….DA QUANTO CIELO SI RIESCE A VEDERE”, L’ULTIMO LIBRO DI PAOLO ALBANO

0

ANGELA MARIA GUMA 

Presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico G. Galilei, nell’ambito del ciclo di conferenze programmate per la promozione culturale e la sensibilizzazione alla lettura, si è svolto l’incontro con Paolo Albano autore di un interessante lavoro dal titolo  suggestivo “… Da quanto cielo si riesce a vedere”.        

Dopo i saluti istituzionali della Dirigente Prof.ssa Lucia Girolamo, l’autore è stato presentato dalla Prof.ssa Simona Polese che ha introdotto le tematiche del testo e il metodo adottato all’interno delle classi coinvolte per analizzarlo e presentarlo. In seguito, gli alunni delle classi 5E,5O,5C e 5L guidate dalle docenti Polese, Guma, Romano e Marcantonio, hanno colloquiato con l’autore spaziando tra temi come sviluppo, cultura, sconfinalità e territorialità, algoretica e umanità. Tra passato e futuro, utopia e realtà, sognando un mondo migliore da realizzare. Sono trascorse due ore di interessante dibattito nel quale l’autore ha avuto la possibilità di esprimere interessanti considerazioni sul valore che alla cultura viene dato nella nostra regione, di descrivere le strategie di sviluppo presenti nel testo e soprattutto di dare consigli e insegnamenti sul valore della formazione e dello studio. Tra le tematiche esposte di grande interesse è stata l’esposizione delle dissonanze e corrispondenze, elementi necessari per esprimere la comunità, intese come fattore scatenante dello sviluppo di un territorio e del miglioramento della sua popolazione. In particolare, l’autore ha tenuto a ribadire il valore storico e la valenza culturale della Basilicata, terra dalla storia millenaria. Esemplificativa a tal proposito è stata la citazione alle evidenze presenti nei musei, in primis quelli di Metaponto e di Policoro nei quali come ha precisato Albano, sono racchiusi tutti i semi della nostra storia, a partire dai primi popoli che hanno abitato la nostra regione, per passare dai Greci ai Romani e fino ai popoli che hanno lasciato tracce come Bizantini, Longobardi, Arabi e Normanni. Questa terra dalla storia millenaria si è distinta perché ha cresciuto i suoi abitanti con discrezione, gesti semplici, abitudine al sacrificio e ancora oggi ospita luoghi e persone che possono narrare queste storie.

              

È stata pertanto evidenziata la necessità di riconoscere che i lucani sono sempre stati capaci di guardare lontano e che per questo è necessario che questa terra non sia svalutata. Da quest’ultima osservazione che è partito il monito ai ragazzi di rendersi protagonisti e promotori di cultura.

Alla fine dell’incontro l’autore è stato intervistato dagli alunni di Radio Galilei, a significare che la scuola punta ancora una volta sulla promozione culturale, la valorizzazione locale e la centralità dei giovani considerandoli i veri promotori del futuro della nostra regione.

Condividi

Sull' Autore

Lascia un Commento