DALLE STERLINE AI ROLEX, LA STORIA DEI TOMASCO A POTENZA

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PAGINE PER UNA STORIA DEL COMMERCIO A POTENZA

LUCIO TUFANO

Era finita l’epoca delle storiche gioiellerie dalla clientela borghese, le affermate gioiellerie di Cusano e Graziadei di via Pretoria. Nelle feste del Patrono le contadine in festa si adornavano ancora di collanine e orecchini di oro rosso da 12/14 carati, e dopo le monete Amgot e i dollari non si conoscevano ancora le sterline.

Fu Angelo Tomasco, dipendente della Polizia, che con inaudita passione riusciva a farci vedere le prime sterline in oro che egli usava gestire come hobby e vendere agli amatori per lire 6 ciascuna.

Angelo Tomasco si può definire un pioniere del gioiello fin dalla sua venuta a Potenza daCasalvelino di Salerno.

IL CAPOSTIPITE ANGELO TOMASCO

In giovanissima età era stato assunto dalla Polizia di Stato a Roma, dove soggiornò per un lasso di tempo prima di trasferirsi a Potenza. Lì prestò servizio presso la Questura locale.

Da subito dimostrò la sua passione per gli orologi occupando il suo tempo ad aggiustarli. Passione che lo spinse in modo riservato a vendere qualche orologio ai colleghi e conoscenti. La cosa funzionò e decise così di congedarsi dalla Questura per avviare la nuova attività di commerciante.

Aprì il primo negozio a Tricarico nel 1950, successivamente trasferì la propria attività a Potenza nel 1954 nel Vico Fratelli Assisi n. 10, con risultati positivi.

Nel 1959, vista la buona clientela curata con garbo e disponibilità ad assecondarla, aprì in via Pretoria n. 159. Successivamente, nel 1972, aprì un altro punto vendita sempre in via Pretoria n. 186.

Angelo Tomasco capì, grazie al suo intuito, che gli anni ’50-’60 erano gli anni di progresso sociale e cimentarsi con serietà nella vendita di oggetti di lusso avrebbe rappresentato un sicuro investimento per sé e per la propria famiglia, al punto da richiamare da Casalvelino i fratelli Antonio ed Elia e di occuparli nello stesso settore.

Tomasco Negozio via Pretoria 186 aperto nel 1972

Non soddisfatto di tutto ciò, in seguito, trasmise la propria passione, perché di passione si parla, ai propri figli Pierluigi ed Anna che, completati gli studi superiori, si dedicarono a tempo pieno alla loro attività di gioiellieri.

Da allora le gioiellerie dei Tomasco fanno rilucere dalle vetrine i vari oggetti esposti con solerzia e cura perché i clienti possano avvalersene.

È questa una delle storie più interessanti che la città abbia avuto per il commercio di quella merce, la più delicata possibile, qual è il gioiello.

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Sull' Autore

Lucio Tufano

LUCIO TUFANO: BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE “Per il centenario di Potenza capoluogo (1806-2006)” – Edizioni Spartaco 2008. S. Maria C. V. (Ce). Lucio Tufano, “Dal regale teatro di campagna”. Edit. Baratto Libri. Roma 1987. Lucio Tufano, “Le dissolute ragnatele del sapore”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “Carnevale, Carnevalone e Carnevalicchio”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “I segnalatori. I poteri della paura”. AA. VV., Calice Editore; “La forza della tradizione”, art. da “La Nuova Basilicata” del 27.5.199; “A spasso per il tempo”, art. da “La Nuova Basilicata” del 29.5.1999; “Speciale sfilata dei Turchi (a cura di), art. da “Città domani” del 27.5.1990; “Potenza come un bazar” art. da “La Nuova Basilicata” del 26.5.2000; “Ai turchi serve marketing” art. da “La Nuova Basilicata” del 1.6.2000; “Gli spots ricchi e quelli poveri della civiltà artigiana”, art. da “Controsenso” del 10 giugno 2008; “I brevettari”, art. da Il Quotidiano di Basilicata; “Sarachedda e l’epopea degli stracci”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 20.2.1996; “La ribalta dei vicoli e dei sottani”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Lucio Tufano, "Il Kanapone" – Calice editore, Rionero in Vulture. Lucio Tufano "Lo Sconfittoriale" – Calice editore, Rionero in Vulture.

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