Alcune dichiarazioni, Benedetto Croce, le attribuiva agli Onagrocratici (dal latino onager, asino selvatico). Dichiarazioni di ministri che si trasformano in Vangelo per gli elettori. Un modo di assecondare gli appetiti da notizia shock, di cui gli elettori ultimamente sembrano nutrirsi. Non ci sarebbe nulla di male se restassero solo promesse e non si trasformassero in veri e propri mantra che i media e tutti i talk show politici rilanciano.
Capita così che un ministro onnisapiente rilasci una dichiarazione sulla combustione dei rifiuti solidi urbani (RSU) che i media rilanciano come atto fideistico mettendo in discussione, se possibile, anche leggi fisiche come quella di Lavoiser sulla conservazione della massa. Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma.
Alla boutade di Salvini sulla costruzione di “un inceneritore in ogni provincia” si sono scatenati gruppi di discussione sull’opportunità di creare vantaggi dai rifiuti attraverso il loro incenerimento. Dopo questo “lancio”, subito bloccato dal più riflessivo partner di governo, Luigi Di Maio, sono seguiti quelli degli esimi rappresentanti della onagrocrazia Italiana che non mancano mai. In nessuna legislatura.
Sarebbe troppo pretendere da Salvini la conoscenza della legge di Lavoisier. Banalmente, però, suggeriamo ai suoi spin doctor che gli suggeriscono le cose ad effetto da dire, di leggere le due righe che anticipano la teoria scientifica: la massa totale di un sistema fisico o chimico si mantiene costante in qualsiasi processo.
Quindi, bruciando una tonnellata di rifiuti si produce una tonnellata di fumi che, immessi in atmosfera, si trasformano in elementi nocivi in uscita di peso maggiore rispetto a quelli in ingresso. Nano particelle di polvere, che nessun precipitatore elettrostatico può contenere e che gli uomini respirerebbero a danno della loro salute. Da una tonnellata di rifiuti si ottengono 300 kg di ceneri solide, 30 kg di ceneri volanti, 650 kg di acque di scarico e 25 kg di gesso. Le componenti dei rifiuti che resiste alla combustione è pari al 30% del peso del rifiuto in ingresso che va smaltita come rifiuto speciale in discarica. La combustione avviene a una temperatura intorno agli 890 gradi. Per mantenere questa temperatura, se il potere calorifero del rifiuto è basso, è necessario immettere metano in quantità variabile tra 4 e 19 metri cubi per tonnellata di rifiuti da bruciare.
A tal proposito, secondo le norme UE, con il termine incenerimento/termovalorizzazione, si fa riferimento al “recupero di energia se, e solamente se, l’efficienza energetica è di almeno il 60%” (categoria R1)”. In caso contrario si tratterebbe d’impianto di “smaltimento rifiuti (D10)”. E’ questo che intende Salvini quando dice che è necessario un Inceneritore in ogni provincia?
A Salvini piace parlare del Sud e quando lo fa, è perché da un lato deve incitare i suoi fedelissimi del Nord, a guardare con disprezzo al Sud, immerso dalla monnezza e senza soluzioni di continuità, mentre dall’altra non disdegna di lanciare un messaggio di speranza a quelli del Sud che in lui possano riconoscere il traghettatore verso la modernità.
Ciononostante, nessun pregiudizio sui termovalorizzatori, anzi. Se a norma, possono davvero tornare utili per l’ambiente e l’economia delle regioni. Sempre che si rispettino le condizioni di sicurezza che, in Italia, in verità, sono affidate a società che non hanno dato finora dimostrazione di essere più interessati alla salute e all’ambiente dei cittadini che al proprio business. Del resto se Salvini volesse occuparsi di rifiuti e di ambiente consigliamo di studiare il dossier sugli interramenti dei rifiuti industriali che sono stati “nascosti” sotto l’autostrada BreBeMi, sotto la Valdastico Sud, sotto la ferrovia Mestre/Dolo, sotto il cavalcavia Camerini di Padova, sotto la stazione di Acerra e chissà in quante altre infrastrutture. Lo scrive nero su bianco il Procuratore Capo della Procura di Venezia che ha coordinato l’indagine sul traffico di rifiuti industriali. E’ lo stesso Gianfranco Munari, responsabile del nucleo investigativo della Forestale a scrivere che “fanghi industriali, senza alcun trattamento, venivano usati per formare conglomerato cementizio (..)”. A queste dichiarazioni fanno seguito quelle di Roberto Pennisi, procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia, il quale, sentito dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, confermava la “pratica” di smaltimento. “ Un modus operandi fraudolento, teso ad evitare i costi di bonifica e trattamento dei rifiuti speciali”. “Un attentato alla salute e all’ambiente”.
Se non fosse che la propaganda politica è sempre più forte della voglia di risolvere i problemi dei rifiuti, dell’energia e dell’ambiente, al Governo consiglieremmo di istituire un tavolo della trasparenza sui rifiuti e sulle possibili soluzioni da adottare per recuperare terreno sul fronte inquinamento pensando a politiche di sostenibilità ambientale. Partendo dall’identificare gli interramenti sotto le infrastrutture viarie, autostradali e ferroviarie sapendo che, i rifiuti industriali, prodotte per un quarto nelle aree industriali del Nord, sono 4 volte maggiori degli RSU. Infinitamente maggiore rispetto alle 7200 tonnellate giornaliere di rifiuti prodotti dalla Campania di cui 4135 tonnellate proviene dalla sola provincia di Napoli, dove vive il 53% degli abitanti Campani.
Guardando al Paese, complessivamente, per quel che riguarda il ciclo virtuoso degli RSU, nessuna regione è in sintonia con le norme comunitarie. Ma questo Salvini dovrebbe saperlo perché è stato Parlamentare Europeo. Riduzione, riuso, recupero e discarica, secondo la Legge di recepimento del 1997, non è proprio il nostro forte. Del resto, la quantità di RSU, è intorno ai 26 milioni di tonnellate, mentre in Italia se ne producono 31milioni. Comprensivi di oggetti a obsolescenza programmata la cui notevole incidenza segna negativamente il dato di smaltimento dei rifiuti rispetto a quello del resto d’Europa.

Giuseppe Digilio