Il risultato realizzato in sede di confronto tra regioni e Governo modifica il criterio della spesa storica per il settore della solidarietà sociale. Adesso lo ha fato solo per la disabilità scolastica, ma è un criterio che sembra debba estendersi a tanti altri settori, per i quali la spesa storica rappresentava semplicemente la perpetuazione di una ingiustizia. Si, perché quando c’è stato l’avvento delle regioni si è cercato di non penalizzare quelle realtà che già funzionavano a scapito di quelle che bisognava creare ex novo, per cui , come si dice a Napoli, chi ha avut ha avut. Hai vaglia a cercare di far capire che i cittadini del Mezzogiorno non avevano colpa se le amministrazioni comunali spendevano i soldi per portare la strada ad un fienile e non per creare un asilo. Niente. Arrangiatevi! Non so se la Franconi ha il merito di tutto questo. Il suo comunicato dice di si, e ,se fosse vero, avrebbe fatto una cosa strabiliante. E’ certo che il risultato si vede se si pensa che quest’anno, 2016, arriva 637 milioni in luogo dei 107 del 2017. Applicata agli altri servizi questa nuova regola ( che riduce il parametro della spesa storica al 60 % sul servizio di supporto alla disabilità scolastica) dovrebbe rafforzare di gran lunga l’entità dei trasferimenti nel sociale. “Una trattativa – commenta il presidente della Regione, Marcello Pittella – condotta con tenacia, determinazione e passione che non poteva avere un esito migliore. Infatti si tratta di un risultato storico se si confronta l’investimento con la quota di riparto assegnata alla Basilicata negli ultimi anni.“Il risultato ottenuto – aggiunge Pittella – è ancora più rilevante nella consapevolezza che i nuovi criteri saranno applicati anche alle risorse degli anni futuri”e, cosa non di poco conto,i relativi finanziamenti ottenuti non saranno sostitutivi ma integrativi del Piano straordinario per la disabilità varato dalla Giunta e che è in via d’esame da parte del Consiglio regionale.Ovviamente,per quanto importante il cambiamento dei parametri, esso non basta a dare una svolta al problema dell’assistenza alla disabilità in basilicata. La quarta commissione consiliare , alla fine della scorsa settimana, ha affrontato il problema nell’amito del nuovo piano triennale regionale per la disabilità, che pure aumenta considerevolmente gli stanziamenti a favoe dei portatori di handicap e delle loro famiglie. Il tema dell’integrazione scolastica ad esempio rimane drammatico e assoluamente non risolto dal pacchetto legislativo sulla buona scuola, che anzi ha privato la Basilicata di figure importanti. Ma avremo modo di parlare dei problemi.Per adesso conforta solo pensare che almeno ci si sia fermati, rispetto ad un disinteresse con cui in questi anni è stato trattato il settore della sicurezza sociale dal Governo nazionale. Che le stesse Regioni abbianmo trovato una intesa che favorisce le più deboli, significa che non se ne poteva più.
DISABILITA’, STOP AL CRITERIO DELLA SPESA STORICA
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