SE IL DIPARTIMENTO SALUTE IGNORA LA PERIFERIA

0

Per quello che può  valere la mia opinione, questa profonda  e radicale riorganizzazione delle strutture ospedaliere lucane è una cosa che andava fatta per non far saltare il sistema sanitario con inutili duplicazioni e con presidii generali sul territorio, che, nel tentativo di assicurare tutto finivano con l’assicurare poco o niente. L’idea di portare l’ammalato in un ospedale che funziona e non un ospedale che non funziona presso l’ammalato si è fatta strada da tempo, e bene hanno fatto quegli amministratori che hanno pensato per ciascun presidio ad una funzione altamente specialistica, non avulsa dal sistema generale, ma collegato ad esso come la punta di una stella . Detto questo però il progetto di riordino del sistema può funzionare solo a condizione che il territorio intercetti  l’utente nelle istanze preliminari che attengono alla medicina di primo e di secondo livello, sia nella parte che riguarda la cura del paziente sia in quella che riguarda la diagnostica e l’accertamento. Questa seconda parte del sistema sanitario doveva essere contemporanea e contestuale alla prima ma non solo non è partita, ma rischia di non partire mai affidata com’è ad un management che esso stesso è impegnato a centralizzare tutto quello che è centralizzabile.  Rimanendo questo andazzo, e non creando filtri intelligenti e funzionali sul territorio, si profila un futuro da ospedali delle metropoli, Roma o Napoli, dove, per qualsiasi cosa si affollano i pronti soccorso e dove perfino i codici bianchi che  un tempo si drenavano sul territorio finiscono con diventare un ostacolo al corretto funzionamento delle accettazioni. E’ evidente che la costruzione di un sistema periferico deve essere fatto per gradi e nel tempo. Ma non c’è un indirizzo in tal senso ,non c’è una cronologia e non si rispettano gli appuntamenti che pure si presentano come occasione per cambiare le cose. Prendiamo l’accordo con i medici di famiglia: grandi parole, grandi assicurazioni, ma le cose che riguardano la vita dei cittadini in periferia non si affrontano.  Il primo gradino di questo accordo dovrebbe essere la messa a regime delle aggregazioni funzionali dei medici di famiglia e di quelli della continuità assistenziale . Mettere in rete i medici del territorio e collegarli ad una struttura in grado di assicurare la diagnostica di base, trovare un punto per l’esercizio di funzioni territoriali, per la condivisione di protocolli comuni, per coordinare le emergenze specifiche, significa mettere il primo pilastro funzionale su territorio, non più ogni medico chiuso nel suo studio e che si cura il proprio orticello di malati, ma una organizzazione in grado di dare risposte multiple per singole discipline , che si tratti del diabete oppure delle cure oncologiche.  Abbiamo ,come poche regioni, un sistema capillare di assistenza primaria: senza costruire palazzi, senza costruire carriere e gerarchie, con un minimo di personale amministrativo, si può incominciare a mettere insieme queste risorse del territorio, iniziando a fare quella sanità di area aggregata, dopo la quale possono venire anche all’occorrenza il riuso delle strutture esistenti ( che ci sono), la fornitura di apparecchiature, la sommistrazione di servizi aggiuntivi e specialistici. Creiamo una casa comune con gente che , da pubblico o da privato, fa lo stesso mestiere e che stando sul posto è in grado di essere di aiuto in un sistema che cresce nell’eccellenza ma che rischia di farsi anch’esso cattedrale nel deserto. Io affronterei di petto il confronto con i medici mettendo come titolo: che si può fare in periferia per migliorare la vita degli utenti?. Potrebbero uscire proposte interessanti e indirizzi nuovi di lavoro.  IL Dipartimento però ci deve credere. Rocco Rosa

Share.

Sull'Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


Lascia un Commento