Il mio naturale ottimismo mi porta a credere che l’impegno assunto dal presidente Bardi a Maratea sarà tradotto in un provvedimento che non solo mette a disposizione le somme disponibili ma che codifica anche un iter veloce nella realizzazione delle opere occorrenti. Manco a farlo apposta, a contrastare il mio ottimismo interviene oggi Pio Abiusi, coordinatore dell’Osservatorio Ambiente e legalità, per dire che situazioni analoghe sono state denunciate già dal 2010 a Matera , con le acque del torrente Iesce che sono nere come la pece perchè vi si scarica di tutto nella parte lucana. La Puglia ha fatto i suoi compiti e quelle acque uscendo da Altamura sono classificate pulite ,mentre attraversando il territorio materano raccolgono di tutto e di più. C’è dunque un problema di traduzione operativa della volontà politica che non è mai riuscita a passare oltre la soglia della buona intenzione, scontrandosi nei passaggi successivi con una burocrazia che mette in coda le carte, senza neanche degnarsi di guardarle se esse debbano assumere un carattere prioritario. Su Fiumicello, come su Iesce, come sul fiume Basento , come sul Gravina ci sono decine e decine di allacci abusivi, non solo di abitazioni ma anche di aziende agricole, zootecniche, piccole attività artigianali che sversano senza tanti complimenti nei corsi d’acqua, creando situazioni di veri e propri allarmi ambientali. Ora il vizio di gran parte della burocrazia, fatta eccezione per pochi eroi che hanno il vizio di assumersi responsabilità, è di mettere cronologicamente tutto in coda, come fosse un processo di lavorazione di pomodori, così che alcune situazioni, per la particolare forza comunicazionale di cui dispongono ( vedi Maratea) diventano il parametro dell’inefficienza gestionale di una Amministrazione. Nel caso degli allacci abusivi, l’Assessore regionale all’ambiente dovrebbe pretendere , con carattere di urgenza, dai Comuni costieri , e da quelli ad alta valenza turistica, il censimento di tutte le abitazioni che non sono servite da fogna e la verifica a campione dei cosidetti pozzi neri o vasche di accumulo del liquame, per vedere se sono a norma o se invece, pur di evitare i costi di spurgo, sono solo stazioni di passaggio per un inoltro con tratti di condutture verso canali naturali o interramenti vari. Messa sotto i riflettori questa situazione di illegalità , dovrebbe poi dar fuoco alla coda degli enti operativi sul rispetto dei tempi per la realizzazione o la revisione o la manutenzione straordinaria dei depuratori, dando una mano al Commissario che il Governo ha insediato per i 742 depuratori la cui mancanza è costata richiami formali dall’Europa all’Italia in questi dieci anni. E di questi depuratori non fatti o non sistemati modestamente abbiamo il primato . In sostanza se la classe politica non si ferma a riflettere su come dare una marcia appena decente alla burocrazia, non si va da nessuna parte, destra o sinistra che sia la indicazione di svolta. Rocco Rosa
DESTRA O SINISTRA, IL BUROCRATE NON FA DIFFERENZA
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1 commento
Associazioni ambientaliste è ORA DI SVEGLIARSI !!