Una proposta per prevedere l’istituzione di un “Fondo regionale destinato all’azzeramento / abbattimento del costo dell’energia in favore delle famiglie e delle imprese e/o soggetti aventi personalità giuridica di diritto pubblico o privato”: è l’idea che la Giunta regionale propone al Governo nazionale per integrare le norme attualmente in vigore. Una norma che prevede l’ampliamento della potenza degli impianti (fino a 50 MW) che rientrano nella procedura semplificata e l’obbligo di cessione per 15 anni dell’energia prodotta in questi impianti al GSE.
“Con la nostra proposta emendativa – spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Territorio ed Energia Cosimo Latronico – che peraltro trova il consenso di altre Regioni, puntiamo a stabilire che il GSE, attraverso una concertazione, trasferisca di anno in anno la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili riservata alle Regioni per perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione. In considerazione del notevole impegno della Regione Basilicata nel perseguimento dell’obiettivo della transizione energetica, sarebbe auspicabile che la norma attualmente all’esame del Governo e del Parlamento possa adeguatamente coinvolgere e salvaguardare gli interessi delle comunità locali, attraverso politiche di compensazione ambientale, analoghe a quelle già attivate per le concessioni minerarie, come ha più volte evidenziato il presidente Bardi”.
Iniziativa condivisa dalle Regioni Calabria e Sicilia.
“Ho detto e ripetuto – spiega Schifani – che non c’è uno stop immediato alle autorizzazioni per il fotovoltaico, ma che prenderò questo provvedimento: anche la Regione ha diritto alle compensazioni per i grandi impianti che vengono realizzati qui”. “Ho deciso a breve di sospendere le autorizzazioni. – aggiunge Schifani – A breve, non domani. Uno spazio temporale che mi consentirà di aprire una interlocuzione con il governo per arrivare alla rivisitazione del comma 6 dell’articolo 12 del decreto legislativo 387/2003 che prevede la impossibilità per le regioni di avere compensazioni mentre le permette ai comuni”. “E poi- aggiunge -, ho anche chiarito che questa eventuale sospensione non colpirà le piccole aziende, gli agricoltori e tutti quegli impianti che sono realizzati in house. Io mi riferisco ai grossi gruppi industriali anche esteri che a volte si avvalgono di intermediari. E lì la vicenda mi preoccupa molto: gli intermediari possono agire con spirito di legalità ma ci sono anche infiltrazioni della criminalità organizzata. Ritengo sia necessario introdurre una modifica secondo la quale chi ottiene l’autorizzazione non può dopo un anno o due volturarla: io preferisco sapere chi effettivamente investe, chi intende operare nella mia terra e non questi prestanome. E’ una questione di trasparenza e legalità”. “Io – prosegue Schifani – guardo ai grossi gruppi, i quali nella piena legalità investono occupando grandi distese di terreno agricolo, per carità in maniera legittima, e realizzano grosse quantità di energia fotovoltaica che vendono immediatamente al Gse realizzando cospicui utili. Io ritengo che in questa logica sia giusto prevedere quote di compensazione a favore delle Regioni. Una quota che possa consentire alla regione di ottenere un abbattimento del costo dell’energia per i cittadini”. “Esistono tanti tipi di compensazione – spiega Schifani -, in Basilicata c’è la compensazione per il grande petrolio che si estrae lì. Naturalmente tutto questo nello spirito di collaborazione istituzionale: non è che si fanno guerre, nè intendo fare una guerra nei confronti del governo quindi è evidente che mi aspetto che ci sia un atteggiamento dell’ascolto”.
“Condivido la posizione del presidente Renato Schifani. – afferma Occhiuto , presidente della Calabria– Va modificata la norma che regola le royalties degli impianti fotovoltaici. Al momento le compensazioni vanno solo ai Comuni, occorre intervenire affinché anche le Regioni abbiano un vantaggio nel promuovere investimenti green”.
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