taranto, integrata con un sistema di trasporto intermodale. Sarebbe dotata di magazzini, servizi gestionali, informativi e telematici e anche di capannoni, dove potrebbero essere svolte attività manifatturiere per trasformare i semilavorati in prodotti. Per molti versi si tratta di un ampliamento del vecchio concetto di interporto. Le notizie che ho sono, però,  contraddittorie, sommarie e ancora troppo poche. E’ come se fossimo  ai mandati esplorativi. Soprattutto non c’è una presa di posizione ufficiale di Prime e Amazon. Aspettiamo, anche se la scelta della Basilicata centrale, di Tito, della sua area industriale in particolare, avrebbe una sua logica strategica e geo politica…

A proposito di Attività Produttive e di centrodestra. Le dimissioni di Franco Cupparo come le ha interpretate? Cupparo è un uomo che proviene dalla gavetta non solo lavorativa, ma anche politica. Insomma i voti li ha e ha un consenso granitico.

Quando ero Consigliere Regionale e poi Parlamentare ho conosciuto un giovane Franco Cupparo.  Imprenditore dinamico. Non mi è mai parso avere dimestichezza, neppure interesse eccessivo per il mestiere della politica. Ma non gliene faccio una colpa. E’ anche un fatto caratteriale. E’ diventato sindaco perché, quasi inevitabilmente, e per sua lungimiranza, la  comunità francavillese lo ha individuato come guida e punto di riferimento. Detto questo, lui si è dimesso per ragioni politiche. Forza Italia sta vivendo in Basilicata una faida di potere fra diverse micro correnti. Ci si sta posizionando per le elezioni politiche. Candidature che fanno gola. Soprattutto l’essere capolista alla Camera dei deputati, che garantirebbe ad una buona percentuale, l’elezione in Parlamento. Cupparo lotta contro Moles e si avvale di un’alleanza territoriale, quella con il mio vecchio amico Franco Piro. Altro imprenditore brillante prestato alla politica. L’obiettivo di Cupparo era ed è scalzare Moles. Ricordiamo che anche il Presidente Bardi, che pure vorrebbe essere candidato alle prossime elezioni  politiche, sarebbe di Forza Italia. Scrivo “sarebbe” perché da Roma mi sussurrano che l’ex generale avrebbe avuto interlocuzioni con Giorgia Meloni. Ma, ormai, lo sanno anche le pietre, il campo di Fratelli d’Italia, in Basilicata, è troppo affollato. Qualcuno pensa ad uno scambio di posizioni fra Bardi e un esponente di Fratelli d’Italia. Devo dire la verità …  mi appare surreale.  Andare alle elezioni regionali in anticipo per  favorire carriere personali non sarebbe compreso dai lucani. Dott. Pisani, molti lamentano il silenzio di Bardi nella vicenda Cupparo. Sa cosa penso. Che sia tattico questo silenzio. Che il Presidente provi a far  emergere agli occhi di Tajani una  propria affidabilità rispetto a Cupparo e Moles. Detto questo diciamo anche  quanto sia sbagliata la riforma dello Statuto, introdotta da un maldestro centro sinistra qualche anno fa. Si è istituita la figura ibrida  dei consiglieri supplenti. Una vergogna, uno schiaffo agli elettori e alla rappresentanza. Esci tu, entro io, poi tu esci di nuovo. Invece che uno stipendio se ne pagano due. Mi dispiace per Dino (Gerardo Bellettieri). Sta vivendo ore complicate e non se lo merita.

Federico Valicenti

Dicevamo, Onorevole Blasi, dei suoi impegni culturali…

Siamo andati un po’ lunghi. Ne parliamo meglio nel prossimo dialogo, che sarà il decimo. Dott. Pisani, passano i mesi e non ce ne accorgiamo. Sono stato a Pietrapertosa al Borgo Festival. Bellissimo. Bravi l’architetto Dragonetti e l’amministrazione locale. Il cartellone su Dante a Potenza credo abbia un alto livello, di caratura nazionale.  Molto bene l’assessorato alla Cultura. Abbiamo fatto e stiamo facendo, con Ateneo Musica Basilicata, l’Accademia Tiberina e tutta la rete delle associazioni che hanno aderito, un buon lavoro. Segnalo il 20 ottobre al Teatro Stabile a Potenza (sipario, ore 19,00) la presentazione del libro dello Chef,  Federico Valicenti:  “Cibando Alighieri Dante”,  edito da UniversoSud, su un’idea del prof Nicola Pascale. Contiene, oltre che una riflessione sulla cibosofia, ricette storiche e medioevali, anche una mia lunga ed intensa intervista al  padrone di casa di Luna Rossa, mitico ristorante di Terranova sul Pollino, locale del Maestro di cucina e di vita, Federico Valicenti.

 

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