Non mi appassiona la data del voto e ne parlo solo perchè anche questa faccenda è stata trasportata all’interno del Pd come motivo di divisione. La data del voto si scontra in questa circostanza con interpretazioni differenti della legge, che da una parte raccomanda per risparmiare soldi,di mettere insieme le date elettorali, dall’altro inserisce un inciso che lascia tutto come prima “ compatibilmente con quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, in un’unica data nell’arco dell’anno” Ora significa che se ordinamenti non prevedono esplicitamente l’accorpamento con altre elezioni in nome di una legge dello Stato, o ci sono motivazioni particolari che giustificano questo non allineamento, oppure l’ordinamento travalica la potestà regionale in quanto non contempla il rispetto di una legge. La questione è ,e una classe politica appena decente avrebbe trovato nel Consiglio regionale, negli organi istituzionali preposti alla questione, il punto di caduta di una difforme interpretazione. Invece l’ignoranza delle prerogative istituzionali ( è il Consiglio che deve dire l’ultima parola ) insieme alla voglia di costruire consensi anche su queste cose ha portato al solito pasticcio di un partito che si fa la guerra interna su tutto, senza neanche trovare l’occasione per discuterne prima. Se il buon giorno si vede dal mattino, è lecito dire che è inutile rincorrere una unità che non si avrà mai. Ognuno vada per conto proprio . E già mi immagino che il libera tutti porta alcune persone ed alcuni gruppi a rinforzare il lato destro dello schieramento elettorale , giacchè è da quel lato che il potere fa sentire il suo messaggio invitante , irresitibile agli Ulisse nostrani. Rocco Rosa
DIVISI SU TUTTO, IL PD E’ ALLA FRUTTA
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