DIALOGO OTTAVO CON GIANFRANCO BLASI: TRA POLITICA, GREEN PASS E LA CIBOSOFIA DI FEDERICO VALICENTI

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

Onorevole Blasi, siamo giunti al nostro ottavo appuntamento con i dialoghi politici. La saluto  e ringrazio in anticipo. Che dice, ci rivediamo dopo Ferragosto?

Perfetto! Certo, che ci rivediamo. Buone vacanze. Saluto Lei, dott. Pisani, e il nostro pubblico, che ringrazio. Lo sa che in molti mi fermano per strada per elogiare l’impostazione della rubrica. Mi chiedono a quando l’uscita della prossima intervista. Non in pochi, non si monti la testa, le fanno i complimenti per la sagacia e la competenza nel porre i quesiti.

Il popolo aviglianese è esteso e vive ben oltre i confini delle nostre terre. Comunque la prego di ringraziare anche da parte mia. Facciamo così: dividiamoci i meriti.

Condivido. Ci dividiamo i meriti e, se capiterà, anche le brutte figure.

 Onorevole, quelle le lascio volentieri a Lei che è della nostra periferia … Scherziamo un po’…

Gianfranco Blasi

E pensare che giudico Potenza una città aristocratica. Ma capisco, Lei è aviglianese. Come dice il proverbio: “Non svegliar il can che dorme.”   

L’ho vista polemizzare sui social sul ddl Zan.  Non è che mi sta diventando troppo conservatore? Lei è conosciuto come un liberal dalla mente e dal cuore aperti.

Proverò ad essere il più chiaro possibile. Anche se su questo tema molti giocano sulla disinformazione e sui facili proclami. Io sono per uno stato laico, il più liberale possibile. Non mi piace l’eccesso normativo. Soprattutto sui temi etici e morali. Peggio ancora se l’eccesso normativo è di stampo giustizialista. Quando le pene sono già disciplinate, mi spiega, dott. Pisani, a cosa servono ulteriori carici da “100”? Discipliniamo i diritti, rendiamo la società inclusiva e aperta, ma non obblighiamo il legislatore a stabilire il bene e il male. Quelli sono temi di coscienza. Questo vale anche per il 41 bis e per la legislazione sui pentiti di mafia. I diritti, lavoriamo sui diritti. Senza dimenticare i doveri. Ciò per rispetto alla propria comunità locale e nazionale. La libertà non deve e non può essere condizionata, né alle mode del momento, né a fenomeni culturali. Soprattutto la libertà di pensiero e di espressione.

 Conte e Grillo hanno trovato un’intesa. Ora l’avvocato del popolo sembra voler destabilizzare persino Draghi.

Draghi andrà avanti per la sua strada. Non si farà scalfire dalle polemiche dei partiti. Certo Conte è per il Movimento un’opportunità per rallentarne gli insuccessi. Non c’è dubbio. Un po’ di vigore lo darà. Ma una cosa saranno i proclami comunicativi, un’altra il rapporto con Palazzo Chigi. Mi dispiace della posizione di Conte sulla giustizia. Probabilmente, Conte  è l’unico avvocato italiano giustizialista e contrario alla riforma. Una contraddizione grave per un accademico ed un giurista.

 E il rapporto di Conte con il Pd e Letta?

Letta non è rock. E’ lento. Ha perso mesi senza dimostrare una linea politica compiuta, vigorosa. E’ un po’ nella terra di nessuno. Rischia che Conte gli porti via alcuni punti percentuali di consenso. Il rapporto fra di loro dovrà per forza essere competitivo. 400 dei prossimi 600 seggi parlamentari saranno distribuiti dal Rosatellum, con il proporzionale. Conte e Letta pescano nello stesso elettorato. Ciò vale anche per Salvini e Meloni. Ha visto come i due si stanno beccando. Le ho già detto, rispondendo a sue precise domande,  che la politica, dopo l’avvento di Draghi non sarà più la stessa. E poi c’è Matteo 2.0. Parlo di Renzi. Lui spariglia. A gennaio ci divertiremo a comprendere le strategie per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Ha visto come i due Matteo filano via d’amore e d’accordo. Conte sarà un problema per Letta. Non una risorsa, come lo era sei mesi fa.

La variante Delta, i nuovi positivi. Il green pass. Dobbiamo preoccuparci?

Serve prudenza, intelligenza. Credo però che le vaccinazioni siano l’unica risposta possibile. Diciamo, la risposta più concreta possibile, insieme a comportamenti virtuosi. Senza criminalizzare nessuno, dobbiamo superare anche questa fase. Sapendo che le scelte sanitarie debbono convivere con la ripresa economica. Vedrà che ne usciremo. Il green pass è utile per i grandi eventi, il cinema, i teatri, gli stadi. Non c’è dubbio. Per il resto serve il solito buon senso. Comunque, c’è una lettura, che è a metà strada fra il filosofico e il politico, che non possiamo evitare. Sembra avanzare un bisogno inconscio di totalitarismo. Il regime sanitario consente un uso più diretto degli strumenti del potere. Vi sono forze politiche e culturali, anche in Europa, che guardano alla Cina, qualcuno persino a Cuba, come modello. Per questo Draghi è stato una salvezza. Ci ha liberato da queste visioni, che nel grillismo e in una parte della sinistra ci sono, e ci ha riportati in maniera coerente nel patto atlantico e in Europa occidentale.

 Non crede che a destra, però, esagerino su posizioni sovraniste e ipernazionaliste?

Se si riferisce alla Meloni sono d’accordo. Fratelli d’Italia ha posizioni ambigue anche sulle vaccinazioni e sui green pass. Comunque, quello è il mondo di riferimento della destra sociale italiana. Da sempre. La Lega, invece, grazie al governo Draghi, è in una fase di transizione. Non vorrebbe lasciare troppo bacino elettorale alla sua destra. Lo capisco. Ma può recuperarne nell’area moderata, dei ceti produttivi. L’autonomia e il federalismo non si realizzano con visioni centraliste e nazionaliste.

Veniamo ad alcuni fatti di casa nostra. Parlo delle terre di Basilicata. Che sta succedendo in Forza Italia? Poi le chiedo una cosa sulla giunta grillina di Matera.

Forza Italia in Basilicata vive le stesse difficoltà che attraversa a livello nazionale. Ha osservato, dott. Pisani, la scelta del senatore Lucio Malan di lasciare gli azzurri, dopo più di vent’anni, per approdare in Fratelli d’Italia. L’uscita di scena di Berlusconi, la perdita di consensi, il cambio generazionale nelle leadership sta provocando un terremoto. In Basilicata, Bardi dovrebbe essere di Forza Italia. Lo sente mai parlare del partito? Ha mai verificato, in questi mesi, un bisogno di guida collegiale di Forza Italia? Conosce l’opinione pubblica la composizione degli organismi politici di Forza Italia? C’è mai una discussione nel partito che poi viene trasferita agli assessori o al presidente stesso? Siamo molto vicini alla diaspora della vecchia Forza Italia. Resisteranno, se ce la faranno, fino alle elezioni politiche, ma assisteremo, contemporaneamente, ad un fuggi, fuggi generale.

 Le avevo anticipato una domanda su Matera. La giunta Bennardi sembra in difficoltà rispetto alla complessità di una gestione amministrativa, culturale ed economica, come quella della città dei Sassi.

Sono d’accordo. Non vedo un grande futuro e penso che chi ha vinto a Matera non sia disposto ad allargare i dividendi del potere al Pd. Invece, dovrebbero farlo. Garantirsi una copertura politica ed anche un sostegno fatto di esperienza e di legami istituzionali. Questa giunta è il frutto della reazione di una città affascinante ed emotiva, che è capace di punte d’odio altissimo nei confronti della Regione Basilicata e della città di Potenza. Pensi alle polemiche strumentali sull’Ospedale e sull’Università. Ma non si amministra con l’odio politico e sociale. Si amministra con una visione di città, con buone prassi e con una progettualità fattiva. A Bennardi e ai suoi manca tutto questo. Continueranno a litigare e arriveranno ad un punto di non ritorno. Invece, se fossi in Bardi e nella sinistra lucana, punterei a valorizzare la Fondazione Matera 2019. A ridarle slancio e linfa finanziaria. La Fondazione diverrebbe così un intelligente alter ego politico e uno strumento di valorizzazione turistica ed economica della città.

Federico Valicenti

 Onorevole Blasi, un’ultima domanda non politica. A che progetti editoriali sta lavorando? Mi ha detto in privato che stanno uscendo alcuni libri.

La torre di Taccone di Avigliano (foto di Donato Imbrenda)

Si, con la Universosud e il mio editore, Antonio Candela, siamo in via di pubblicazione di un lavoro, curato dall’Accademia Tiberina di Basilicata dell’ottimo amico, prof Nino Pascale. Si tratta di un libro dello chef lucano, Federico Valicenti che celebra Dante a suo modo. “Cibando Alighieri Dante” è il titolo. Ricette, aneddoti, frasi e versi del sommo poeta. Ma anche la storia del cibo medioevale lucano. Un lungo percorso enogastronomico e filosofico storico. Non a caso Federico è uno dei massimi esponenti della così detta cibosofia, che abbina cibo e culture, cibo e storia, cibo e filosofia, appunto. In appendice al libro c’è una mia lunga ed intensa intervista allo chef di Terranova del Pollino. L’illustrazione di copertina è curata da un visionario come Silvio Giordano ed ha a che fare, provi ad immaginare, dottor Pisani,  con Dante e i peperoni cruschi. Mi creda, un portento. E, per finire,  sto curando la pubblicazione di uno straordinario racconto del mio amico paesologo, Rosario Angelo Avigliano. Un libro importante che avrà un successo importante, ne sono certo. Il titolo è “La carrozza del capitano”. Non aggiungo altro.  Buone vacanze dottor Pisani. Mi raccomando, mi saluti la storica torre di Taccone di Avigliano, alla quale è legata la sua infanzia.

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